"Caro Mario Robaldo, capisco che una misura del Governo Meloni possa non piacere, ma prima di dare giudizi sarebbe bene ricordare anche ciò che è stato fatto negli anni dai governi precedenti. Partiamo dal bollo auto. Oggi il Governo ha previsto l'esenzione per il 2027 per una parte significativa di auto e motocicli, e ha dichiarato chiaramente l'intenzione di rendere la misura strutturale attraverso la prossima legge di bilancio. Non stiamo quindi parlando semplicemente di un intervento destinato a durare dodici mesi: la volontà dichiarata è quella di trasformarlo in un intervento stabile, con le necessarie coperture finanziarie." Sono le parole del Senatore sanremese Gianni Berrino, rivolte all'ex consigliere del Pd, Mario Robaldo, intervenuto oggi dalle pagine del nostro giornale sull'abolizione del bollo auto decisa dal governo Meloni.
"E trovo curioso che - prosegue Berrino - proprio sul tema del bollo si facciano oggi certe osservazioni. Perché negli anni dei governi di centrosinistra non abbiamo assistito a una cancellazione di questa tassa. Anzi, ricordiamo che la normativa sui veicoli storici tra i 20 e i 29 anni è stata modificata nel 2018, introducendo dal 2019 il pagamento del 50% del bollo per quelli in possesso dei requisiti previsti. Non è quindi corretto raccontare la storia come se il problema fosse nato oggi. Anche su questo tema credo sia necessario mantenere un confronto basato sui fatti e sulle decisioni concretamente assunte nel corso degli anni. E sul tema dei conti pubblici, forse sarebbe opportuno ricordare da dove siamo partiti. Nel 2022 l'Italia aveva un deficit dell'8% del PIL e un debito pubblico pari al 141,7% del PIL secondo i dati Istat dell'epoca. Oggi i dati Istat certificano che nel 2025 il deficit è sceso al 3,1% del PIL e che il saldo primario è tornato positivo, allo 0,8%. È vero che il debito resta elevatissimo e che non tutti i problemi sono risolti, ma è altrettanto vero che il percorso di risanamento dei conti pubblici è proseguito.
"Per questo credo che - termina il Senatore matuziano - sia giusto discutere delle misure del Governo, criticarle quando non si condividono e proporre alternative. Ma sarebbe altrettanto giusto riconoscere che in questi quattro anni il Governo Meloni ha dovuto tenere insieme sostegno a famiglie e imprese, riduzione della pressione fiscale e necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici. Quanto agli stipendi, siamo tutti d'accordo che aumentare il potere d'acquisto dei lavoratori sia un obiettivo importante. La questione, però, è spiegare concretamente con quali risorse, quali strumenti e quali conseguenze per imprese, lavoratori e finanza pubblica. Una cosa, invece, la condivido pienamente con Robaldo: alla fine saranno i cittadini a giudicare l'operato dei governi. E infatti sarà proprio questo il giudizio che noi accetteremo: quello degli italiani nelle urne nel 2027. Nel frattempo, però, lasciamo che siano i fatti e i numeri a parlare."














