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Eventi | 24 ottobre 2021, 09:28

Il 44° Premio Tenco si chiude con l’omaggio alla leggenda Mogol, standing ovation all’Ariston (Foto)

“Questo applauso chiude tutte le polemiche” e poi, ricordando Tenco: “Siamo tutti dispiaciuti perché non abbiamo capito che cosa è successo”

Le immagini dal Teatro Ariston (foto Tonino Bonomo)

Le immagini dal Teatro Ariston (foto Tonino Bonomo)

La serata conclusiva del Tenco è sempre un momento difficile tanto quanto è complesso rimettere insieme le idee per raccontare a dovere l’ultimo atto.

Ieri sera al Teatro Ariston è passata la storia della canzone italiana con l’apertura dedicata alla consegna del Premio Tenco a Mogol, la ‘penna’ di Lucio Battisti, l’autore dei testi che generazioni di italiani hanno cantato. Il pubblico dell’Ariston gli ha tributato una standing ovattino tanto sentita quanto non scontata a queste latitudini.
Mi sono battuto affinché Luigi non andasse a Sanremo, ‘Ciao amore’ era troppo commerciale - ha commentato dal palco Mogol, palesemente emozionato - una notte abbiamo dormito nella stessa stanza e gli dissi che quello di Sanremo non era il suo palcoscenico. Nonostante avessi tre canzoni in gara, io quell’anno non andai a Sanremo per cercare di convincerlo. Poi è successo quello che sappiamo. Siamo tutti dispiaciuti perché non abbiamo capito che cosa sia successo. È un bene ricordarlo, un artista così è raro”.

Claudio Bisio in versione tappabuchi ha traghettato la serata tra l’emozione per la consegna del Premio Tenco a Vittorio De Scalzi (con in dono il ritratto realizzato dal ‘nostro’ Larry Camarda’) e la denuncia contro il ‘regime ibrido’ di Orbàn portata a Sanremo dal rapper Áron Molnàr, vincitore del premio Yorum 2021. Premio Tenco anche al basco Pere Camps come operatore culturale per aver creato nel 1996 il festival ‘Barnasants’.
Note di spiccata regionalità con il duo abruzzese intergenerazionale composto da Setak & Mimmo Locasciulli, mentre Simona Colonna & Ambra Pintor hanno fuso alla perfezione le anime piemontese e sarda in un duetto tutto al femminile con tanto di violoncello suonato me fosse una Stratocaster.

La sorpresa della serata è stata la giovanissima senza_cri, scoperta direttamente da Antonio Silva e poi passata da ‘Il Tenco ascolta’, ha portato a Sanremo la sua estrema naturalezza genuina fusa con una capacità canora non comune e una innata propensione per la somministrazione di emozioni forti.
Il gran finale, poi, è stato consegnato tutto nelle sapienti mani di Stefano Bollani, capace come pochi di portare il pubblico per mano in un lungo viaggio tra il sorriso e l’emozione, tra il ricordo e l’assurdo, “da via dei matti a un covo di pazzi”.

Va così in archivio una 44ª edizione del Premio Tenco destinata a rimanere nella storia della rassegna per il ritorno dal vivo davanti al pubblico, per quella dedica a ‘una canzone senza aggettivi’ che tanto ha fatto discutere, e soprattutto per le emozioni e la ricchezza che ha saputo donare in quattro giorni di grande intensità in quel di Sanremo. Appuntamento al 2022.

Pietro Zampedroni

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