Sarà un debutto decisamente fuori dagli schemi quello della quinta edizione della rassegna pianistica di Bajardo, in programma domenica alle 18 alla Chiesina di San Rocco. Ad inaugurare il nuovo "Salotto Bösendorfer" sarà infatti un ensemble davvero particolare, capace di mettere in dialogo pianoforte e Theremin, in un viaggio musicale sospeso tra passato, futuro, scienza e immaginazione. La direzione artistica della rassegna è affidata al maestro e direttore d'orchestra Freddy Colt, mentre l'ingresso all'appuntamento è gratuito. Il nome della rassegna richiama il prestigioso pianoforte a coda Bösendorfer che sarà protagonista degli appuntamenti. L'organizzazione è curata dal Centro Studi Stan Kenton e dagli "Amici di Bajardo", con il patrocinio del Comune.
A salire sul palco saranno i Les Patafisichance, progetto nato dall'incontro fra due percorsi artistici e costruito attorno a un'idea volutamente non convenzionale della musica e dello spettacolo. Il duo, che ama definirsi un trio grazie alla collaborazione, talvolta segreta, del rumorista Giacinto Cataldo, proporrà uno show pensato per accompagnare il pubblico dentro l'atmosfera di un immaginario bar parigino tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Un'epoca di profonde trasformazioni culturali e scientifiche, riletta però senza rispettare una concezione lineare del tempo. "Il tempo NON scorre banalmente dal passato al futuro", spiegano gli artisti, lasciando spazio a suggestioni, contaminazioni e inattese possibilità di movimento.
Elemento centrale dello spettacolo sarà il Theremin, considerato il primo vero strumento musicale elettronico, inventato nel 1919 dal fisico russo Lev Termen. La sua caratteristica più sorprendente è anche quella che lo rende immediatamente riconoscibile: è infatti uno strumento che non viene toccato dal musicista. Le mani si muovono all'interno di un campo elettromagnetico generato da due antenne, attraverso le quali vengono controllati volume ed espressione e, dall'altro lato, il "pitch", cioè l'intonazione. Ne nasce una voce sonora particolarissima, capace di ricordare il violino o la viola, ma anche di trasformarsi in un canto quasi irreale. Un suono che può spingersi verso territori vicini alla lirica, con estensioni e possibilità espressive decisamente singolari.
Il progetto Les Patafisichance nasce dalla fusione di "Il Pianista nel Triangolo del Crack" e "Il Thereminista Nudo", due percorsi che raccontano altrettante figure fuori dagli schemi. Nel primo caso il protagonista è un pianista che vive in una città segnata da delinquenza e spaccio e sceglie di reagire isolandosi nella propria abitazione, suonando giorno e notte repertorio classico nel tentativo di sopravvivere al mondo circostante. Nel secondo emerge invece un anti-eroe proveniente da un universo distopico, destinato a intraprendere un viaggio verso un mondo "supplementare". Un percorso alimentato dalle suggestioni di Alfred Jarry e dalla sua patafisica, la "scienza delle soluzioni immaginarie".
Anche il nome del gruppo nasce da questa visione, attraverso un neologismo che vuole andare oltre la semplice fisica e persino superare la metafisica. Les Patafisichance indica così la possibilità che l'immaginazione diventi uno strumento per aprire nuove strade, generare chance e opportunità e guardare la realtà da prospettive differenti. È una filosofia che mette insieme musica, teatro, rumore, elettronica e suggestioni letterarie, trasformando il concerto in un'esperienza capace di muoversi continuamente fra reale e surreale. "Bonne chance à Tous!", è il saluto con cui Les Patafisichance invitano il pubblico a seguirli nel loro universo.
L'appuntamento è fissato per domenica 30 agosto alle 18.00 presso la Chiesina di San Rocco a Bajardo. L'ingresso è gratuito e, per consentire al pubblico di prendere posto con calma, gli organizzatori consigliano di arrivare almeno 15 minuti prima dell'inizio. Con pianoforte e Theremin, il "Salotto Bösendorfer" si prepara dunque ad aprire la sua quinta edizione con un incontro decisamente originale, dove la tradizione dello strumento a coda incontra uno dei simboli più affascinanti della sperimentazione elettronica. Un debutto nel segno della musica, della fantasia e di quella patafisica che, per definizione, ama cercare soluzioni là dove sembrano non esserci.















