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Al Direttore | 16 settembre 2020, 17:26

Nove ore di attesa al Pronto Soccorso di Imperia, la replica dell'Asl 1: “Giornata di grande afflusso, precedenza a casi più gravi”

Parla il Dott. Luca Acquarone

Nove ore di attesa al Pronto Soccorso di Imperia, la replica dell'Asl 1: “Giornata di grande afflusso, precedenza a casi più gravi”

Relativamente all’articolo pubblicato in data 16 settembre sulle vostre testate dal titolo “Imperia: 9 ore di attesa al Pronto Soccorso e poi via al 'Santa Corona', la protesta di una lettrice” l’ASL1, attraverso il Dott. Luca Acquarone Direttore del Pronto Soccorso di Imperia interviene con la seguente precisazione.

La paziente si è presentata al Pronto Soccorso di Imperia il 15 settembre alle 11.36 con una diagnosi di Herpes Zoster cutaneo al volto, già in terapia antivirale dal giorno precedente ma con peggioramento della sintomatologia locale. Le condizioni generali si presentavano buone e la paziente era apiretica (non presentava febbre). Pertanto è stato assegnato il codice verde - dichiara il Dott. Luca Acquarone - la paziente è stata sottoposta a rivalutazione alle 16.24, non rilevando alcun cambiamento significativo dal punto di visto clinico. Alle 21.37, la paziente è risultata essersi allontanata prima della chiamata a visita da parte del medico e pertanto è stato chiuso il verbale senza essere valutata dal medico in turno. Al netto della situazione che si è venuta a creare, della quale ovviamente sono rammaricato, occorre fare alcune considerazioni - precisa Acquarone - il contesto in cui è avvenuta la lunga attesa della paziente è quello di un Pronto Soccorso sovraffollato. Nella sola giornata di ieri abbiamo registrato 99 accessi complessivi, di cui 29 codici di priorità giallo. Nelle ore immediatamente precedenti all’arrivo della paziente, il Pronto Soccorso aveva registrato 35 accessi, di cui 15 codici con priorità giallo. Erano già presenti in Pronto Soccorso dal giorno prima ulteriori 8 pazienti ad elevata complessità, che richiedevano notevole utilizzo di risorse in termini di personale e prestazioni”. 

Occorre inoltre considerare che la situazione clinica della paziente presentava dei criteri che non rispondevano a quelli di urgenza che, normalmente, prevedono tempi di presa in carico molto più celeri - conclude Acquarone - infatti, specie in condizioni di elevato afflusso, il personale medico è impegnato a garantire il massimo livello assistenziale possibile in primis ai casi più gravi che necessitano di cure immediate e tempestive”.

C.S.

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