"Tempestiva e con il metodo ormai conosciuto da buon affabulatore, che il nostro Sindaco ha raffinato in questi anni di amministrazione, la dichiarazione sulla questione 'autovelox di Porra'. Occorre, però, fare chiarezza, soprattutto perché ormai le favole raccontate hanno decisamente passato il segno, perché se pensa che i cittadini siano 'distratti' e si facciano ancora affascinare da una narrazione distorta e che accolgano con favore quella che lui dichiara essere una 'nuova proposta', c’è chi conosce la realtà e deve evidenziarla" - commenta Tiziana Panetta a nome di Federazione Civica con Ventimiglia nel Cuore.
"Diciamola tutta la verità, anche schematicamente, sempre pronti a un confronto e ad essere smentiti" - afferma - "Il Sindaco, con la sicumera del più abile prestigiatore ha dichiarato: "Velox di Porra: la nostra posizione non cambia, va ridiscusso'; quasi gli si crede, tanto è precisa la dichiarazione. Il volteggio però è tranchant. Che la posizione del velox vada ridiscussa è un dato di fatto ma che la posizione dell’amministrazione 'non cambia' non è assolutamente vero. Perché, se è vero che quando il Sindaco si è insediato, l’iter era già concluso e la collocazione dei velox già stabilita, è altrettanto vero ed è documentale (a partire dalla delibera di giunta n. 25 del 11.02.21) che l’obbligo della concessionaria era quello di fornire dispositivi omologati; tali dispositivi sono stati attivati nell’estate 2023, da questa amministrazione; da quel momento sono state irrogate sanzioni e alcuni cittadini hanno iniziato ad impugnare; i giudici hanno sistematicamente annullato le sanzioni, condannando l’ente alle spese; il Sindaco e l’amministrazione hanno strenuamente difeso proprio quell’autovelox di Porra, sull’assunta e dichiarata 'difesa della sicurezza stradale'. E lo hanno fatto, nonostante non fosse pacificamente omologato; nonostante la conoscenza diretta dei ricorsi (ed ancor prima delle istanze in autotutela) e del conseguente annullamento delle sanzioni da parte dei Giudici; lo hanno fatto con determinazione, resistendo per tre gradi di giudizio (promuovendo il comune stesso i successivi due gradi, dopo aver perso il primo), difendendone la legittimità; lo hanno fatto perseverando, portando debiti fuori bilancio per tutte le cause perse, benché i relativi danni fossero stati evidenziati più volte in seno al Consiglio; lo hanno fatto malgrado la condanna per lite temeraria; lo hanno fatto perché (dichiarazioni della stessa maggioranza, rese pubblicamente) le entrate delle contravvenzioni erano di gran lunga superiori, rispetto alle percentuali dei ricorsi presentati; lo hanno fatto perché 'la sicurezza stradale viene prima di tutto'".
"Oggi, consapevole di non poter ulteriormente perseverare, il Sindaco dichiara di aver avanzato 'un’ulteriore proposta' (ulteriore: la terminologia non è a caso, perché il Sindaco sa) di 'buon senso' (meglio tardi che mai, verrebbe da dire, ma noi siamo consapevoli delle motivazioni): spostare il velox nell’abitato di Trucco" - dichiara - "Molto bene (e si condivide) la nuova proposta ma non è possibile cancellare, sottacere e mistificare i dati di fatto. Oggi la stessa 'sicurezza stradale' prevede lo spostamento dell’autovelox, solo e semplicemente perché l’Amministrazione si è (forse e finalmente) resa conto di non poter più sostenere sul piano amministrativo e giudiziario le scelte fatte in precedenza (e che fino ad oggi ha difeso a spada tratta). Ma il passato non cambia, così come le responsabilità e le scelte: è necessaria una narrazione corretta e sincera dei fatti, non una mistificazione della realtà degli stessi. Caro Sindaco, hai applicato l’aforisma attribuito al poeta e diplomatico statunitense James Russell Lowell, basta solo dirlo".














