Un emendamento che potrebbe mettere in difficoltà la maggioranza, perché, almeno stando a quanto dicono i proponenti, i due consiglieri comunali di Imperia Bene Comune Gian Franco Grosso e Mauro Servalli, punta ad applicare il buonsenso al fine di riaprire la biblioteca comunale Lagorio, chiusa in seguito a un esposto che il Sindaco Carlo Capacci ha definito anonimo.
In sostanza, i due propongono di utilizzare un fondo che a oggi ammonta a 117mila euro, di denaro destinato alla manutenzione ordinaria degli immobili comunali. “Di questi 117mila euro, nessuna cifra è stata destinata nel bilancio di previsione 2017, per cui non si andrebbe a togliere niente alla manutenzione di altri immobili”, hanno detto i due alla presentazione dell’emendamento alla stampa.
La pratica andrà in discussione il prossimo 8 maggio, giorno in cui verrà posto in votazione il bilancio. Grosso e Servalli, convinti della loro proposta, sanno però che potrebbero incassare il no della maggioranza del Consiglio Comunale che potrebbe così bocciargliela. “Si tratta di fare una scelta politica. Per la riapertura della biblioteca servono circa 60mila euro. Il Sindaco ha indicato una cifra maggiore, circa 220mila euro, che però servirebbe per lavori di manutenzione che vanno al di là. Noi, in mancanza dei fondi chiediamo intanto la riapertura, che sia totale o parziale, perché la biblioteca in una città che vive una desertificazione culturale come Imperia, deve essere la priorità. Se non la apriamo oggi si innestano dinamiche che rendono difficile la riapertura in seguito. Pensiamo ai dipendenti. Sappiamo che il Comune vive in perenne carenza di personale e già i primi dipendenti della biblioteca vengono impiegati in altri settori, e lo spostamento potrebbe diventare permanente”, continuano i due.
Ieri il primo passo per la discussione dell’emendamento è stato fatto in Commissione, dove la maggioranza ha posto il problema della destinazione ad altri immobili del fondo. “Con quella cifra non si fa la manutenzione alle scuole che servirebbe davvero, e 60mila euro si possono trovare in un altro momento, per cui riteniamo sia una scelta politica quella di decidere di aprire la biblioteca o mantenerla chiusa”, concludono Grosso e Servalli.
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