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Ultim'ora | 02 luglio 2026, 18:27

Meloni al congresso della Uil: "Salario giusto una vittoria di tutti i lavoratori, morti sul lavoro una sconfitta"

Meloni al congresso della Uil: "Salario giusto una vittoria di tutti i lavoratori, morti sul lavoro una sconfitta"

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni nel suo intervento di oggi, giovedì 2 luglio, al congresso della Uil a Padova, ha rivendicato la linea del governo sull'uso dei fondi pubblici, ricordando che per anni lo Stato ha distribuito risorse "a pioggia, anche a chi delocalizzava o non rispettava le norme sulla sicurezza". Meloni ha sottolineato che i soldi pubblici "non sono dello Stato, ma provengono dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori" e che per questo devono essere impiegati con equità, corresponsabilità e con l'obiettivo di migliorare le condizioni nel mercato del lavoro. 

La premier ha, poi, ricordato di aver partecipato ai congressi di Cgil, Cisl e Uil, definendosi l’unico Presidente del Consiglio ad aver incontrato tutte e tre le principali organizzazioni sindacali, durante il proprio mandato. Un gesto che, ha spiegato, testimonia quanto il confronto con le parti sociali sia "una cifra del lavoro e delle convinzioni del governo". 

 

Meloni ha ricordato che Bombardieri ha definito "una vittoria della Uil" la scelta di legare il salario giusto al trattamento economico complessivo dei contratti collettivi. "Sicuramente era una rivendicazione della Uil - ha detto -. Sicuramente è stata una vittoria. Io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani e credo che sia stata una vittoria della Nazione nel suo complesso". 

La premier ha definito "incoraggiante" lo scenario, restituito dai dati, con "il livello più alto di sempre del tasso di occupazione" e "il minimo storico del tasso di disoccupazione, sia generale sia giovanile". Ha sottolineato che crescono i contratti stabili, "un milione e duecentomila in più dall'inizio della legislatura", mentre calano quelli precari. "È un dato di straordinaria importanza", ha aggiunto, "forse uno di quelli che mi rendono più orgogliosa". 

Ha ricordato, inoltre, che il governo ha deciso di sostenere i rinnovi dei contratti privati con la detassazione al 5% degli aumenti, misura "richiesta dalla Uil e dalle parti sociali", perché "rafforza il legame tra produttività e salario" e "dà centralità alla contrattazione collettiva". L’ha definita "un provvedimento efficace, al quale vogliamo dare continuità e stabilità". Ha poi annunciato di aver già parlato con i ministri Calderone e Giorgetti per garantire che la misura "possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio", spiegando a Bombardieri che il governo “raccoglie un'istanza che è vostra e non solamente vostra". 

 

La premier ha ricordato che “più di mille persone all’anno non tornano a casa dal lavoro”, definendo ogni morte sul lavoro “una sconfitta per tutti”. Ha rivolto un pensiero “di riconoscenza commossa” a chi ha trasformato “un dolore inimmaginabile” in impegno, e ha detto a Emma, la madre di Luana D’Orazio, la 22enne morta nel maggio del 2021, che “tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria” e che la sua battaglia “ci coinvolge, ci riguarda, ci mobilita uno a uno”. 

 

Meloni ha ribadito che colmare il divario di occupazione femminile con la media europea permetterebbe all'Italia di "risolvere gran parte dei nostri problemi di crescita economica e di sostenibilità previdenziale". Ha aggiunto che "il futuro dell’Italia dipende dalle donne e, segnatamente, dalle donne lavoratrici", assicurando che questa "continuerà a essere una nostra priorità". 

Ha avvertito, inoltre, che “la futura sostenibilità del nostro welfare” è una delle principali sfide, ricordando che senza un rapido riequilibrio “tra la popolazione attiva e quella che ha bisogno di assistenza” l’Italia “non avrà più uno Stato sociale”. Una riflessione che, ha detto, è “necessario avviare in tempi brevi”. 

 

"Ci siamo dedicati moltissimo all'obiettivo di far crescere i salari e difendere il potere d’acquisto dei cittadini", ha detto Meloni, enumerando le “molte iniziative” avviate in questo senso. Ha sottolineato di aver "aumentato il netto in busta paga per milioni di lavoratori", soprattutto, per i redditi medio‑bassi, spiegando che oggi "un lavoratore con uno stipendio intorno ai 26 mila euro annui può avere tra i 1.500 e i 2.400 euro in più all’anno" grazie al taglio del cuneo fiscale e alla riforma dell’Irpef. 

 

"Oggi lo Stato è dentro i luoghi di lavoro come non si vedeva da tempo", ha detto la premier ricordando che nel 2024 gli accessi ispettivi congiunti hanno superato 158.000 e che "in quasi due ispezioni su tre salta fuori un'irregolarità", segno che i controlli "vanno esattamente dove c'è bisogno che vadano". 

Sul caporalato ha ribadito che la linea del governo "è stata e continuerà a essere una linea molto chiara": "Tolleranza zero contro i caporali e contro le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali", aggiungendo che tali organizzazioni "molto probabilmente non sono solamente straniere". 

 

"La tecnologia deve essere uno strumento della libertà, non un fattore di dipendenza o di concentrazione del potere", chiedendo "un autentico umanesimo tecnologico” che mantenga “al centro la persona, i suoi diritti, il suo lavoro, la sua dignità”. Ha auspicato di poterci lavorare “insieme, a tutti i livelli”, avvertendo che se il dibattito viene affrontato “con i nostri schemi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni preconfezionate, abbiamo già perso”. Con “un altro livello di profondità”, ha aggiunto, “siamo ancora in grado di fare la nostra parte e di dire la nostra”. 

 

 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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