Arriva una precisazione da parte della difesa di Becken Olivieri, il 51enne accusato dell'omicidio di Mary Elizabeth Hopkins, in merito alle notizie circolate nelle scorse ore su un presunto tentativo di suicidio avvenuto all'interno del carcere di Valle Armea.
Gli avvocati Marco Noto e Ambra Marchese smentiscono infatti questa ricostruzione, chiarendo che il loro assistito non avrebbe tentato di togliersi la vita durante la permanenza in carcere. "Abbiamo appena sentito il nostro assistito – spiegano i due legali – il quale non ha tentato il suicidio ma si trova in ospedale per accertamenti su segni di autolesionismo risalenti al giorno del fatto".
Una precisazione che ridimensiona quanto emerso in precedenza, quando si era appreso del trasferimento dell'uomo dalla casa circondariale all'ospedale e si era ipotizzato un gesto estremo compiuto durante la notte.
Secondo quanto riferito dalla difesa, invece, il ricovero sarebbe stato disposto esclusivamente per consentire gli accertamenti sanitari relativi a lesioni autoinferte che risalirebbero al giorno dell'omicidio e non a un episodio avvenuto durante la detenzione.
Resta quindi confermato il trasferimento in ospedale del 51enne, ma cambia la ricostruzione delle ragioni che hanno portato al ricovero. Saranno ora gli ulteriori accertamenti e gli sviluppi dell'inchiesta a chiarire il quadro complessivo della vicenda, mentre resta da capire se gli impegni processuali previsti nelle prossime ore subiranno eventuali modifiche alla luce delle condizioni dell'indagato.














