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Eventi | 13 ottobre 2026, 20:02

Premi San Romolo, parlano le eccellenze di quest'anno: da Elisabetta Dami a chi si impegna per la comunità

Al Teatro dell’Opera del Casinò la cerimonia dedicata alle personalità che si sono distinte nei campi della cultura, dello sport, dell’imprenditoria e del sociale

Premi San Romolo, parlano le eccellenze di quest'anno: da Elisabetta Dami a chi si impegna per la comunità

Sanremo celebra le persone che, attraverso il proprio lavoro, la passione e l’impegno quotidiano, hanno contribuito a valorizzare la città e la sua comunità. Si è svolta oggi, al Teatro dell’Opera del Casinò Municipale, la cerimonia di consegna dei Premi San Romolo 2026, uno degli appuntamenti più significativi dell’Ottobre Sanremasco, dedicato al patrono della città e alle figure che si sono distinte in diversi ambiti della vita cittadina. Un momento di riconoscimento, ma anche un’occasione per raccontare esperienze professionali e umane che hanno lasciato il segno, dalla cultura allo sport, dall’imprenditoria alle opere sociali. Tra i protagonisti della giornata Elisabetta Dami, inventrice del celebre personaggio di Geronimo Stilton, insignita del titolo di Cittadina benemerita, insieme agli altri premiati che hanno condiviso riflessioni e progetti sul futuro di Sanremo.

Il teatro gremito ha fatto da cornice a una cerimonia che ha riportato al centro le storie di chi opera per il bene comune, spesso lontano dai riflettori. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il sindaco Alessandro Mager, che ha partecipato all’appuntamento evidenziando il legame tra i riconoscimenti e l’identità cittadina. Le interviste realizzate a margine della premiazione hanno offerto uno spaccato delle diverse esperienze premiate, con un filo conduttore: il valore dell’impegno personale quando diventa una risorsa per tutta la comunità.

Elisabetta Dami, la creatrice di Geronimo Stilton: "Con amicizia e gentilezza possiamo cambiare il mondo"

La nomina a Cittadina benemerita ha emozionato Elisabetta Dami, scrittrice e ideatrice di Geronimo Stilton, il topo giornalista protagonista di una fortunata serie di libri per ragazzi. Arrivata a Sanremo con il suo celebre personaggio, Dami ha espresso tutta la propria soddisfazione per il riconoscimento e per l’accoglienza ricevuta nella città dei fiori. "Geronimo Stilton, il topo più amato d'Italia, sono onorata di essere qui oggi nella meravigliosa Sanremo, città dei fiori, città dei cuori, e sono felice di essere con tanti amici che come me condividono la passione sociale per tante iniziative culturali". L’onorificenza rappresenta, per l’autrice, anche un incoraggiamento a proseguire nel proprio percorso, mettendo al centro la collaborazione e la capacità di trasformare le idee in progetti concreti. "Significa un segno tangibile che tutti insieme possiamo fare delle cose meravigliose, possiamo anche realizzare i sogni e mi impegno in futuro a fare tante cose belle e buone per la nostra Sanremo e la nostra meravigliosa Liguria". Un messaggio che si lega direttamente alla sua produzione letteraria, rivolta soprattutto alle nuove generazioni. Attraverso Geronimo Stilton, Dami intende trasmettere valori che vanno oltre le pagine dei libri e che possono accompagnare la crescita dei più giovani. "Un messaggio di amicizia, gentilezza, sensibilità, rispetto, solidarietà e generosità, perché tutti insieme possiamo fare una grande differenza nel mondo e cambiare veramente il mondo e renderlo un luogo meraviglioso dove tutti possiamo vivere insieme felici in armonia".

Flavia Ciliberto, una vita per il softball: "Il benessere delle ragazze viene prima di tutto"

Il Premio per lo sport è stato assegnato a Flavia Ciliberto, da decenni impegnata nel mondo del baseball e soprattutto del softball, discipline che rappresentano una tradizione consolidata per Sanremo. Il suo percorso è iniziato nel 1970, prima come giocatrice e poi come allenatrice, fino alla fondazione del progetto italiano Softball School, pensato per promuovere l’attività giovanile e diffondere lo sport attraverso una precisa idea educativa. "Mi occupo di softball dal 1970, prima come giocatrice, poi come allenatrice, poi fondatrice di un progetto italiano Softball School che mira all'attività giovanile, a diffondere questo sport cercando di mantenere i valori dell'attività giovanile, che sono quelli di far giocare tutti, non di vincere a tutti i costi". Un approccio che trova applicazione anche nei tornei organizzati per le più giovani. Ciliberto ha spiegato di aver scelto di modificare la formula di una competizione in programma nel prossimo fine settimana, privilegiando la partecipazione delle bambine più piccole e rinunciando alla tradizionale classifica finale. L’obiettivo è permettere a tutte di vivere la stessa esperienza, senza che le differenze di età o di livello finiscano per penalizzare le meno esperte. "Abbiamo tolto la classifica perché è giusto non mettere un primo o secondo, ma premiare tutte le bambine che giocano", ha raccontato, illustrando anche l’introduzione di un premio legato a cinque strumenti di valutazione che favoriscono il gioco delle più piccole. Una filosofia che nasce da una passione personale diventata una scelta di vita: "Il primo giorno che ho cominciato a tirare una palla mi sono innamorata e non l'ho mai più smesso". Guardando al futuro dello sport cittadino, Ciliberto ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà legate al calo delle nascite e sui cambiamenti nelle abitudini dei giovani, sempre più impegnati negli studi. Per lei, però, il risultato più importante non è trattenere a ogni costo le atlete nella propria disciplina, ma offrire loro un’esperienza positiva. "Io ragiono sempre col benessere delle ragazze, perciò devono fare sport, che facciano il mio, che facciano un altro. In realtà ha poca importanza, perché poi io sono allenatrice ma mi ritrovo a fare la psicologa con le bambine e con le famiglie". E il segno lasciato negli anni può riemergere anche molto tempo dopo: "Quello che riesci a dare all'attività giovanile è qualcosa che ti ritorna".

Stefania Sandra, il Premio per la cultura: "La scuola è una roccaforte tra famiglia, ragazzi e mondo"

Il riconoscimento per la cultura è andato a Stefania Sandra, docente del Liceo Cassini di Sanremo, che ha accolto il premio come un attestato personale e, allo stesso tempo, come un riconoscimento al lavoro svolto quotidianamente dalla scuola. Un’istituzione che, secondo l’insegnante, merita maggiore attenzione, soprattutto in una fase storica caratterizzata da complessità e cambiamenti che coinvolgono direttamente le nuove generazioni. "Sicuramente questo mi fa doppiamente felice perché a titolo personale sono molto onorata del premio. Però lo sento anche come un riconoscimento per il Liceo Cassini nel quale io lavoro da tanto tempo e soprattutto per la scuola in generale, che un po' troppo spesso viene dimenticata. Viviamo in tempi che sono oggettivamente molto complessi". Interrogata sul ruolo della cultura nell’aiutare i giovani a comprendere la realtà che li circonda, Sandra ha individuato nella scuola un punto di riferimento essenziale, capace di mettere in relazione la famiglia, gli studenti e il mondo esterno. Un luogo in cui acquisire strumenti per affrontare le difficoltà, sviluppare consapevolezza e costruire il proprio percorso. "La scuola è ancora una roccaforte di congiunzione tra la famiglia, il ragazzo e il mondo. La scuola ha gli strumenti per permettere al ragazzo di riconoscersi nel mondo e superare le asperità che sono tantissime in questo periodo, forse anche di più". Una riflessione che ha riportato al centro della cerimonia il valore educativo della cultura e il ruolo di chi, ogni giorno, accompagna i giovani nella loro crescita.

Giorgio Calvi, il Premio per l'imprenditoria: "Si comincia da zero e poi si arriva a 100 dipendenti"

Per l’imprenditoria il riconoscimento è stato assegnato a Giorgio Calvi, che ha ripercorso con poche parole una carriera costruita attraverso il lavoro e la capacità di affrontare cambiamenti professionali. Alla domanda su come si faccia impresa a Sanremo, la risposta è stata diretta: "Si comincia da zero e poi si arriva a 100 dipendenti". Una crescita che, come ha spiegato, ha richiesto una dedizione costante e la capacità di cogliere opportunità anche in settori diversi da quello di partenza. "Una vita per il lavoro, esatto. Grazie anche allo slancio che ho avuto dalla signora Mosconi, che mi ha fatto passare dai tessuti all'idrocarburo, con un socio ovviamente del settore". Più prudente, invece, la sua valutazione sulle prospettive future dell’imprenditoria locale. Calvi ha evidenziato come il mercato sia sempre più condizionato dalla presenza di grandi gruppi e da processi di concentrazione che rendono difficile prevedere quali spazi potranno restare alle realtà del territorio. "Non lo so. A Sanremo ci saranno grosse società che vengono fuori perché ormai è tutto in mano ai grossi gruppi", ha osservato, offrendo una lettura realistica delle trasformazioni in atto nel mondo economico.

Giorgio Contini, il Premio per le opere sociali: "Aiutiamo i pazienti oncologici a raggiungere le cure"

Il Premio per le opere sociali è stato conferito a Giorgio Contini, impegnato nel servizio di trasporto dei pazienti oncologici per la LILT. Un’attività preziosa, soprattutto per chi vive nelle località dell’entroterra e deve affrontare lunghi spostamenti per raggiungere l’ospedale di Sanremo e sottoporsi alle terapie. "C'è molto da fare, specialmente nel campo dove sono io, che è il trasporto pazienti oncologici della LILT, tenendo conto delle condizioni delle nostre strade, della nostra hinterland", ha spiegato, raccontando un servizio che richiede tempo, disponibilità e una notevole resistenza fisica. "Guidare per 6 o 7 ore è abbastanza faticoso ma si fa molto volentieri", ha aggiunto, sottolineando come la soddisfazione più grande arrivi dalla consapevolezza di essere realmente d’aiuto a chi affronta un percorso di cura difficile. Contini ha ricordato in particolare le difficoltà delle persone che abitano nei centri più lontani, per le quali raggiungere la struttura sanitaria nelle prime ore del mattino può diventare un ostacolo concreto. "Quando ti accorgi che sei veramente utile per queste persone che a volte ti dicono anche che se non ci foste voi avrei rinunciato a curarmi, perché partendo da Realdo, da Pieve di Teco o da Pigna per venire alle 8 all'ospedale di Sanremo a curarsi sarebbe impossibile", ha raccontato. Parole che restituiscono il significato concreto del volontariato: non soltanto un aiuto pratico, ma un sostegno che può fare la differenza nella possibilità stessa di accedere alle cure.

Il sindaco Alessandro Mager: "Una festa per la nostra comunità"

A chiudere il quadro della giornata è stato il sindaco di Sanremo Alessandro Mager, che ha sottolineato il valore dei Premi San Romolo come appuntamento identitario per la città. Il primo cittadino ha espresso soddisfazione per la partecipazione del pubblico e per la possibilità di rendere omaggio a persone che, in ambiti diversi, hanno contribuito alla crescita della comunità e alla valorizzazione dell’immagine di Sanremo. "Sì, certamente è un'occasione unica e ci tengo molto a presenziare e a partecipare attivamente a questa che è una festa per la nostra comunità", ha dichiarato Mager. Un sentimento rafforzato dalla presenza di numerosi cittadini al Teatro dell’Opera del Casinò, segno dell’interesse per le storie e i percorsi dei premiati. "Oggi vedo con piacere il teatro del Casinò gremito. Questo ritornare volentieri a parlare di Sanremo e delle persone che in qualche modo si sono distinte negli anni a favore della comunità, a favore dell'immagine della nostra città, è un motivo di orgoglio mio personale". La cerimonia ha così riunito esperienze diverse, accomunate dalla capacità di trasformare una professione, una passione o un’attività di volontariato in un contributo concreto per gli altri. Dai libri per ragazzi allo sport giovanile, dalla scuola all’impresa, fino all’assistenza ai malati, i Premi San Romolo hanno messo in evidenza il volto di una Sanremo fatta di persone e di impegno quotidiano, nel segno del legame tra la città e chi lavora per il suo futuro.

Carlo Alessi

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