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ATTUALITÀ | sabato 12 marzo 2011, 15:05

Un viaggio nel passato, le miniere d'argento di Vallauria nella valle Roya

Un viaggio nel passato, le miniere d'argento di Vallauria nella valle Roya

Nell'entroterra della Val Roya è stato riportato alla luce un insediamento minerario d'argento, il cui sfruttamento affonda nella notte dei tempi ed è proseguito fino al secolo scorso. Finalmente, sarà possibile agli appassionati entrare nel mondo sotterraneo delle miniere. Tutto questo è stato reso possibile grazie all'impegno costante dell'associazione Neige et Merveilles. Proprio il sei marzo si è svolta l'inaugurazione dell'apertura dei condotti minerari della Vallauria, località situata  presso il lago delle Mesce, raggiungibile dalla Val Roya con deviazione a St.Dalmas de Tende, in un'ora di viaggio da Sanremo. Hanno partecipato a tale visita il Presidente ed i membri del Consiglio d'Amministrazione di Neige et Merveilles, il Sindaco di Briga  ed alcuni appassionati “dell'avventura”.

Nel corso di questa straordinaria scoperta del mondo sotterraneo delle miniere, i visitatori hanno avuto l'occasione di conoscere da vicino questo straordinario mondo: lo sfruttamento della miniera pare risalire all'epoca romana e proseguì nel Medioevo; secondo la tradizione popolare, gli stessi Saraceni erano giunti in questa località alla ricerca dell'argento. In effetti, all'interno della miniera, si trova una galleria chiamata, ancora oggi, « Sarrazine » S.B. Robilant  in  suo Saggio di geografia che risale al 1784,  afferma  che, nella zona di Vallauria, si trova una miniera sfruttata, già dall'antichità,  per la produzione dell'argento; per estrarre il minerale dalla roccia si utilizzava il fuoco.

Scrive testualmente il Robilant “c'est une galène de plomb a petites graines contenant de l'argent que l'on porte a l'Hotel Royal de la monnaie”.   Davide Bertolotti, nell'opera “Viaggio nell Liguria marittima”, pubblicato a Torino nel 1834, scrive: “Les mines de Tende sont exploitées depuis des temps immémoriaux. Elles sont accessibles de S. Dalmas, en quittant vers la droite la route principale, en prenant un chemin raide de deux heures. L'entassement des constructions servant à l'exploitation a l'aspect d'un village. Trois galeries conduisent aux mines, une dans le vallon, l'autre à coté des maisons, la troisième quelques mètres plus haut. Dans la deuxième galerie, non loin de l'entrée, apparait un labyrinthe de boyaux qui montent, qui descendent, qui tournent partout ; par lesquels sont atteintes des chambres soutenues par des colonnes ; puis en montant vers la galerie supérieure, se trouve les anciens excavations dites des Sarrasins (i). Pour accéder directement de la galerie moyenne à la supérieure il faut une demie heure. Deux heures sont employées pour monter de la galerie située en bas à la galerie moyenne et puis à la supérieure. Mais qui voudrait les parcourir de partout, le réussirait difficilement en un jour. Ces innombrables va-et-vient qui indiquent et suivent tous les divagations du filon, nous montrent l'ancienneté et l'ampleur des excavations. Le minerai est une galène argentifère dans du gneis. Les filons jusqu'à présent découverts,,sont tellement abondants qu'ils suffiraient à donner du travail à cent mineurs à la fois. De ce qui est dit, il semble qu'il rend 2 pour mille d'argent. Le minerai est vendu comme d'habitude sous forme de litharge. Rarement il est reduit en plomb. Il y a vingt-cinq ans, 240 ouvriers travaillaient dans cette mine. A présent (1830) il reste 12 mineurs. Ce déclin n'est pas dû au minerai, qui est abondant et de qualité.” (p. 246-247)

Lo sfruttamento della miniera proseguì  sino al 1929 e, a partire dal XIX secolo, vennero introdotte  importanti innovazioni per quanto attiene l'estrazione e la lavorazione delle rocce argentifere; indubbiamente il più importante  fu l'utilizzazione della dinamite per l'estrazione del metallo. Attualmente la miniera è oggetto di studio da parte di esperti in geologia ed è in atto il progetto di renderla accessibile ad un largo pubblico ed agli studenti; a tale scopo  dovranno essere effettuati ancora dei  lavori per la”messa in sicurezza” del percorso.  L'Associazione Neige et Merveilles è impegnata nell'attuazione di tale progetto onde consentire a tutti gli appassionati di visitare la miniera  e ammirarne la selvaggia  bellezza”.

Entrati nella miniera si è immersi in un ambiente buio, l'unico rumore è lo scrosciare dell'acqua che penetra in alcuni punti delle gallerie che si susseguono tortuose; in silenzio, i partecipanti hanno percorso  gli stretti sentieri che si snodano tra cumuli di pietre e la roccia incombente. Permangono  le tracce del duro lavoro dei minatori che, per sgretolare la roccia, si servivano del fuoco: le pareti annerite costituiscono una viva testimonianza dei cumuli di legna bruciati per ottenere il prezioso metallo; qua e là sono anche visibili  cunicoli per lo scorrimento dell'acqua. Dopo aver provato il “brivido” di oltrepassare un piccolo torrente, siamo giunti alla parte della miniera sfruttata nel sec. XIX dovesi trovano ancora alcuni dei macchinari che venivano utilizzati  per una prima lavorazione del minerale.   Poi finalmente, fuori, immersi nel verde del bosco, a contemplare la neve che brillava ai raggi del sole.    

Cesira Ansaldo

C.S.

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