La Diocesi di Ventimiglia-Sanremo ha ricevuto nel corso del 2025 complessivamente 2.848.813 euro dai fondi dell’Otto per Mille assegnati alla Chiesa cattolica. È quanto emerge dai dati ufficiali diffusi dal Servizio CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, sulla base delle informazioni dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC) e dell’Ufficio Statistico Vaticano. Le risorse hanno sostenuto diversi ambiti della vita della comunità diocesana, dal sostentamento dei sacerdoti alle attività pastorali, passando per gli interventi caritativi e la manutenzione degli edifici di culto.
La quota più consistente, pari a 1.336.076 euro (46,9%), è stata destinata al sostentamento del clero. Seguono 543.565 euro (19,1%) per le opere di culto e pastorali, quindi 517.219 euro (18,2%) destinati a carità e solidarietà. All’edilizia di culto sono andati invece 386.956 euro (13,6%), utilizzati per manutenzione, restauro e sicurezza degli edifici sacri, mentre 64.997 euro (2,3%) sono stati destinati ai beni culturali ecclesiastici. Un quadro che restituisce la distribuzione delle risorse dell’Otto per Mille sul territorio diocesano.
Sul fronte delle scelte fiscali, i dati disponibili – riferiti alle dichiarazioni del 2022 sui redditi 2021 – evidenziano che nel territorio della Diocesi il 62,6% di coloro che hanno espresso una preferenza ha indicato la Chiesa cattolica. La percentuale risulta superiore alla media regionale ligure, pari al 59,6%, mentre resta inferiore al dato nazionale del 69,5%. Il meccanismo dell’Otto per Mille rappresenta quindi una delle principali fonti attraverso cui la Chiesa cattolica finanzia le proprie attività e il sostegno alle comunità locali.
La Diocesi di Ventimiglia-Sanremo conta 100 parrocchie e circa 147mila abitanti. Nel corso del 2025 sono stati sostenuti 95 sacerdoti diocesani, con una media di un sacerdote ogni 1.546 residenti. Il costo complessivo per il loro sostentamento è stato di 1.807.012 euro. Anche in questo caso la parte principale è stata coperta dai fondi Otto per Mille della CEI, con 1.336.076 euro, pari al 73,9% del fabbisogno. A seguire figurano i redditi dei patrimoni diocesani, le entrate personali e stipendiali dei sacerdoti, i contributi delle parrocchie e le erogazioni liberali.
Nel dettaglio, i redditi dei patrimoni diocesani hanno contribuito con 201.776 euro (11,2%), mentre 177.911 euro (9,8%) sono arrivati dalle entrate personali e stipendiali dei sacerdoti, comprese attività di insegnamento e pensioni. I contributi diretti delle parrocchie hanno raggiunto 67.602 euro (3,7%), mentre le erogazioni liberali dirette hanno garantito ulteriori 23.647 euro (1,3%). Numeri che evidenziano come il sostentamento dei sacerdoti sia il risultato di un sistema di finanziamento articolato, nel quale confluiscono risorse di diversa provenienza.
Un capitolo specifico riguarda proprio le offerte liberali deducibili destinate ai sacerdoti, versate direttamente all’ICSC dai fedeli. Nel 2025, nella Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, sono state registrate 201 offerte per complessivi 24.002 euro, con una media di circa un donatore ogni 1.138 abitanti. Il confronto con l’anno precedente evidenzia un dato particolare: nel 2024 le offerte erano state 254 per 23.815 euro. Si registra quindi un calo del 20,9% nel numero dei versamenti, mentre l’importo complessivo è rimasto sostanzialmente stabile, segnando un +0,8%.
A livello territoriale, Sanremo è il Comune con il maggior numero di offerte, 93, per un totale di 8.498 euro. Seguono Bordighera, con 26 offerte per 7.268 euro, Taggia, con 17 offerte per 2.101 euro, e Ventimiglia, con 9 offerte per 2.253 euro. Particolarmente significativo anche il dato di Apricale, dove due offerte hanno raggiunto complessivamente 1.280 euro. In diversi piccoli centri, tra cui San Biagio della Cima, Badalucco, Perinaldo, Triora e Vallebona, si registra inoltre una crescita della partecipazione rispetto all’anno precedente.
Il dato della Diocesi si inserisce in un quadro regionale e nazionale più ampio. Nel 2025 la Liguria ha raccolto complessivamente 308.129 euro attraverso 3.194 offerte, con una diminuzione del 6,3% rispetto al 2024. A livello nazionale, invece, le erogazioni liberali destinate al sostentamento dei sacerdoti italiani hanno raggiunto circa 7,97 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente, con una variazione positiva dello 0,1%. Numeri che confermano il ruolo delle offerte dirette accanto alle altre forme di sostegno previste dal sistema.
I dati, oltre a fotografare la dimensione economica della vita della Chiesa locale, evidenziano dunque il contributo delle comunità al sostegno delle attività pastorali, delle opere di carità, degli edifici di culto e dei sacerdoti. La flessione del numero degli offerenti rappresenta al tempo stesso un elemento di attenzione per la Diocesi, che richiama il valore della partecipazione e della corresponsabilità dei fedeli. Ogni firma per l’Otto per Mille e ogni offerta destinata ai sacerdoti contribuiscono infatti concretamente alla vita delle parrocchie e alle attività svolte sul territorio.
(Sotto la rendicontazione completa)














