Parterre de roi importante ieri pomeriggio al 'Comunale' di Sanremo, per il derby tra i matuziani e i nerazzurri che, se sul piano del gioco e dell'impegno non ha deluso, forse lo ha fatto per il risultato a reti bianche. Ma il divertimento per chi ama il calcio non è mancato, di fronte a una bella cornice di pubblico e con coreografie straordinarie, degne di un match da categoria superiore.
In tribuna, oltre ai tanti esponenti politici imperiesi e sanremesi, è ovviamente spiccata la presenza, e la vicinanza, tra i due sindaci delle città rappresentate in campo: Claudio Scajola, primo cittadino di Imperia e presidente della Provincia, e Alessandro Mager, sindaco di Sanremo e vicepresidente dell'ente. I due amministratori hanno seguito con interesse la partita, facendo il tifo per la propria squadra. E chissà che, nel corso dei novanta minuti, i discorsi non siano scivolati anche sul calcio nazionale, considerato che nei quartieri alti della Serie A ci sono le due squadre del cuore di Scajola e Mager, rispettivamente Roma e Inter.
Ma, ne siamo certi, il confronto non si sarà fermato alle questioni calcistiche. Perché i problemi politici ed economici della provincia passano inevitabilmente dalle scelte delle due città più importanti del Ponente e dal rapporto tra le rispettive amministrazioni. E proprio la Provincia, con i suoi organismi e le sue competenze, rappresenta un terreno di confronto nel quale Sanremo e Imperia sono chiamate a condividere strategie e priorità, dalla manutenzione delle infrastrutture alla gestione dei servizi pubblici, fino alle prospettive di sviluppo economico e turistico del territorio.
Provincia, Rivieracqua e trasporti: i dossier più delicati
Non è un caso che proprio nelle ultime sedute provinciali siano tornati al centro argomenti particolarmente delicati. Il 30 ottobre l'Assemblea dei sindaci ha dato il via libera al nuovo aggiornamento tariffario di Rivieracqua, con la sola astensione del sindaco di Diano Castello. Una decisione che avrà inevitabili ripercussioni sui bilanci delle famiglie e delle attività economiche. Il nuovo piano degli investimenti per il periodo 2026-2030 sale infatti a 133,1 milioni di euro, rispetto ai precedenti 45 milioni. Secondo le indicazioni illustrate durante la riunione, l'impatto stimato per un'utenza domestica tipo sarà di circa 32 euro in più. Una scelta motivata dalla necessità di intervenire sulle infrastrutture idriche e fognarie, ma che ha già alimentato il confronto politico.
La questione è tutt'altro che secondaria per i due Comuni maggiori della provincia, entrambi interessati dalle prospettive di ammodernamento della rete e dalla qualità del servizio. Da una parte c'è la necessità di garantire investimenti e superare le criticità che negli anni hanno accompagnato la gestione del ciclo idrico; dall'altra quella di evitare che il peso economico delle riorganizzazioni finisca per ricadere eccessivamente sugli utenti. Il rapporto tra costi, investimenti e qualità del servizio sarà quindi uno dei temi sui quali Scajola e Mager dovranno continuare a confrontarsi, anche alla luce delle osservazioni critiche espresse da alcuni amministratori e rappresentanti politici.
Non meno importante il capitolo del trasporto pubblico locale, con la mozione che punta a promuovere un Bacino unico regionale per migliorare l'efficienza del sistema. Una questione che coinvolge direttamente Riviera Trasporti e la possibilità di garantire collegamenti più funzionali tra costa ed entroterra. Per una provincia caratterizzata da una conformazione geografica complessa, il trasporto pubblico non è soltanto un servizio, ma una condizione essenziale per la mobilità di studenti, lavoratori e turisti. Anche in questo caso il dialogo tra i Comuni più popolosi e la Provincia sarà determinante per portare le esigenze del Ponente all'attenzione della Regione.
Sanremese e Imperia, due nuove proprietà e ambizioni importanti
E poi c'è il calcio, che ieri ha riportato idealmente le due città sullo stesso terreno di confronto. Sanremese e Imperia stanno vivendo una nuova fase societaria, con proprietà che hanno dichiarato apertamente di voler riportare le rispettive piazze a categorie superiori. A Sanremo il progetto fa riferimento alla nuova proprietà internazionale, con Christian Karembeu alla presidenza e Clarence Seedorf coinvolto nello sviluppo del settore giovanile. L'obiettivo dichiarato è il ritorno nel calcio professionistico, categoria che manca alla società biancazzurra da ormai sedici anni. Ma il programma non si limita ai risultati della prima squadra: organizzazione, valorizzazione dei giovani, infrastrutture, sviluppo del marchio e sostenibilità economica sono gli altri punti sui quali il nuovo corso intende lavorare. La proprietà punta a costruire una struttura societaria moderna, capace di valorizzare il nome della Sanremese e il legame con una città conosciuta a livello internazionale. Sul piano sportivo, l'ambizione è quella di costruire una squadra in grado di competere per il salto di categoria, senza trascurare il settore giovanile e il rapporto con il territorio. Una prospettiva che richiede investimenti, programmazione e continuità, elementi indispensabili per trasformare le dichiarazioni d'intenti in un progetto concreto.
Anche a Imperia il cambio di proprietà ha aperto una stagione di aspettative. Con Giuseppe D'Onofrio e il gruppo Arkipiù è arrivato un nuovo corso societario, caratterizzato da un riassetto organizzativo, dal lavoro sulla squadra e da un programma di rilancio che guarda ben oltre la semplice permanenza in Serie D. Il presidente nerazzurro ha indicato nel ritorno tra i professionisti un obiettivo da raggiungere nel giro di un paio d'anni, parlando apertamente di un progetto ambizioso. Nel corso della presentazione estiva sono state illustrate anche le prospettive di potenziamento delle strutture sportive, con l'acquisizione dell'ex Saponificio indicata tra le iniziative per dare maggiore solidità al progetto.
Due percorsi differenti, ma con un denominatore comune: la volontà di riportare Sanremese e Imperia ai livelli che la storia e il bacino delle rispettive città sembrano meritare. Ieri, al Comunale, il pareggio ha lasciato tutto invariato sul terreno di gioco, ma non ha certamente ridimensionato le aspettative delle due tifoserie. Le nuove proprietà sono chiamate a dimostrare che le ambizioni possono tradursi in risultati, attraverso investimenti sostenibili, strutture adeguate e una programmazione che non si esaurisca nell'entusiasmo iniziale.
Il derby come occasione di dialogo per il territorio
Ecco perché la presenza di Scajola e Mager vicini in tribuna assume anche un significato che va oltre la fotografia istituzionale. I due sindaci rappresentano realtà che, pur avendo identità e interessi specifici, condividono molte delle sfide decisive per il futuro del Ponente ligure. Dalla gestione dell'acqua alla mobilità, dalla manutenzione delle infrastrutture alla promozione turistica, passando per università, scuole e sviluppo economico, la collaborazione tra Sanremo e Imperia può diventare un elemento decisivo per l'intera provincia.
Il calcio, in fondo, ha offerto soltanto l'occasione per ritrovarsi nello stesso stadio. Il risultato finale non ha premiato nessuno, ma il pubblico ha dimostrato quanto sia ancora forte il richiamo di una rivalità sportiva capace di coinvolgere due città e un intero territorio. E se Roma e Inter possono essere state argomento di qualche battuta tra i due primi cittadini, è facile immaginare che sul tavolo siano finiti anche i dossier ben più impegnativi che attendono le rispettive amministrazioni. Perché il derby più importante, per il futuro della provincia, è quello che si gioca sulla capacità di fare squadra, anche lontano dal rettangolo verde.














