Esattamente 100 anni fa, il 4 gennaio 1926, Margherita di Savoia, prima Regina d’Italia, si spegneva nella villa che aveva fatto costruire a Bordighera. La cittadina ligure di ponente era stata scoperta da lei scoperta intorno al 1875. Dopo l’attentato fallito al Re da parte dell’anarchico Passannante la Regina per ritemprarsi nel settembre del 1879 si recò a Bordighera, dove rimase fino al gennaio del 1880.
La sovrana in seguito, attratta dalla bellezza del posto e dal clima mite e salubre, tornò più volte e alla fine acquistò, nella città delle Palme, nel 1914, l’immobile, denominato Villa Etelinda, con il suo enorme parco. Qui l’Architetto Luigi Broggi progettò e fece costruire Villa Margherita di Savoia, che verrà inaugurata il 25 febbraio del 1916, in piena guerra mondiale.
La Regina madre non vi si potè recare che a guerra finita, in quanto nel corso del conflitto svolse il ruolo di crocerossina, nell’ospedale da campo n.2, come era stata trasformata la sua residenza romana.
A Bordighera nell'ottobre del 1922 i quadrumviri del fascismo, per cui lei aveva simpatia, andarono a renderle omaggio prima della marcia su Roma.
La regina madre ebbe per tutta la sua vita un duplice aspetto: da una parte era accesa reazionaria, dall’altro protesse le arti, promosse cultura e cercò di essere sempre vicina alle classi più umili. Questo aspetto la rese molto amata dal popolo, in tutte le sue categorie. Inoltre si dimostrò una fervente sostenitrice del progresso tecnologico. Aveva sempre avuto interesse per le automobili e aveva un garage piuttosto fornito nella stessa villa di Bordighera. La sua auto preferita era una Itala.
A questo si accompagnava, da sempre, un grande amore per le escursioni in montagna. Infatti dopo la tragica morte del coniuge e secondo re d’Italia Umberto I per mano dell’anarchico Gaetano Bresci, continuò a scalare, caso raro ai tempi per una donna, diverse vette alpine anche impegnative e presenziò a manovre militari degli Alpini, che formarono il soggetto di uno dei primi film mai realizzati in Italia (Le manovre degli Alpini al Colle della Ranzola, realizzato nel 1905 da Roberto Omegna per la "Ambrosio" di Torino[49]).
Per questo motivo le venne dedicato un rifugio alpino, la Capanna Margherita, costruito sulla vetta della Punta Gnifetti, una delle più elevate del gruppo del Rosa, alla cui inaugurazione, avvenuta il 18 agosto 1893, la Regina aveva partecipato di persona, percorrendo direttamente, con corteo di guide alpine e gentiluomini, il ghiacciaio sottostante e pernottando nella nuova struttura.
Margherita, per l’esattezza: Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia-Genova, era nata nel Palazzo Chiablese di Torino alle ore 00:45 del 20 novembre 1851. Il matrimonio, con Umberto, fu celebrato a Torino nell'aprile 1868: il 21 nella sala da ballo del Palazzo Reale venne sottoscritto l'atto nuziale, il giorno seguente i principi ereditari si unirono in matrimonio nel duomo di San Giovanni.
Il 9 gennaio 1878 Vittorio Emanuele II morì e quindi salì al trono il figlio Umberto I, che divenne il secondo re d’Italia e Margherita a sua volta divenne la prima Regina. Il regno come è noto durò solo 22 anni, perché tragicamente interrotto dall’attentato di Monza. Ventisei anni dopo la Regina madre Margherita, all’età di 74 anni, si spense nel suo letto a Bordighera.
Il 10 gennaio 1926 la salma venne portata, col treno, a Roma, ove fu tumulata il giorno dopo nelle tombe reali del Pantheon, dove si trova tuttora. Il convoglio funebre si fermava per breve tempo a ogni stazione per permettere a chi la aveva amata di porgere un ultimo saluto.
E furono davvero tanti.














