Quando pensiamo a una giornata di svago e relax al mare o in piscina, spesso ci concentriamo sul divertimento e sul piacere di trascorrere qualche ora in tranquillità. Dietro le quinte, però, c'è una figura fondamentale per garantire che tutto si svolga in sicurezza: il bagnino. È proprio partendo da questa considerazione che Sergio Scibilia di Confesercenti, interviene dopo il grave episodio avvenuto sulla spiaggia di Carrara, dove un assistente bagnanti sarebbe stato malmenato dai genitori di alcuni bambini dopo averli richiamati perché si trovavano in mare.
Confesercenti esprime indignazione e ferma condanna per quello che viene definito un grave incidente sul lavoro, manifestando al contempo la propria vicinanza all'operatore coinvolto e la piena solidarietà a tutta la categoria degli assistenti bagnanti. "Parliamo di professionisti che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, hanno una responsabilità enorme: vigilare sulla sicurezza e sull'incolumità dei bagnanti di una piscina, di un acquapark o di uno stabilimento balneare e intervenire tempestivamente quando qualcuno è in difficoltà", sottolinea Scibilia.
Un'attività che, evidenzia il presidente provinciale di Confesercenti, richiede competenza tecnica, prontezza, empatia e una grande resistenza mentale. Non si tratta quindi di un ruolo accessorio o semplicemente legato alla presenza sulla spiaggia, ma di una figura centrale nel sistema della sicurezza balneare nazionale. L'assistente bagnanti è chiamato a mantenere costantemente alta l'attenzione, osservando ciò che accade nello specchio acqueo e intervenendo rapidamente nel momento in cui si presenta una situazione di pericolo.
"Il lavoro del bagnino ha bisogno della vigilanza attiva, elemento cardine della prevenzione, di un'attenzione continua, concentrazione e turnazione regolare per evitare cali cognitivi dovuti alla fatica o al caldo", prosegue Scibilia. Una responsabilità che diventa ancora più importante durante la stagione estiva, quando spiagge, piscine e strutture balneari vengono frequentate quotidianamente da migliaia di persone, tra residenti e turisti. La sicurezza, in questo contesto, passa anche dalla capacità di prevenire i comportamenti potenzialmente rischiosi.
Scibilia definisce quello dell'assistente bagnanti come un lavoro di soccorso altamente professionalizzato, pur trattandosi di un soccorritore non sanitario. Una presenza che accompagna per tutta la stagione balneare cittadini, famiglie e visitatori e che rappresenta, secondo Confesercenti, una vera risorsa per il territorio. Proprio per questo, ogni richiamo rivolto a un bagnante deve essere interpretato per quello che è: un intervento finalizzato alla prevenzione e alla tutela dell'incolumità delle persone, non certo un'ingerenza o un comportamento da contestare.
Il grave episodio di Carrara riporta così al centro dell'attenzione il tema del rispetto nei confronti di chi lavora per garantire la sicurezza degli altri. Un principio che, secondo Confesercenti, dovrebbe essere alla base di ogni rapporto tra utenti e operatori del settore balneare. "Per chi indossa quella maglietta e sale ogni giorno su quella torretta chiediamo una cosa semplice: il rispetto del lavoratore", conclude Sergio Scibilia. Un appello che parte dall'episodio toscano ma che riguarda tutti gli stabilimenti balneari e tutte le persone chiamate, ogni estate, a garantire sicurezza sulle nostre coste.














