Il Sindaco invitato a esprimere la vera motivazione che lo ha indotto a nominare lo stesso revisore dei conti sia per la G.M. sia per il Comune, si è lasciato andare ad esternazioni inconcludenti ed anche false, meritevoli di una risposta.
1° Egli afferma che esiste una sentenza del Consiglio di Stato favorevole alla scelta operata,ma, nulla dice sulla specifica fattispecie, né cita la giurisprudenza contraria. L'art. 236 del T.U. sulla finanza locale riprende quanto già previsto dall'art. 2399 del Codice Civile sulle incompatibilità dei sindaci nelle spa. La ratio della norma è quella di assicurare che non si verifichino ipotesi di conflitto di interesse tra chi svolge funzioni di verifica dell'ente controllante e quello controllato. Purtroppo i conflitti di interesse tra Comune e G.M. sono numerosi: basti pensare a tutti i lavori in difformità alle norme edilizie operati dalla G.M. Su questo come su altre il revisore tace;
2°- Il Sindaco afferma che così è stato fatto per “mancanza di alternative “ e per il “patto di stabilità”. Il patto non c'entra, visto che comunque il revisore , imposto per legge, è stato nominato.La presunta “mancanza di alternative” è falsa e priva di fondamento perché altri candidati validi non politicizzati si sono offerti per ricoprire l'incarico. Con un minimo di buon senso si poteva evitare l'imbarazzo;
3°- Palavela- Che c'entra con il revisore? Sappiamo, invece, che il Sindaco prima lo ha fatto smontare e poi è lui che lo ha regalato come se fosse merce sua. L'eliminazione di una grande struttura per manifestazioni all'altezza di una città con turismo di massa fu un errore gravissimo, perché interruppe bruscamente il boom del turismo invernale e, in dieci anni son andate perdute oltre duecentomila presenze turistiche. I dianesi, infine, forse male informati, devono sapere che il centro storico è stato finanziato per la maggior parte con contributi della Regione e con l'accensione di mutui e non già con la dismissione del Palavela.

















