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EVENTI | 24 marzo 2018, 10:45

Taggia: un vecchio filobus della Riviera Trasporti diventerà un'attrazione ricordando la storia del trasporto filoviario (Foto e Video)

Questa mattina il mezzo è stato trasportato dalla sede della Riviera Trasporti di Sanremo alla stazione ferroviaria tabiese.

Taggia: un vecchio filobus della Riviera Trasporti diventerà un'attrazione ricordando la storia del trasporto filoviario (Foto e Video)

Un vecchio filobus, non funzionante, della Riviera Trasporti, diventerà presto parte integrante dei locali del dopolavoro ferroviario della stazione ferroviaria di Taggia.

Questa mattina il mezzo, di colore arancione, è stato caricato a bordo di uno speciale camion rimorchio e trasportato, dal deposito Rt di Sanremo allo scalo ferroviario tabiese, dove rimarrà in stallo nell’area magazzino ‘Valdenassi’. L’obiettivo è quello di dare una nuova vita allo storico filobus, facendolo diventare un museo ed un luogo di attrazione turistica. All’interno del mezzo troverà spazio la storia del trasporto pubblico su gomma della riviera dei fiori, compresa la filovia.

Trattandosi di un trasporto eccezionale ed ingombrante l’operazione si è svolta grazie alla scorta della Polizia Locale di Sanremo e Taggia che, nei punti più critici ha anche bloccato il traffico per far transitare il convoglio. Il trasporto di oggi è il primo di questa portata, su scala provinciale. Non è ancora nota la tempistica circa l’apertura dell’attrazione ma, non è da escludere che il mezzo sia soltanto il primo di una serie.

Nei locali del ‘dopolavoro', sulla banchina del primo binario della stazione ferroviaria di Taggia, il 6 gennaio scorso è stata inaugurata una sede dove si può trovare molta della storia delle ferrovie locali e non solo. Si va dalla cartellonista, ai vecchi quadri di comando, passando per le divise e c’è persino una sorta di simulatore. La nuova realtà museale è frutto dell’opera dei soci del D.L.F. di Ventimiglia: ferrovieri in attività ed ex ferrovieri e membri esterni iscritti ad Dopolavoro in quanto appassionati di ferrovia. 

Stefano Michero

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