"Con riferimento alla pratica di delocalizzazione produttiva che porta il mio nome, non ho voluto intervenire fino ad oggi, per assoluto riguardo verso il Consiglio Comunale nella sua interezza, poiché ritenevo doveroso e corretto che ciascuno, si formasse una propria autonoma opinione, basandosi esclusivamente sugli atti amministrativi. Non posso tuttavia nascondere oggi di essere più sereno per il futuro dell’azienda e dei miei preziosi 13 dipendenti che mi sono stati vicini fino ad oggi soffrendo con me per tutte le difficoltà che il comparto floricolo sta patendo, e per questo li ringrazio pubblicamente".
Lo scrive Giulio Ghersi, ex Assessore Comunale e titolare della omonima ditta, al centro delle discussioni politiche degli ultimi tempi. "Voglio sicuramente ringraziare tutti coloro che sanno o hanno capito che l’intento di questa operazione era e resta quella di creare le condizioni per mettere in sicurezza la mia azienda potendo garantire un futuro ai miei collaboratori oltre che alla mia famiglia. Voglio ringraziare tutti i consiglieri comunali che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità, pur nella diversità di opinioni e comunque sicuramente sempre nella loro diversità nell’interesse della città. Un particolare grazie va a Confindustria ed ai Sindacati che dopo aver incontrato i miei dipendenti in azienda hanno compreso quanto la G. Ghersi & C. sas sia una famiglia della quale mi sento assolutamente il responsabile principale per il futuro benessere di tutti i suoi componenti. Per quanto riguarda l’amministrazione tutta ho cercato di dimostrare in tutti i modi di voler rimanere distante il più possibile, affinchè potessero lavorare serenamente. Come ha dichiarato il nostro Sindaco che ringrazio, la trasparenza e la legittimità di questa pratica è stata avvalorata dalla tranquillità di impegnarmi per la mia città che amo, con la consapevolezza di non aver bisogno di piaceri, ma con la certezza assoluta di essere considerato come un cittadino qualunque. Comprendo che taluno possa sospettare che il reale interesse dell’operazione sia quello immobiliare. La storia dimostrerà che non è così. Alle volte gli iter autorizzativi non consentono quel confronto che un imprenditore auspicherebbe per fugare ogni dubbio guardando tutti negli occhi. Mi auguro che questo possa ancora avvenire soprattutto con coloro che nutrono dubbi su questa vicenda aziendale anche perché nonostante tutto è legittimo che ognuno difenda le proprie idee ed i propri principi. Io voglio continuare nella mia professione e se possibile lavorare per la mia città, cercando con l’impegno quotidiano di dare il mio contributo".














