Ci scrive un lettore, firmandosi con le iniziali GP, per esprimere «profondo dispiacere» e «crescente amarezza» su quanto starebbe emergendo in queste ore riguardo alla vicenda dell'Aurelia Bis, e in particolare sulla questione degli svincoli e delle uscite previste sul territorio sanremese.
Secondo la ricostruzione del lettore, già nel giugno del 2025 il Sindaco Alessandro Mager avrebbe pubblicamente dichiarato la disponibilità dell'Amministrazione a ridurre il numero degli svincoli e delle uscite dell'Aurelia Bis, proprio in considerazione dell'impatto che l'opera avrebbe potuto avere sulla città. «Parole chiare, riportate nero su bianco», scrive GP, che si interroga: «A cosa sono serviti il Consiglio comunale monotematico, l'ordine del giorno predisposto a nome dell'intera maggioranza e la convocazione della Seconda Commissione, se una disponibilità a rivedere e ridurre gli svincoli era già stata manifestata pubblicamente dal Sindaco più di un anno prima?».
È proprio questo l'aspetto, spiega il lettore, che risulta più difficile da comprendere e che genera maggiore amarezza: la sensazione che la città sia stata tenuta all'oscuro di una parte fondamentale della vicenda, mentre nel frattempo si susseguivano dibattiti, polemiche, contrapposizioni e prese di posizione che, alla luce di quanto emerge oggi, assumerebbero secondo GP un significato diverso. «La sensazione — scrive — è quella di aver assistito a una sorta di spettacolo di magia. Mentre l'attenzione dei cittadini veniva rivolta da una parte, forse la realtà dei fatti era già ben nota dall'altra. E questo non può che lasciare amarezza».
Per il lettore, una città ha il diritto di essere informata con chiarezza, trasparenza e completezza, di sapere quali siano realmente le posizioni espresse dai propri amministratori e, soprattutto, di comprendere perché siano state introdotte iniziative politiche e istituzionali apparentemente necessarie, se determinate aperture erano già state dichiarate pubblicamente. «Non si tratta — precisa GP — di voler alimentare l'ennesima polemica politica. Al contrario, si tratta di chiedere chiarezza. Perché i cittadini meritano rispetto. E il rispetto passa prima di tutto dalla verità e dalla trasparenza».














