Da tre anni, secondo il Movimento 5 Stelle di Ventimiglia, l'Amministrazione Di Muro ripete lo stesso ritornello sull'autovelox di Porra: "l'autovelox c'era già", "la convenzione era stata fatta prima", "ce lo siamo trovati". Una spiegazione che, per i pentastellati, non può più bastare. "Una convenzione ereditata non è una condanna a vita", sostengono dal movimento, ricordando come, in presenza di gravi inadempienze del concessionario e ricorrendone i presupposti, il Comune possa contestare la situazione e arrivare alla risoluzione del contratto. Secondo il M5S, però, l'Amministrazione avrebbe scelto una strada diversa, mantenendo in funzione l'impianto e proseguendo nel contenzioso.
Nel mirino del movimento ci sono soprattutto le decisioni assunte negli ultimi tre anni. Il M5S sottolinea infatti che l'Amministrazione non avrebbe mai sospeso, nemmeno in via cautelativa, l'autovelox di Porra, neppure dopo le prime contestazioni e dopo i diversi passaggi giudiziari richiamati nel comunicato. "Non dopo le prime contestazioni, non dopo le decisioni del Giudice di Pace, non dopo il Tribunale, non dopo la Cassazione", attaccano i pentastellati. La contestazione riguarda anche la scelta di resistere nei procedimenti, impugnando le sentenze e accompagnando il contenzioso fino ai successivi gradi di giudizio. Una strategia che, evidenzia il M5S, ha comportato costi a carico delle casse pubbliche.
Il Movimento 5 Stelle punta quindi il dito anche sul tema economico, ricordando quanto sarebbe emerso nel corso del Consiglio comunale sui debiti fuori bilancio. In particolare, i pentastellati definiscono "gravissima" l'affermazione secondo cui tali somme sarebbero poca cosa rispetto agli introiti derivanti dalle multe. Una posizione che, secondo il movimento, rischierebbe di far passare l'idea che la convenienza economica possa prevalere sul rispetto delle norme e delle decisioni della magistratura. "Come se perdere cento nei tribunali andasse bene purché dalle multe ne entrino mille", è la sintesi scelta dal M5S. Per i pentastellati, invece, l'entità degli incassi non può rendere legittimo ciò che i giudici abbiano eventualmente dichiarato illegittimo.
Nel comunicato viene inoltre contestato il richiamo, ripetuto negli anni, alla circolare che avrebbe dovuto affrontare quello che viene definito un "problema nazionale". Secondo il Movimento 5 Stelle, però, una circolare non può derogare al Codice della Strada. Nel frattempo, sostengono i pentastellati, il Comune avrebbe continuato a sostenere spese legate a consulenze, difensori, contenziosi e debiti fuori bilancio. Il movimento collega quindi la vicenda dell'autovelox non soltanto alla questione della sicurezza stradale, ma anche alle conseguenze economiche delle scelte amministrative. "Nel frattempo il Comune ha continuato a spendere in consulenze, difensori, contenziosi e debiti fuori bilancio", si legge nel comunicato diffuso dal M5S.
A far discutere è anche l'ipotesi di spostare l'autovelox da Porra a Trucco, soluzione che l'Amministrazione avrebbe indicato mentre, secondo il M5S, continua a sostenere che la propria posizione non sia cambiata. Ed è proprio su questo punto che i pentastellati rivolgono una serie di domande al sindaco Flavio Di Muro: "Se Trucco è più adatto, perché avete difeso Porra per tre anni?". Il movimento chiede inoltre conto delle critiche rivolte in passato a chi sollecitava interventi sull'impianto, ricordando come tali richieste fossero state definite "surreali". Nel mirino finisce anche il tentativo, contestato dal M5S, di innalzare da 50 a 70 km/h il limite di velocità nel tratto interessato.
La conclusione del comunicato punta quindi direttamente sulle responsabilità politiche dell'attuale Amministrazione. Per il Movimento 5 Stelle, infatti, Di Muro può sostenere che l'autovelox fosse già presente e che la convenzione fosse stata sottoscritta prima dell'insediamento, ma non può attribuire al passato le decisioni assunte successivamente. "Non ha trovato già fatti i ricorsi, già fatti gli appelli, già fatta la Cassazione, non ha trovato già decisa la scelta di non sospendere mai l'apparecchio", ribadiscono i pentastellati. Sono queste, secondo il movimento, le scelte che devono essere ricondotte all'attuale Amministrazione. E il comunicato si chiude con un attacco senza sfumature: "Basta frignare: non siete all'asilo."














