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Attualità | 10 ottobre 2022, 07:11

Alla foce del Torrente Argentina iniziate le operazioni di bonifica da eventuali bombe nascoste

Un intervento da 180mila euro, in capo al Comune di Riva Ligure che diventa propedeutico in vista dell'intervento di messa in sicurezza del tratto focivo del corso d'acqua, da parte di Regione Liguria.

Alla foce del Torrente Argentina iniziate le operazioni di bonifica da eventuali bombe nascoste

Alla foce del torrente Argentina proseguono senza sosta i lavori di controllo per verificare l'eventuale presenza di altre bombe sotterrate. Un'attività da 180mila euro, in capo al Comune di Riva Ligure che diventa propedeutico in vista dell'intervento di messa in sicurezza del tratto focivo del corso d'acqua, da parte di Regione Liguria.

L'intervento degli escavatori iniziato in questi giorni permetterà da un lato di smuovere il letto dell'Argentina, rimuovendo pietre e detriti e dall'altro consentirà di verificare in modo preventivo che non ci siano ulteriori ordigni. La preoccupazione di Riva Ligure e Taggia è che nel letto del torrente si possano nascondere ulteriori residuati bellici della Seconda Guerra Mondiale, come la bomba da 1000 libbre trovata il 22 aprile durante dei lavori e rimossa a maggio, nel bomba day, con l'intervento dell'Esercito. La bomba trovata quest'anno è stata solo l'ultima in ordine cronologico visto che nel corso degli anni non sono mancati ritrovamenti analoghi. Uno simile, risalente ad appena una decina di anni fa.  

Con i lavori di questi giorni, Riva Ligure si farà carico anche dello smaltimento di 15mila metri cubi di terra rimossa con queste operazioni. L'intervento di Regione Liguria, salvo imprevisti, dovrebbe partire con l'inizio dell'anno nuovo.

Il progetto, in questa prima fase per il 2023, prevede la risagomatura degli argini, l'abbassamento e l'allargamento del letto del corso d'acqua, il taglio di circa 40 alberi su entrambe le sponde, oltre all'eliminazione del sottopasso sul lato di Taggia. Soltanto in una seconda fase si arriverà alla demolizione e successiva ricostruzione del ponte dove attualmente passa la pista ciclabile. 

Stefano Michero

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