“A questo punto, dopo gli attacchi di ieri del sindaco Zoccarato e del sindacalista Barbaro su Sanremo News, occorre fare chiarezza. Non siamo noi del PD ad aver sollevato la questione di 80 esuberi nella casa da gioco o 100 o 150) come abbiamo letto sui giornali”.
Lo scrive la segreteria sanremese del PD, in relazione alle dichiarazioni rilasciate ieri dal primo cittadino matuziano e da Bruno Barbaro al nostro giornale. “Noi vogliamo occuparci della politica complessiva della città che – prosegue il partito - come il resto d'Italia (e, purtroppo, ancora di più), sta vivendo una crisi senza precedenti. Pensiamo che il Casinò sia indispensabile alla città e ci rendiamo conto del pericolo che corre la Casa da gioco, i lavoratori e le loro famiglie e la città stessa, e quindi ci guardiamo bene, come fa invece, il sindaco Zoccarato, dal mettere l'opinione pubblica di Sanremo continuamente contro i lavoratori del Casinò, che pure da tempo hanno dichiarato la propria disponibilità a fare una buona dose di rinunce. Abbiamo anche detto, però, ai lavoratori del Casinò le verità più scomode e spiacevoli, e li abbiamo avvertiti che la manovra concordata tra Casinò spa e alcuni sindacati (con una prospettiva di incassi nel 2013, i assenza di misure correttive, di 40 milioni di euro anziché 44,6 come previsto dall'azienda) non è sufficiente a mettere in sicurezza i conti della società Casinò, e loro ormai lo sanno”.
“Quindi, non facciamo demagogia – prosegue il PD - come qualcuno insinua, ma proponiamo di valutare soluzioni che possano salvare capra e cavoli.cAncora, noi non vogliamo, né ci compete, licenziare nessuno!cAbbiamo però detto che la situazione del casinò è gravissima, come dichiarato dalla stessa azienda, e quindi occorre il contratto di solidarietà (già adottato dal casinò di Campione) che significa lavorare meno per lavorare tutti (e si sbrighino le parti a prenotare i fondi statali, visto che quelli precedenti li hanno lasciati agli altri e quelli futuri arriveranno a breve ma si è già scatenata la corsa a chi arriva prima), e riconvertire i lavoratori in esubero ad altre mansioni. Ma se non basteranno queste misure ordinarie (e comunque non indolori) e sarà necessario ridurre gli occupati nel Casinò, abbiamo detto che gli unici che dovranno e potranno essere chiamati a lasciare sono quelli che hanno già maturato il diritto alla pensione; e abbiamo detto l'ovvio, cioè che occorre aver prima attivato le procedure relative allo stato di crisi. Coerentemente, abbiamo denunciato che - invece - alcuni lavoratori potrebbero già oggi andare in pensione, con il massimo dei contributi e tutto il TFR ed invece restano in azienda per ottenere anche una buona uscita e grazie a questo accordo stanno per riuscirci, alla faccia di chi non potrà più usufruirne. E tra questi ci sono alcuni dei sindacalisti che più si stanno scagliando contro di noi; dovrebbero stare fuori dai giochi, come l'etica sindacale vorrebbe, e invece sono in prima linea per difendere quelli che dicono essere loro diritti ; diciamo loro che noi siamo a favore di una politica che salvaguardi tutti i lavoratori indistintamente e non solo alcuni”.
“Per finire – termina il PD - vorremmo dare ragione al Sindaco, ma al contrario; invece di ‘arruffianarsi’, come fa continuamente, il Presidente della Regione e attaccare chi, come l'assessore regionale Vesco, cerca di trovare una soluzione alla crisi coerente con il buon senso e la legge, eviti di fare campagna elettorale (sappiamo che ha inviato messaggini ai suoi consiglieri comunali , con l'invito a cavalcare elettoralmente l'accordo Casinò-sindacati in vista delle elezioni comunali dell'anno prossimo); faccia l'amministratore, almeno in questo ultimo anno, visto che negli anni precedenti non l'ha fatto, ed eviti, come il bue, di dire cornuto all'asino!”














