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Imperia Golfo Dianese | 01 ottobre 2021, 14:25

Elezioni a Diano Marina Barbara Ramella, candidata nella lista di Marcello Bellacicco: “Il campo golf alle spalle di capo Berta, un sogno che continua”

Architetto, segretario dell’Ordine provinciale parla di Infrastrutture, edilizia pubblica e privata e lavori pubblici

Elezioni a Diano Marina Barbara Ramella, candidata nella lista di Marcello Bellacicco: “Il campo golf alle spalle di capo Berta, un sogno che continua”

 

Barbara Ramella, architetto apprezzata, particolarmente esperta nel settore dell’edilizia pubblica e privata, segretario dell’Ordine degli Architetti provinciale, ha deciso di intraprendere l’impegno elettorale sull’onda del suo profondo e radicato senso civico e della sua aspirazione personale di voler migliorare le cose.

Perché ha deciso di candidarsi con Marcello Bellacicco? "Ho deciso di candidarmi con Marcello Bellacicco perché lo stimo profondamente come persona onesta, coerente, dalle grandi capacità organizzative e soprattutto per il suo essere 'non condizionabile' perché estraneo a qualsiasi logica di clientelismo, tutte doti indispensabili per chi si presenta al governo di una città. Inoltre, condividiamo l’amore per Diano Marina, un territorio articolato tra la città affacciata sul mare e le quattro Frazioni immerse tra gli ulivi, un unicum da valorizzare mettendo in atto una pianificazione urbanistica unitaria.  

Quali sono i problemi infrastrutturali, di edilizia pubblica e privata,  lavori pubblici? I problemi infrastrutturali della città di Diano Marina sono comuni a tutto il territorio ligure. Parliamo di una Regione bellissima, ma al contempo difficile per la sua conformazione geografica, costituita da una sottile striscia di costa stretta tra le montagne e il mare. Le principali infrastrutture di collegamento in attraversamento, la rete statale, (S.S.1 Aurelia), e la rete autostradale si sono sviluppate adattandosi ad un territorio complesso che, oggi, non permette un loro ampliamento. Anche l’infrastruttura ferroviaria, pur nel nuovo assetto in seguito al raddoppio inaugurato nel 2016, non è riuscita a rinnovarsi al punto da risultare ancora oggi sottodimensionata rispetto all’alta velocità.Come intervenire dunque? A livello locale, in sinergia con i comuni limitrofi, si dovrà intervenire sulla rete stradale statale, in particolare sostenendo il progetto della cosiddetta Aurelia bis, una viabilità alternativa che permetterà il rapido collegamento tra i Comuni di Imperia e Diano Marina sino ad Alassio a levante e a Sanremo a ponente, dove già esistente; naturalmente in un’ottica di totale salvaguardia del territorio e del costruito, privilegiando i tratti in galleria.Per alleggerire la rete stradale, sarà necessario puntare anche sulla viabilità per mare: credo sia ora di prendere esempio dal levante ligure, dove è consuetudine spostarsi via battello per raggiungere tutte le città della costa. Si pensi al comprensorio delle Cinque Terre, a Portofino, come a Porto Venere; un esperimento simile è già in atto tra il nuovo Porto di Ventimiglia e Monaco, collegati tramite un catamarano. Per quanto riguarda la rinnovata rete ferroviaria si dovrà, sempre a livello comprensoriale, chiedere ed ottenere un potenziamento diversificato dei collegamenti ferroviari: con più treni veloci diretti, a lunga percorrenza, verso Milano, Torino e Roma, e treni dedicati agli spostamenti Regionali.Infine sarà fondamentale avere maggiore cura delle strade cittadine, sia quelle interne che quelle in direzione delle Frazioni. La parola d’ordine dovrà essere: manutenzione! Non come sta accadendo alla Strada Comunale Diano Marina-Gorleri-Imperia, a servizio del nostro entroterra e di alleggerimento della S.S.1 Aurelia, che da almeno 10 mesi, in località Serreta, presenta un cedimento strutturale in corrispondenza di un pontino, a cui nessuno ha ancora posto rimedio.Per quanto riguarda Edilizia Privata e Pubblica il continuo consumo di suolo che ha visto la trasformazione costante delle nostre coste a partire dal dopoguerra sino agli anni ’90 del secolo scorso, nonché del nostro entroterra, negli ultimi anni sta subendo una lieve decelerazione, grazie in particolare a politiche comunitarie e nazionali volte a promuovere temi quali l’ecosostenibilità, la green economy, la rigenerazione urbana. Abbiamo un patrimonio edilizio obsoleto, con sistemi costruttivi poco attenti al risparmio energetico, e raramente a norma sotto il profilo delle attuali leggi antisismiche. Si dovranno favorire i cittadini che vorranno rinnovare il patrimonio edilizio esistente, sia dal punto di vista strutturale che energetico, oggi promuovendo l’uso dei 'Superbonus' messi a disposizione dallo Stato, un domani incentivando tale indirizzo con mezzi propri. Anche il patrimonio immobiliare pubblico dovrà guardare al futuro rinnovandosi e puntando ad una maggiore sostenibilità, minore consumo energetico e maggiore qualità ambientale.

"Sui lavori pubblici trovo che Diano Marina, negli ultimi decenni si sia poco rinnovata; il centro cittadino è stato oggetto di imponenti interventi di arredo urbano, ma quasi nulla è stato fatto di strutturale, in un’ottica di potenziamento del turismo, soprattutto quello destagionalizzato, e di incentivo alle piccole e medie imprese locali. Mentre le aree periferiche e le frazioni, sono state completamente abbandonate da qualsivoglia intervento sia di arredo urbano che di tipo strutturale. Ma la città sta per essere coinvolta nella più grande trasformazione degli ultimi cento anni: il riuso completo del tratto ferroviario dismesso. Un’occasione unica per riappropriarsi di un’area fondamentale non solo per la futura destinazione, auspico a sede della pista ciclabile, ma anche perché permetterà di ricucire a livello urbanistico la frattura che per oltre un secolo ha “tagliato” la città di Diano Marina, creando spazi inutilizzati, vuoti, parti in rilevato che oggi abbiamo la grande occasione di far tornare ad essere parte della città. Questo è un tema a me caro, perché nel 1999 mi sono laureata a pieni voti all’università di Genova proprio con una Tesi sulla dismissione della ferrovia nel tratto in attraversamento a Diano Marina e assicuro che le potenzialità di queste aree sono davvero immense. 

Terminiano con il Puc "Il Piano Urbanistico Comunale vigente risale circa al 2001, ed è stato recentemente oggetto di un aggiornamento, credo che pur essendo ancora condivisibile nei suoi principi, e nella sua struttura, a distanza di circa 20 anni dalla sua approvazione, Diano Marina necessiti di un nuovo P.U.C., in grado di avere uno sguardo specifico su di un territorio in trasformazione, soprattutto alla luce delle nuove prospettive legate alla viabilità, alle infrastrutture, alla valorizzazione del territorio collinare, ai temi del della sostenibilità ambientale. Cito come esempio un’area di grandissime proporzioni, denominata nelle Norme di Attuazione 'distretto di trasformazione destinato a servizi a carattere turistico', alle spalle di Capo Berta, ancora  oggi destinata alla possibile realizzazione di un golf, 'sogno' di una passata amministrazione, ma che a distanza di 20 anni da quel 'sogno' sicuramente, meriterebbe un approfondimento e nuove valutazioni".

 

 

i.p.e.

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