Grande successo ieri al Casinò di Sanremo per lo spettacolo teatrale prodotto dal Teatro dell'Albero "...e Lucia: son qui, m'ammazzi", dedicato al tema della violenza di genere e alla riflessione sui modelli culturali che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a perpetuare la sopraffazione e la discriminazione nei confronti delle donne.
L'iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Sanremo, con il patrocinio del Club per l'UNESCO e dell'associazione Soroptimist Club di Sanremo, ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, con il teatro gremito e una platea attenta, coinvolta e partecipe per tutta la durata dello spettacolo.
Attraverso parole, dialoghi e suggestioni tratte dalla grande letteratura classica, lo spettacolo ha accompagnato gli spettatori in un percorso di riflessione sul ruolo della donna nella storia, nella cultura e nell'immaginario collettivo. Da Manzoni a Dante, da Shakespeare ad altre voci della tradizione letteraria, i testi hanno restituito storie di donne segnate dalla violenza, dal possesso, dalla gelosia e dalla negazione della libertà, mettendo in luce quanto certi stereotipi siano ancora profondamente radicati nella società contemporanea.
Non una semplice rappresentazione teatrale, ma un'occasione di confronto e consapevolezza, capace di intrecciare arte e impegno civile. La scena si è fatta spazio di denuncia, ma anche di ascolto e di speranza, invitando il pubblico a interrogarsi sulle responsabilità individuali e collettive nella costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sulla libertà delle donne.
Il titolo stesso, "...e Lucia: son qui, m'ammazzi", richiama una delle pagine più intense della letteratura italiana e diventa il simbolo di una condizione femminile che troppo spesso, nel corso dei secoli, è stata raccontata attraverso la paura, la costrizione e la violenza. A queste voci lo spettacolo ha voluto restituire presenza e dignità, trasformando la memoria letteraria in uno strumento per leggere il presente.
La calorosa risposta del pubblico e la partecipazione dimostrata nel corso della serata confermano quanto sia importante promuovere occasioni culturali capaci di affrontare temi di forte rilevanza sociale, sensibilizzando la comunità e alimentando una riflessione condivisa.
Il successo dell'iniziativa rappresenta un importante segnale: parlare di violenza di genere attraverso il teatro significa dare voce a ciò che troppo spesso viene taciuto, riconoscere le radici culturali della sopraffazione e contribuire a costruire una società più consapevole, libera e rispettosa.
Perché il cambiamento comincia anche dalla capacità di ascoltare queste storie, riconoscerle nel presente e scegliere, insieme, di non accettarle più.






















