(Adnkronos) -
Simone Inzaghi torna a parlare. L'ex tecnico dell'Inter, oggi allenatore dell'Al Hilal in Arabia Saudita, ricorda - in un'intervista alla Gazzetta dello Sport - i successi e le delusioni in nerazzurro, toccando anche temi d'attualità come l'inchiesta arbitri: "Mi ha scioccato. L’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti".
L'ex tecnico nerazzurro ha parlato così dei due scudetti 'mancati', nel 2022 (vittoria del Milan di Stefano Pioli) e nel 2025 (trionfo del Napoli di Antonio Conte): "Non si possono avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori. Mi hanno sempre dato tutto quello che avevano". E ancora, sulla passata stagione, chiusa senza trofei: "Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno, il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto, l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. La finale di Monaco? Ci fa male ancora aver perso così, ma non possiamo dimenticare ciò che era successo prima, in Europa".
Inzaghi ha poi raccontato la sua verità sull'addio all'Inter, una decisione maturata dopo la sconfitta in finale di Champions: "Due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’Inter". Al tecnico non manca l'Italia: "Da quando sono arrivato a Riad sono tornato solo quattro giorni a casa. Ho la mia famiglia, i miei genitori e i miei amici vengono spesso a trovarmi, non soffro di nostalgia". Spazio anche per i complimenti a Cristian Chivu, a un passo dallo scudetto con i nerazzurri: "Conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle capacità dei giocatori. Ma anche puntare su Cristian è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare. Ora è giusto che l’Inter festeggi e che poi provi a vincere la finale di Coppa Italia".

















