"Gentile direttore buon giorno,
vorrei esporre alcuni incresciosi fatti in cui sono incorso nella mattinata odierna, orbene, a seguito di un sinistro stradale occorsomi nel mese di aprile u.s. la mia compagnia di assicurazione mi recapita un assegno circolare pari ad € 6.500 emesso da un noto istituto bancario, su detto effetto appare ben chiara la dicitura: 'pagabile a vista'.
Premetto che abito in un paesino dell’entroterra a circa 25 km dal capoluogo imperiese, e che alla veneranda età di 76 anni, sono riuscito a non avere rapporti di sorta con gli istituti bancari e non ne voglio avere per motivo alcuno.
In mattinata mi sono recato presso la filiale del sopracitato istituto bancario per cambiare l’assegno circolare in contanti, ma con mio stupore, il cassiere, che per altro conosco profondamente da oltre 30 anni, mi comunicava che a seguito di disposizioni interne detto effetto non poteva essere cambiato, ma che doveva essere 'versato' su di un conto corrente, spiegavo allora come non fossi intestatario di alcun conto, al che, venivo indirizzato all’ufficio del vice direttore in quanto il direttore era assente, spiegavo allo stesso le mie problematiche, ma mi veniva risposto che, a seguito di convenzioni interne, con la compagnia di assicurazioni che ha emesso l’assegno, non potevano pagare a vista oltre la cifra di € 6.500, e per ottenere il denaro, avrei dovuto necessariamente aprire un conto, anche C/o altro istituto di credito.
Chiedevo gentilmente al dirigente, se poteva rilasciarmi uno scritto contenente la motivazione del mancato pagamento, per tutta risposta, mi veniva detto che se proprio volevo, avrei dovuto io stesso scrivere una richiesta alla banca, e tramite il loro ufficio Legale mi avrebbero risposto.
Indispettito da tali affermazioni, ed essendo in possesso di un titolo al portatore, contattavo il pronto intervento della Questura, i quali inviavano sul posto una pattuglia, spiegato loro la situazione, entravano per conferire con il vice direttore, tornando alcuni minuti dopo per comunicarmi le medesime cose pronunciate in precedenza dal dirigente, ovvero che: per cambiare l’effetto avrei dovuto versarlo su di un C.C. o contattare la compagnia assicurativa e farmi emettere due nuovi effetti per un importo pari alla metà del medesimo.
Mi recavo allora alla vicina caserma della Guardia di Finanza, dove venivo accolto da persone competenti e molto molto gentili, che provvedevano a contattare la filiale della banca per spiegazioni in merito, allor che, gli veniva detto (diversamente da prima) che il pagamento non poteva avvenire in quanto non ero conosciuto dalla banca, e che a seguito di riconoscimento ufficiale, avrebbero dato seguito al pagamento dell’assegno. Ora, essendo io conosciuto dal Maresciallo che ha inoltrato la telefonata, venivano presi accordi con il dirigente per procedere con il pagamento, previo presenza e dichiarazione firmata del finanziere nante il dirigente bancario.
Mi preme farVi notare, che se tale dirigente mi avesse edotto in precedenza che il problema verteva sul riconoscimento personale, avrei potuto rivolgermi al cassiere, mio conoscente di vecchia data, o farmi riconoscere da mia nuora (moglie di mio figlio che per altro era presente con me in banca) loro correntista, o dall’usciere, anche lui mio conoscente di vecchia data, invece, molto professionalmente, si è preferito intraprendere la strada dell’ostruzionismo ad oltranza, millantando sentenze di Cassazione e regolamenti interni, in cui si sanciva il diritto della banca a non pagare, ma visto che una sentenza di Cassazione è solamente un precedente giudiziario e non una legge e che una regolamentazione o un accordo interno deve sempre sottostare alle vigenti leggi Nazionali, ritengo che tali aberranti comportamenti posti in essere dai Dirigenti bancari, siano un atto coercitivo, finalizzato a procacciare correntisti agli stessi istituti da cui dipendono o a evitare lunghi e noiosi censimenti, infatti, sulla rete si trovano molteplici casi come il mio, risolti quasi sempre con l’aiuto delle forze dell’ordine.
Quanto capitatomi mi lascia sconcertato, anche in virtù del fatto, che l’assegno in questione è stato emesso dalla mia compagnia assicuratrice a seguito di un sinistro, quindi facilmente tracciabile, oltre che dalla mancanza di collaborazione del dirigente, che non mi ha informato sulle alternative atte ad incassare l’assegno (fatto documentabile in quanto sbadatamente ho registrato con il cellulare la conversazione) come non ha informato gli Agenti della Questura chiamati ad intervenire, ma si è solamente attenuto a regolamenti interni, che a mio modesto avviso, stridono fortemente con le normative bancarie emanate dalla banca d’Italia, inoltre, durante la stesura della necessaria documentazione per la prenotazione del denaro (che per altro sarà disponibile in cassa solo tra tre giorni) si è dimenticato di farmi apporre una firma e per tanto dovrò nuovamente recarmi nel primo pomeriggio presso la filiale, sciroppandomi un ulteriore viaggio che tra andata e ritorno è quasi di 50 km...
Esorto chiunque dovesse capitare nella mia stessa deprecabile situazione, di rivolgersi alle autorità competenti e ad esporre i fatti alla BANCA D’ITALIA oltre che alla PROCURA DELLA REPUBBLICA, in maniera tale che ciò non venga a ripetersi, così come vengano rispettate tutte quelle persone che non vogliono essere costretti ad aprire un conto corrente bancario.
Cordialità Ugo Masini".














