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Politica | 02 novembre 2026, 15:52

CGIL Imperia nel mirino: "Meno propaganda e attacchi politici, più contrattazione e risultati concreti per i lavoratori"

Duro affondo contro il sindacato: contestate le lezioni su salari e diritti e chiamate in causa le responsabilità del passato. "La tutela dei lavoratori si dimostra con i fatti, non con gli slogan"

CGIL Imperia nel mirino: "Meno propaganda e attacchi politici, più contrattazione e risultati concreti per i lavoratori"

La CGIL Imperia continua a dispensare lezioni su lavoro, salari e diritti, ma prima di puntare il dito contro gli altri dovrebbe fare i conti con le proprie responsabilità. È questo, in sintesi, il contenuto del duro intervento rivolto al sindacato, nel quale vengono contestate le prese di posizione e gli attacchi politici nei confronti del Governo. La tutela dei lavoratori, secondo i firmatari del comunicato, non può essere affidata a dichiarazioni e polemiche, ma deve concretizzarsi attraverso la contrattazione, la difesa dei diritti e il raggiungimento di risultati tangibili per chi lavora.

Nel mirino finisce anche la questione delle retribuzioni, con un riferimento diretto ai contratti caratterizzati da compensi particolarmente bassi. "Prima di impartire lezioni di dignità, salari e diritti, qualcuno dovrebbe ricordare che i contratti con retribuzioni da 5 euro l'ora sono stati firmati sotto la responsabilità di chi, come Maurizio Landini, oggi guida la CGIL. Erano forse salari dignitosi allora? Andavano bene quando a sottoscrivere erano le parti sociali?", si legge nel comunicato. Un richiamo alla coerenza dell'azione sindacale, con l'intento di evidenziare quelle che vengono considerate contraddizioni tra le responsabilità del passato e le attuali prese di posizione.

La critica riguarda anche quello che viene definito un atteggiamento a corrente alternata nella difesa dei lavoratori. Secondo quanto sostenuto, la tutela dei diritti non dovrebbe trasformarsi in una battaglia esclusivamente politica contro il Governo di turno, ma dovrebbe mantenere al centro le condizioni concrete di chi opera quotidianamente nei diversi settori. Da qui la richiesta alla CGIL di spiegare ai propri iscritti quali iniziative vengano portate avanti per contrastare il lavoro povero, ottenere rinnovi contrattuali e retribuzioni adeguate e migliorare effettivamente le condizioni occupazionali.

Nel passaggio successivo viene chiamato in causa anche il rapporto tra il sindacato e i propri iscritti, con un riferimento al costo delle tessere e alle aspettative di chi sceglie di affidarsi all'organizzazione. "Le tessere si pagano per avere rappresentanza, tutela e risultati, non per finanziare una continua opposizione politica", è uno dei passaggi più incisivi dell'intervento. Una presa di posizione che invita la CGIL a concentrare maggiormente la propria attività sulla contrattazione e sulla capacità di ottenere miglioramenti concreti, piuttosto che sulla contrapposizione politica.

La conclusione ribadisce la necessità di riportare il lavoro al centro dell'attività sindacale, evitando quella che viene definita una continua ricerca dello scontro. "Meno propaganda, meno slogan e meno attacchi politici. Più lavoro, più contrattazione e più risultati concreti per i lavoratori. È questo che i cittadini si aspettano da un sindacato", si legge ancora nel comunicato. E l'ultima stoccata è altrettanto diretta: "Noi continueremo a lavorare per dare risposte concrete ai cittadini e ai lavoratori. Alla CGIL lasciamo volentieri la polemica, noi preferiamo i fatti agli slogan". Un attacco frontale che riporta al centro del dibattito il ruolo del sindacato e la sua capacità di tradurre le rivendicazioni in risultati concreti.

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