Quando si parla di scontri diretti tra italiane in ambito europeo, la mente vola, inevitabilmente, a tanti anni fa, quando il calcio italiano dominava in ambito continentale. Anni ruggenti, in cui la finale di Coppa UEFA era totalmente italiana, anni in cui i derby italiani non erano l’eccezione, ma la regola. La lista degli scontri diretti è decisamente lunga, come questo elenco delle donne che cercano uomini brillanti ed interessanti.
Quando si parla di derby italiani in Europa, tuttavia, la maggior parte delle persone, con ogni probabilità. ricorderà la finale di Champions, giocata in quel di Manchester, tra Milan e Juventus, piuttosto che la palpitante semifinale, disputata anch’essa nell’edizione 2002/2003. tra gli stessi rossoneri ed i cugini nerazzurri.
Anni ‘80 e ‘90: i decenni d’oro degli scontri europei
Quello, senza alcun dubbio, fu l’ultimo momento in cui il calcio italiano dimostrò la sua superiorità a livello di club, nonostante, ormai da qualche anno, le spagnole iniziavano a dominare la scena e il calcio inglese iniziava la sua rapida scalata per diventare, qualche anno dopo, il più competitivo, ricco ed invidiato del pianeta calcio.
Negli anni ‘80 e ‘90, però, ci sono stati il numero maggiore di scontri diretti tra squadre italiane in Europa. A fare da apripista fu Juventus-Verona, un ottavo di finale di Coppa dei Campioni: una sorta di “unicum” a quei tempi, dato che alla massima manifestazione partecipava la sola vincitrice del campionato, oltre alla vincitrice dell’edizione precedente.
La maggior parte degli scontri diretti tra italiane, di conseguenza, si consumava in Coppa UEFA, dove l’Italia, al pari delle altre nazioni dal nobile pedigree calcistico, qualificava ben 4 squadre. Per ampliare le possibilità di qualificazione alle coppe europee, poi, fu istituito l’Intertoto, una manifestazione che andava in scena già a luglio e dava la possibilità di qualificarsi alla Coppa UEFA anche a quelle squadre che non erano riuscite ad accedervi direttamente.
Un torneo che, dopo svariati anni, perde appeal, al punto che alcune squadre preferivano non prendervi parte. D’altro canto, la partecipazione a quel torneo stravolgeva completamente la preparazione estiva, con esiti talvolta nefasti. Lo scoprì sulla sua pelle, ad esempio, la Sampdoria, la squadra ligure che ha ottenuto i maggiori successi europei, come la vittoria della Coppa delle Coppe e la finale di Champions, in quel di Wembley, persa contro il Barcellona.
Estate ‘98: è derby italiano in Intertoto
Nell’estate del ‘98, con alla guida un tecnico emergente come Spalletti a fine anni ‘90, i blucerchiati presero parte al torneo, che pagarono a caro prezzo in campionato retrocedendo clamorosamente in Serie B. Il percorso si interruppe in semifinale, in quello che, con ogni probabilità, è lo scontro diretto tra italiane nelle coppe europee che in pochi, se non i tifosi delle rispettive squadre, si ricordano: Bologna-Sampdoria.
Dopo l’anno di Roberto Baggio, che emigrò a Milano, sponda nerazzurra, al termine del Mondiale del 1998, i felsinei decisero di affidare la guida tecnica a Carletto Mazzone in luogo di Renzo Ulivieri e vantavano tra la loro fila alcuni giocatori di spessore degli anni’ 90, come il duo svedese Kenneth Andersson- Klas Ingesson, il bomber russo Kolyvanov e una rocciosa difesa che poteva contare su elementi come Massimo Paganin e Michele Paramatti.
La Sampdoria era uscita certamente indebolita dal calciomercato, ma poteva contare su calciatori di talento come Vincenzo Montella, oltre a calciatori navigati come Pierre Laigle e Moreno Mannini. Già all’andata si intuì come i felsinei fossero i favoriti per il passaggio del turno: grazie ad un meritato 3-1, la squadra di Mazzone gettò le basi per la qualificazione alla finale dell’Intertoto
A nulla valse il generoso sforzo profuso dai doriani nel match di ritorno, una vittoria di misura colta grazie al gol di Ciccio Palmieri, con un’ultima arrembante mezz’ora alla ricerca della rete che sarebbe valsa il passaggio del turno. E forse, chi lo sa, avrebbe cambiato il nefasto percorso di quell’anno.














