“Finalmente siamo tornati, col desiderio infinito di rivedere il mare, ma con il timore di non essere desiderati”. Eppure è bastato mettere piede nella “sua” Bordighera che qualsiasi incertezza è passata in poco tempo. È una storia davvero emozionate quella che ci racconta Elisabetta Spoldi, infermiera coordinatrice dell’Asst-Crema ed in particolare coordinatrice, dal 25 marzo al 25 maggio, quindi per ben due mesi, dell'ospedale militare da campo di Crema. Elisabetta è stata, infatti impegnata in prima linea nell’emergenza sanitaria dovuta dal contagio da coronavirus in una delle regioni più colpite, la Lombardia. Coordinava il reparto di chirurgia, ma quando è “scoppiata” la pandemia è stata inviata a coordinare l'ospedale militare messo in piedi dall’esercito in cui oltre ai sanitari italiani hanno anche lavorato i sanitari cubani giunti nel nostro paese per aiutare il sistema.
Dopo turni massacranti di 14 ore in corsia con l’avvio della cosiddetta fase 3 è riuscita a trascorrere qualche giorno di vacanza nella nostra provincia ed in particolare a Bordighera, presso la sua seconda casa, dove trascorre l’estate “fin da quando ero piccola ed è per questo che ce l’ho come tutta la Liguria- ci spiega- nel cuore. Era Pasqua quando Gianni mi ha inviato un video del mare: il mio mare perché è da quando sono nata che lo conosco, tranquillo e azzurro, il suo rumore mi faceva quasi sentire il suo profumo. Io ero invece al lavoro, nell’ospedale da campo militare a Crema, ci racconta, con mille pensieri e mille paure e il timore di non rivederlo per tanto tempo. E infatti è stato così; è passata Pasqua, il 25 Aprile e tutti gli altri ponti che di solito aspetti per iniziare la stagione Ill dolore è stato tanto, difficile da raccontare nei messaggi di affetto che arrivavano da lì. Cercavo di rassicurarvi- continua- perché anche voi eravate una provincia massacrata e nello stesso tempo rassicurare me stessa che tutto sarebbe andato per il meglio”.
Passano i giorni, le settimane e i mesi, Elisabetta continua a indossare ogni giorno calzari, la tuta, mascherina e occhiali protettivi e lavora a stretto contatto con pazienti gravemente malati. Le giornate all’inizio sembrano essere tutte tragicamente uguali. Il numero dei positivi che cresce sempre di più, i letti che vengono continuamente occupati, la luce in fondo al tunnel che sembra essere così lontana. Poi il trend inizia, fortunatamente, la sua discesa. “Così attraverso il grande dolore, la voglia di ripartire, i numeri, la difficoltà a dimenticare- ci confida- il 3 giugno è arrivato e la desiderata libertà ci è stata ridonata con mille perplessità e paure personali e collettive. Con i primi giorni di ferie, siamo partiti per rivedere il mare e tutto ciò che lo circonda, felici ma con parecchi pensieri sul come sarebbe stato e soprattutto su come saremmo stati accolti. Le prime lacrime quando dall’autostrada ho visto il mare, le seconde quando ho visto il cartello Bordighera e molte altre quando ho incontrato persone a me care”. Forse non è facile comprendere a pieno il suo stato d’animo insieme alla sua paura di non essere ben “accolta” o di essere giudicata in quanto proveniente da una regione ad alto rischio, ma è bastato arrivare a destinazione per capire che quelle paure non avevano avuto riscontro reale. “Purtroppo ho ancora la lacrima facile, come dice mio marito Massimiliano, ma le emozioni sono difficili da gestire; ci vuole tempo ti dicono, il tempo aiuta e così la mia ripartenza l’ ho iniziata qui con voi bordigotti e liguri che mi avete accolto subito, chiesto se potevo raccontarvi quello che avevo provato, le mie opinioni ma solo se me la sentivo”.
Ed ecco che Elisabetta, la quale ha trascorso qualche giorno di relax, dopo tanto lavoro faticoso sia dal punto di vista fisico che emotivo, ha deciso di ringraziare la comunità di Bordighera e sottolineare quanto sia forte il legame con la Liguria. “Grazie per i mille gesti di affetto che mi avete offerto- afferma- mai e poi mai me li sarei aspettata; noi operatori sanitari abbiamo ricevuto molto in 'patria', ma qui proprio è stata una dolce scoperta. Voglio ringraziare Gianni del San Marco beach, il parrucchiere Paolo, gli amici dell’Olio Salvo e a tutte le persone e amici che mi han fatto sentire il loro affetto. Vi auguro di ripartire alla grande, conclude, tra le mille difficoltà imposte, di ripartire per poter accogliere noi turisti ma soprattutto per voi stessi e per la vostra stupenda terra e lasciatemelo dire siete proprio una seconda casa in tutti i sensi”. Adesso Elisabetta è tornata a Crema dove continuerà a lavorare presso un reparto covid con la speranza che reparti del genere vengano chiusi tutti il più presto possibile, ma anche con la voglia di fare ritorno presto a Bordighera insieme al marito Massimiliano e ai loro due figli Rocco di 16 anni e Giulia di 13.














