"Anche la sentenza di appello dà ragione all’Avv. Angelo Maria Sandrone nella causa contro l’Amat S.p.A, la società che gestisce il servizio acquedotto e fognatura di Imperia. L’AMAT era stata citata davanti al Giudice di Pace di Imperia a restituire le somme relative alle quote per il servizio depurazione, poiché il depuratore non era funzionante da anni, e quindi indebitamente esposte nella bolletta dell’acqua e incassate. Questo in conformità con la sentenza della Corte Costituzionale n.355/2008, nonostante il governo avesse cercato di ‘aggirarla’ con un decreto poi convertito in legge (n.13/2009). Del procedimento si è occupato, in prima istanza, il giudice di pace di Imperia, dando ragione all’avv. Sandrone. L’Amat ricorreva in appello. E il 31 luglio scorso il giudice Massimiliano Botti depositava la sentenza che confermava quanto deciso dal giudice di pace, ordinando all’Amat di restituire i 70,29 Euro percepiti illegittimamente. La controversia era rilevante in punto di diritto ed, ovviamente, per le conseguenze nei confronti dei cittadini, piuttosto che per la somma in sé. E va ricordata anche perché ancora oggi c’è chi si vede esposta nella bolletta dell’acqua la quota relativa alla depurazione, anche se il depuratore manca o non è funzionante. Da sottolineare che l’avv. Sandrone ha rinunciato alla spese di giudizio, mentre la controparte ha esposto spese per qualche migliaio di Euro. Si spera di fare un servizio alla gente comune che molto spesso non si addentra nei dettagli delle bollette
Giovanni Ziella".














