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Eventi | 22 ottobre 2021, 07:14

“Non è più il Tenco di una volta, è il Tenco di sempre”: la canzone d'autore abbatte ogni barriera per la 'prima' al Teatro Ariston (Foto)

Rinviata la consegna della Targa Tenco a Madame, assente per problemi di salute

Le immagini dal Teatro Ariston (foto Tonino Bonomo)

Le immagini dal Teatro Ariston (foto Tonino Bonomo)

La musica dal vivo, il teatro pieno, l'emozione dell'incontro ravvicinato con gli artisti. Sensazioni che mancavano da quasi due anni e che ieri sera il pubblico del Premio Tenco ha potuto riassaporare per un ritorno alla normalità tanto atteso.
La 'prima' dell'edizione 2021 ha portato in dote tutta l'essenza del suo titolo: “Una canzone senza aggettivi”. Lo ha detto a chiare lettere Antonio Silva alla sua prima uscita sul palco: “Niente è più come una volta. Non è più il Tenco di una volta, è il Tenco di sempre”.

E il 'Tenco di sempre' ha aperto la 44ª edizione con le Targhe andate a Samuele Bersani come miglior disco in assoluto per l'album “Cinema Samuele”, a Peppe Voltarelli come interprete di canzoni con “Planetario”, ai fratelli Mancuso con “Manzanà” per il miglior disco in dialetto e a “Ad esempio a noi piace Rino” come album collettivo a progetto.

Grande assente Madame, vincitrice di ben due targhe (miglior opera prima con il disco “Madame” e miglior canzone con “Voce”). La più giovane premiata nella storia delle Targhe ha dovuto rinunciare per motivi di salute e l'organizzazione sta lavorando per un recupero.

È stato un viaggio tra angoli della musica diversi e complementari a disegnare una serata che, in tutte le sue sfaccettature, ha rappresentato al meglio il senso di un Tenco “senza aggettivi”. Il ritorno a casa di Samuele Bersani, passato dal Tenco per la prima volta 30 anni fa, a fare da contraltare al mai nascosto risentimento di Enrico Ruggeri per un oblio durato troppi decenni e cancellato in un istante con la standing ovation dell'Ariston oltre la mezzanotte: “Io sono mancato a voi, ma anche voi siete mancati a me”. Pace fatta nel nome di un'edizione che, per definizione, vuole abbattere ogni barriera.

I fratelli Mancuso e Peppe Voltarelli hanno portato il pubblico in un lungo viaggio dalla Sicilia alla Spagna in un incrocio di lingue e dialetti, fra intrecci di culture e traversate della disperazione. E poi la storia della musica e della cultura con Gianni Coscia, 90 anni di fisarmonicista che, come fosse un gioco da ragazzi, porta con innata naturalezza un brano scritto 74 anni fa con un certo compagno di scuola chiamato Umberto Eco.

Oggi il Tenco riapre gli occhi dopo l'esordio e torna con gli appuntamenti in città. Alle 12 le conferenze stampa nella sede della ex stazione, alle 15.30 l'incontro di Enrico Ruggeri con i ragazzi di Area Sanremo al Palafiori. Alle 18 appuntamento nella Pigna, ex chiesa di Santa Brigida, con Piero Brega per vivere “Uno splendido caos”.

Alle 21, infine, la seconda serata della 44ª Rassegna della Canzone d'autore. Su palco dell'Ariston: Lucio Corsi, Gianni Coscia, Giovane Orchestra “Note Libere”, Jorge Drexler, Fiorella Mannoia & Danilo Rea, Marisa Monte, Alberto Patrucco, Paolo Pietrangeli, Rusó Sala, Sighanda. Consegna del Premio Tenco a Pere Camps.

(Fotogallery di Tonino Bonomo)

Pietro Zampedroni

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