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Attualità | 06 giugno 2022, 10:25

Ventimiglia: all'istituto 'Fermi-Polo-Montale' incontro con Susanna Nicchiarelli e Marina Pierri

I ragazzi hanno dialogato con la vincitrice del Nastro d'Argento 2021 e con la scrittrice e critica televisiva

Ventimiglia: all'istituto 'Fermi-Polo-Montale' incontro con Susanna Nicchiarelli e Marina Pierri

Martedì 31 maggio la classe V dell’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing dell’Istituto Fermi di Ventimiglia, sotto la dirigenza della Dott.ssa Antonella Costanza, ha assistito all’ultimo degli incontri del ciclo di videoconferenze previsto dal Progetto “This changes everything: narrazioni di genere e media”.

Il percorso didattico, sviluppato in collaborazione con l’Associazione Women in Film Television & Media Italia, si inserisce all’interno del quadro delle iniziative progettate dalla prof.ssa Ambra Saitta in vista della promozione del linguaggio audiovisivo come oggetto e strumento didattico. In questo caso però, porre l’attenzione sulle narrazioni per immagini ha significato molto di più: mostrare agli allievi come gli schermi ci regalino spesso una narrazione stereotipata e poco inclusiva della realtà, specie quando si tratta di rappresentare la figura femminile.

Ecco perché l’associazione WIFTM Italia, che da anni si occupa di promuovere la parità di genere incoraggiando una più adeguata rappresentazione della donna nell’audiovisivo, ha deciso di sposare il progetto: la Responsabile Area Formazione Dott.ssa Federica Nicchiarelli, il cui lavoro di counselor relazionale si concentra proprio sulla donna e in particolare sulla bambina e sulla ragazza, insieme alla Presidente Dott.ssa Domizia De Rosa e alla Consigliera Dott.ssa Nicoletta De’ Vecchi, entrambe professioniste del settore audiovisivo, hanno riconosciuto in esso uno strumento di formazione originale ed innovativo attraverso cui rendere il pubblico dei giovani più consapevole e capace di scegliere con criterio quali contenuti privilegiare e quali guardare “con sospetto”.

Il percorso didattico si è sviluppato così lungo il secondo quadrimestre, teso a fare del linguaggio audiovisivo uno strumento di conoscenza e analisi delle narrazioni di genere che la storia e la letteratura ci hanno restituito nel corso del Novecento, sino alle rappresentazioni che del femminile danno oggi i media più attuali: agli approfondimenti di carattere storico e letterario condotti dall’insegnante Ambra Saitta e orientati ad indagare gli stereotipi femminili triti e ritriti - ma sempre attuali! – comuni a molti autori della letteratura come alla propaganda dei totalitarismi, hanno seguito perciò incontri in videoconferenza con quattro professioniste del settore audiovisivo, ciascuna scelta e voluta con convinzione per la propria esperienza nei media e l’indiscusso talento. Ad aprire il ciclo di incontri, nel mese di aprile, è stata la critica televisiva per il Corriere della Sera e Wired Italia, insegnante allo IED, cofondatrice e direttrice artistica del Festival delle serie TV di Milano, la Dott.ssa Marina Pierri: seguendo il percorso tracciato dallo stesso libro di cui è autrice, “Eroine. Come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire”, Pierri ha condotto la classe alla scoperta di uno sguardo alternativo con cui leggere le storie narrate sui nostri schermi, uno sguardo più consapevole del valore simbolico di cui si sostanziano le immagini e capace di interrogarsi sui limiti di una rappresentazione che spesso è prodotta da un punto di vista unico e solo, quello della maggioranza “dominante”: maschile, eterosessuale e occidentale. Il testimone è passato poi ad un’altra professionista del settore audiovisivo: la Dott.ssa Flavia Brevi, Social Media Manager, altra esperta comunicatrice che ha accompagnato gli studenti lungo un excursus dei più inflazionati stereotipi di genere cui donne e uomini debbono soggiacere nell’ambito della rappresentazione pubblicitaria, aprendo però anche ad alcuni esempi di marketing inclusivo, capaci di sovvertire con divertita e intelligente ironia quegli stessi stereotipi, facendosene beffa.

Gli incontri del mese di maggio si sono svolti all’insegna proprio di questo sguardo ottimistico e fiducioso nella possibilità di un reale cambiamento culturale, sviluppandolo al meglio: inutile dire che per l’insegnante e la sua classe è stato un grande onore poter dialogare in videoconferenza con la regista vincitrice del Nastro d’Argento 2021, Susanna Nicchiarelli. Tema dell’incontro, il film vincitore del premio naturalmente, “Miss Marx”, la cui visione ha stimolato nei ragazzi numerose domande sulla rappresentazione della protagonista, Eleanor Marx, figlia più giovane di Karl Marx: una rappresentazione complessa, come solo può e deve essere qualunque rappresentazione si proponga di restituire con autenticità gli universi umani, non solo quelli femminili. Alle numerose riflessioni dei ragazzi, la regista ha poi risposto con grande entusiasmo ed estrema simpatia, condividendo anche aneddoti e curiosità della propria vita professionale e non, con quella rara capacità di saper entrare subito in sintonia con l’altro che è propria solo dei grandi comunicatori. Ed infine, quale modo migliore per concludere l’intero percorso se non tirandone le fila insieme a chi preziosamente ha collaborato per la sua piena realizzazione?

L’ultimo incontro, seguito alla proiezione di “This changes everything” – docufilm di Tom Donahue distribuito in Italia da Lilium Distribution e gentilmente concesso in visione alla classe da Simona Garibaldi -  ha visto perciò protagoniste la Presidente dell’associazione WIFTM Italia Domizia De Rosa e la Responsabile della sua Area Formazione Federica Nicchiarelli: proprio prendendo ad esempio il progetto, nato grazie alla sinergia tra docente e associazione, insieme hanno sottolineato quanto sia importante  - specie per il futuro dei giovani - il networking, fare rete, così come mantenere una mente curiosa e flessibile, sempre pronta ad aprirsi a nuovi orizzonti. È stata poi la volta di dare spazio alla classe, che ha trovato un’interlocutrice generosissima nel condividere esperienza e conoscenza proprio nella Dott.ssa De Rosa, professionista del settore audiovisivo che ha collaborato con i maggiori players nazionali e internazionali tra cui Warner Bros, esperta dei diritti di sfruttamento televisivo nei territori di lingua italiana. I ragazzi hanno dialogato con lei su temi di grande attualità: i grandi cambiamenti che hanno interessato la fruizione dei contenuti audiovisivi nell’ultimo decennio, dalla TV free alle piattaforme on demand, con tutte le ricadute che questo fenomeno ha determinato sulle relazioni sociali e sulla scomparsa di quello che una volta era un immaginario collettivo condiviso e che oggi è un immaginario sempre più frammentato e personale; le nazioni emergenti sul mercato internazionale dell’audiovisivo e i modelli culturali di cui si fanno “esportatrici”; le rappresentazioni di genere nella serialità tv e in uno degli ultimi successi della Disney, “Encanto”, che in un personaggio ben poco rispondente ai classici stereotipi femminili, Luisa, ha scoperto il suo successo, facendo emergere ancora una volta il bisogno che soprattutto il pubblico più giovane ha di riconoscersi in rappresentazioni più autentiche del reale. Quale dunque, a conclusione del percorso, il grande insegnamento che i ragazzi hanno fatto proprio? Uno su tutti: in un mondo in cui le narrazioni di genere spesso tradiscono uno sguardo viziato dal pregiudizio e dallo stereotipo, proprio i giovani possono essere agenti attivi di un cambiamento culturale, scegliendo, commentando e diffondendo consapevolmente contenuti più inclusivi. E chissà che allora l’onda lunga della condivisione social non ci regali schermi in cui riconoscerci davvero, collaborando a costruire un mondo migliore

C.S.

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