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Attualità | 15 ottobre 2026, 07:08

La Liguria degli Anelli, 4,5 milioni per il cicloturismo: la Regione punta su borghi, entroterra e nuove esperienze

L’assessore regionale Luca Lombardi illustra il progetto finanziato dal Fondo Unico Nazionale del Turismo. Da Diano Marina alla DMO Riviera dei Fiori, l’obiettivo è fare rete e superare il modello della vacanza legata soltanto al mare

La Liguria degli Anelli, 4,5 milioni per il cicloturismo: la Regione punta su borghi, entroterra e nuove esperienze

Quattro milioni e mezzo di euro per valorizzare il territorio attraverso il cicloturismo, collegando la costa all'entroterra e costruendo un'offerta turistica capace di andare oltre la tradizionale vacanza balneare. È questa la prospettiva del progetto "La Liguria degli Anelli", illustrato dall'assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, che ha spiegato come l'iniziativa, finanziata attraverso il Fondo Unico Nazionale del Turismo, punti a mettere in relazione la ciclovia tirrenica con una serie di percorsi cicloturistici, capaci di collegare diverse aree della regione e, in prospettiva, anche territori di altre regioni. "Abbiamo recuperato circa 4 milioni e mezzo di risorse", ha sottolineato Lombardi, presentando un progetto che punta a trasformare la rete ciclabile in uno strumento di promozione turistica integrata, valorizzando paesaggi, tradizioni, produzioni locali e borghi dell'entroterra.

L'assessore regionale ha quindi illustrato il punto di partenza dell'iniziativa: "Abbiamo preso la nostra ideale pista ciclabile, che si chiama la ciclovia tirrenica, che va idealmente da Ventimiglia fino a Civitavecchia". Un itinerario che, allo stato attuale, "è corrispondente con la linea ferroviaria", lungo il quale alcuni tratti sono già stati recuperati e trasformati in percorsi ciclabili. Nella provincia di Imperia sono già disponibili 45 chilometri di pista affacciati sul mare, pianeggianti e caratterizzati dalla presenza delle erbe aromatiche tipiche del territorio. Un patrimonio infrastrutturale che rappresenta la base sulla quale costruire ulteriori collegamenti, ampliando le possibilità di esplorazione della Riviera e delle sue vallate.

La novità di "La Liguria degli Anelli" consiste proprio nella possibilità di collegare alla ciclovia principale una serie di itinerari secondari, pensati per offrire esperienze differenti e accompagnare i visitatori alla scoperta delle diverse identità territoriali. "A questa pista ciclabile, a questa linea ideale sul mare, abbiamo collegato degli anelli cicloturistici dove vi è la possibilità di svolgere varie attività, corrispondenti in questo momento con le province", ha spiegato Lombardi. Il progetto guarda però anche oltre i confini regionali: "Un domani potranno intersecarsi con infiniti anelli, non solo regionali, quindi sviluppati all'interno della Liguria, ma addirittura sviluppabili anche su altre regioni". Tra gli esempi indicati dall'assessore c'è il Piemonte, con la possibilità di creare connessioni con itinerari già esistenti, come la Via del Sale, che potrebbe diventare uno dei percorsi collegati alla rete ligure.

Il turismo cambia: non soltanto mare, ma esperienze ed emozioni

La strategia regionale si inserisce in un cambiamento più ampio del modo di viaggiare e di scegliere una destinazione. A sottolinearlo è Marco Benedetti, presidente della DMO Riviera dei Fiori, secondo il quale il turismo ha attraversato diverse fasi storiche, passando dalle vacanze delle élite europee al turismo balneare di massa del dopoguerra. "Il turismo è assolutamente cambiato in tutto il mondo e anche da noi", ha osservato Benedetti, ricordando come la Riviera sia stata in passato meta di visitatori illustri, dalle élite inglesi a Bordighera a quelle russe a Sanremo, fino ai soggiorni di figure storiche come la regina Margherita e Sissi. Successivamente, il territorio ha costruito la propria notorietà soprattutto sulle vacanze al mare, ma oggi questo modello non è più sufficiente a rispondere alle aspettative dei viaggiatori.

"Questa cosa è finita. Oggi il turista, sì, viene sicuramente al mare, ma dopo il bagno vuole altro. Non esiste che stia tutto il giorno al mare", ha affermato il presidente della DMO. Da qui la necessità di valorizzare un entroterra ricco di borghi, tradizioni, cultura e prodotti enogastronomici, trasformando queste risorse in esperienze da vivere e non soltanto in attrazioni da visitare. "Un territorio come il nostro, che ha un entroterra molto ricco, ricco di borghi, ricco di tradizioni, ricco di cultura, ricco di prodotti di enogastronomia spettacolari, che raccontano proprio un territorio e la sua vita, si presta a muoversi in questa direzione". L'obiettivo è far conoscere al pubblico italiano e internazionale opportunità che possono distinguere la Riviera da altre destinazioni, favorendo soggiorni più articolati e una maggiore distribuzione dei flussi turistici.

In questo contesto, la DMO Riviera dei Fiori intende svolgere soprattutto una funzione di raccordo tra le diverse realtà del territorio. "Noi come DMO dobbiamo solo fare da facilitatori, fare da rete, per mettere in comunicazione questi mondi e questa possibilità di essere presenti all'estero, nel promuoverci in Italia, nel promuovere sui nostri mercati", ha spiegato Benedetti. La promozione dovrà raccontare esperienze concrete, legate alla stagionalità e alle peculiarità locali. "Far sapere che si può andare a raccogliere le olive in questa stagione, far sapere che è possibile poter andare a cucinare la cucina bianca, far sapere che è possibile andare a giocare a golf nelle vigne". Sono proposte che mettono insieme natura, cultura, gastronomia e attività all'aria aperta, offrendo al visitatore motivazioni ulteriori per raggiungere la Riviera e scoprire anche le località meno conosciute.

Diano Marina punta sulla promozione condivisa

Il progetto si lega anche alla strategia turistica portata avanti da Diano Marina e dai Comuni del Golfo dianese. L'assessore comunale al Turismo Luca Spandre ha ribadito la necessità di superare una promozione limitata ai singoli confini amministrativi, puntando invece su una visione d'insieme. "Il turismo adesso è un turismo emozionale, un turismo che non è solo più balneare. Chiaramente il mare rimane il nostro core business, il nostro punto focale dell'offerta turistica, però noi abbiamo tantissimo altro da fare, da promuovere", ha dichiarato. La costa resta quindi un elemento centrale dell'offerta, ma deve essere accompagnata da proposte capaci di valorizzare le risorse dell'entroterra, creando un prodotto turistico più completo e interessante in ogni periodo dell'anno.

"A me piace sempre ricordare e dire che in questo periodo il mare chiama l'entroterra, la costa chiama l'entroterra in aiuto, per poter dare un'offerta turistica più completa in assoluto", ha aggiunto Spandre. Il riferimento è alle eccellenze agricole ed enogastronomiche, dall'olio ai vini, fino all'oliva taggiasca, prodotto conosciuto a livello internazionale. A queste risorse si aggiunge la ciclabile della Riviera dei Fiori, considerata un'opportunità per promuovere il territorio in modo coordinato. "Ormai il Comune singolo non può più fare una promozione circoscritta ai propri confini, ma deve ragionare nell'ambito di Diano Marina nel Golfo, il Golfo nella Riviera dei Fiori, la Liguria e così via", ha sottolineato l'assessore. Una prospettiva che rende indispensabile il dialogo tra amministrazioni, operatori turistici e soggetti impegnati nella promozione.

Spandre ha quindi richiamato le potenzialità del Golfo dianese, dove il mare e le spiagge possono essere affiancati dalla scoperta dei centri storici e delle produzioni locali. "Nel nostro Golfo dianese, oltre le meravigliose spiagge, oltre i prodotti agricoli di eccellenza che abbiamo, abbiamo due Borghi più belli d'Italia, come Cervo e Diano Castello", ha ricordato. Da qui la necessità di costruire una proposta comune, capace di valorizzare le diverse identità dei Comuni e di offrire ai visitatori un'esperienza che non si esaurisca sulla costa. "Va da sé che è d'obbligo fare una promozione completa anche con gli altri Comuni e con tutto quello che c'è intorno", ha concluso, ribadendo la volontà di promuovere Diano Marina mantenendo lo sguardo aperto sull'intera destinazione.

Za Garibaldi: "Fare rete per un'offerta all'altezza dei tempi"

Anche il sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi, ha sottolineato l'importanza di una promozione condivisa, ricordando il peso della città nel panorama turistico regionale. "Diano Marina negli ultimi anni si è contraddistinta per essere almeno la seconda e la terza realtà turistica in termini di presenze turistiche in tutta la Liguria", ha dichiarato, evidenziando come questi risultati abbiano contribuito a rafforzare la consapevolezza della necessità di organizzare una strategia comune. "Grazie a questa forza delle sue presenze, si è certamente imposta, insieme al resto dei Comuni della nostra provincia, di creare un soggetto capace di coordinare le nuove forme di turismo, quindi una promozione turistica adeguata ai nostri tempi". La nascita della DMO si inserisce in questa prospettiva, con l'obiettivo di rendere più coerente ed efficace l'azione promozionale.

Il messaggio lanciato dal sindaco è soprattutto quello della collaborazione tra territori. "Il messaggio che vogliamo trasmettere oggi è stato quello di fare rete, quindi fare sistema", ha affermato Za Garibaldi, ricordando il lavoro già avviato dai sette Comuni che compongono il Golfo dianese. Un'esperienza che, secondo il primo cittadino, deve ora essere estesa a un ambito più ampio, coinvolgendo gli altri Comuni della Riviera e favorendo nuovi collegamenti. "Quello che noi già da anni facciamo sul nostro territorio, all'interno del nostro Golfo, con i sette Comuni che lo abbracciano, è qualcosa che deve andare oltre, quindi portare in rete tutti gli altri Comuni". In questo percorso, la ciclovia tirrenica rappresenta un'infrastruttura strategica, mentre la vicinanza con il Piemonte può contribuire a rafforzare ulteriormente gli scambi turistici.

Za Garibaldi ha richiamato proprio il legame storico tra la Liguria e il territorio piemontese, sintetizzandolo con una frase che richiama la vocazione turistica della costa: "Come tutti sapete, noi siamo il mare del Piemonte, così come il Piemonte è la nostra montagna". Un rapporto che può essere valorizzato attraverso itinerari integrati, capaci di mettere in relazione mare, colline, montagne, borghi e tradizioni. La sfida è trasformare le potenzialità già presenti in un'offerta organizzata e riconoscibile, che consenta ai visitatori di muoversi tra le diverse località e di scoprire esperienze differenti. "Questo fare rete fa sì che il nostro territorio possa dare un'offerta turistica all'altezza dei nostri tempi e quindi ci aspettiamo grandi risultati da quanto abbiamo seminato in questi anni", ha concluso il sindaco.

La Liguria degli Anelli punta quindi a unire infrastrutture, promozione e identità locali in un unico progetto, nel quale la bicicletta diventa uno strumento per conoscere il territorio e non soltanto un mezzo per spostarsi. La ciclovia tirrenica e i percorsi collegati possono contribuire a distribuire i flussi turistici, sostenere le attività dell'entroterra e valorizzare produzioni, paesaggi e tradizioni. La prospettiva indicata dai rappresentanti istituzionali e dalla DMO è quella di una destinazione sempre più integrata, capace di presentarsi sui mercati italiani ed esteri con un'offerta che comprenda il mare, ma che sappia andare ben oltre la spiaggia.

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