Il guasto alla rete fognaria di Sanremo riapre il dibattito sulla manutenzione delle infrastrutture idriche e sulla necessità di rafforzare il monitoraggio ambientale. A intervenire è Alessandro Dighero, cofondatore e portavoce di Rete Liguria – Bene Comune e componente dell'esecutivo regionale di Europa Verde Liguria, che prende spunto dai divieti cautelativi di balneazione per chiedere maggiore trasparenza sullo stato delle condotte, sui controlli delle sostanze inquinanti e sulla qualità delle acque.
Al centro della vicenda c'è la probabile rottura del collettore di mandata della stazione di sollevamento S5 di Pian di Nave, segnalata da Rivieracqua, a seguito della quale il Comune ha disposto il divieto di balneazione in dodici tratti di costa, dal Casello a Baia Capo Pino. Per consentire la riparazione è prevista la fermata dell'impianto e l'apertura dello scarico di emergenza, mentre la revoca dei divieti richiederà un successivo provvedimento comunale.
Una misura precauzionale che Dighero considera necessaria, ma che pone una questione più ampia: perché intervenire sulle infrastrutture soltanto quando si verifica un'emergenza? “Il Comune fa bene a chiudere. Un divieto cautelativo, davanti a un rischio batteriologico, è il minimo di un'amministrazione che si prende cura. Il punto è un altro, ed è più grande della fogna”, osserva l'esponente ambientalista.
Secondo Dighero, l'episodio dovrebbe diventare l'occasione per avviare una ricognizione più approfondita delle reti idriche e fognarie, verificando l'età delle condotte, i materiali utilizzati e le eventuali necessità di sostituzione.
Il comunicato richiama anche le disposizioni europee sulla sicurezza dei materiali a contatto con l'acqua potabile e le scadenze previste per il monitoraggio di determinate sostanze, tra cui i PFAS, composti chimici persistenti nell'ambiente, e il TFA, acido trifluoroacetico.
Dighero richiama in particolare l'attenzione sulle scadenze normative tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, sostenendo che le amministrazioni dovrebbero anticipare i controlli anziché attendere l'entrata in vigore dei nuovi obblighi. Evidenzia inoltre il periodo transitorio previsto per l'utilizzo di materiali conformi alle precedenti disposizioni, che nel comunicato viene indicato fino al 31 dicembre 2032.
Un altro punto riguarda la disponibilità dei dati ambientali. Secondo l'esponente di Europa Verde, è necessario ampliare la conoscenza pubblica non soltanto sulla qualità dell'acqua destinata al consumo umano, ma anche sul monitoraggio degli scarichi e degli impianti di depurazione.
Nel documento viene citato il caso di Borgio Verezzi, dove, secondo quanto riferito da Dighero, uno dei quattro pozzi comunali sarebbe risultato fuori norma, con conseguente ordinanza di non potabilità. Un episodio richiamato per sostenere l'importanza di controlli sistematici e della pubblicazione dei risultati.
Le richieste avanzate sono tre: un censimento pubblico dei materiali e dell'età delle condotte, un calendario dei controlli su PFAS e TFA con date definite e la pubblicazione dei risultati delle analisi, includendo scarichi e depuratori. “Chiunque abbia in casa un rubinetto dovrebbe poter sapere di che cosa è fatto il tubo che gli arriva sotto casa. Non è una pretesa: è la sostanza di una cittadinanza”, sostiene Dighero.
L'obiettivo, precisa, non è attribuire responsabilità per il guasto di Sanremo, ma sollecitare una gestione preventiva delle infrastrutture e una maggiore accessibilità delle informazioni ambientali.
“Non accusiamo nessuno di avere fatto male. Chiediamo che si faccia prima”, afferma, sintetizzando poi il proprio appello in una parola: “Misurare”.
La questione sollevata riguarda dunque due piani distinti: da un lato l'intervento sulla rete fognaria sanremese, dall'altro la necessità, secondo Europa Verde, di programmare verifiche più ampie sulla qualità delle acque e sulle condizioni delle infrastrutture.
“Volete essere quelli che hanno scavato per riparare, o quelli che hanno scavato per sapere? Quelli che hanno chiuso il mare, o quelli che lo hanno capito? Quelli che hanno aspettato la legge, o quelli che l'hanno anticipata?”, domanda Dighero rivolgendosi alle amministrazioni e agli enti di controllo. “Si scava quando si rompe. Si scava quando si decide. La legge chiede la seconda cosa. I cittadini anche”.
Un appello che trasforma il guasto alla rete fognaria in una richiesta di programmazione, trasparenza e prevenzione, con l'obiettivo di evitare che la conoscenza dello stato delle infrastrutture arrivi soltanto dopo un'emergenza.














