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Al Direttore | 21 ottobre 2026, 11:27

Sanremo, la denuncia sui marciapiedi di via Semeria: "Al buio camminare è un'impresa, servono interventi"

Elena Lanteri Cravet richiama l'attenzione sulle condizioni del percorso pedonale alla Foce: "Invito sindaco e assessore a percorrerlo a piedi, dal tennis fino all'inizio del nuovo asfalto, quando fa buio"

Le criticità di una città non si colgono sempre viaggiando in auto o in moto. Per rendersene conto, a volte, basta percorrere a piedi le strade dei quartieri, osservando da vicino le difficoltà quotidiane di chi li vive. È questo il senso della segnalazione di Elena Lanteri Cravet, che richiama l'attenzione sulle condizioni dei marciapiedi di via Semeria, nella zona della Foce a Sanremo. Una situazione che, secondo quanto raccontato, presenta problemi legati sia alla pavimentazione sia all'illuminazione, con disagi particolarmente evidenti nelle ore serali. "Come già accennato, chi usa auto e moto non osserva tante criticità della nostra città, di qui l'invito ad alcuni amministratori a percorrere a piedi alcuni quartieri cittadini, tutti ugualmente importanti per chi li vive", scrive nella sua lettera, chiedendo che l'attenzione non si concentri soltanto sulle zone centrali.

La segnalazione si sofferma in particolare sulla Foce, un'area che rappresenta uno degli ingressi più importanti della città, sia per chi arriva dall'Aurelia sia per chi proviene dall'autostrada, e non soltanto per i francesi. "Una segnalazione importante va fatta però per la Foce che più di ogni altro costituisce l'ingresso in città sia dall'Aurelia che dall'Autostrada e non solo per i Francesi", sottolinea Lanteri Cravet. La presenza di numerosi alberghi, pensioni e seconde case rende infatti il quartiere particolarmente frequentato da residenti e turisti, subito dopo il nucleo centrale della città. Tra le questioni evidenziate c'è anche quella dei servizi bancari: "Esiste tra l'altro un solo bancomat della Foce, molto spesso esaurito, che serve residenti e turisti". Un ulteriore elemento che, nella lettera, contribuisce a delineare le necessità di una zona che meriterebbe maggiore attenzione.

Il problema principale riguarda però la percorribilità dei marciapiedi di via Semeria. La cittadina racconta di aver percorso a piedi la strada nella serata precedente, trovandosi ad affrontare notevoli difficoltà. "Tornando ai marciapiedi, ieri sera mi sono trovata a percorrere appunto a piedi via Semeria e confesso con grandi difficoltà, non solo per il fondo", scrive, facendo riferimento anche alle fotografie scattate durante il tragitto e inviate alla redazione. La pavimentazione, secondo la descrizione, presenta irregolarità e blocchi che ostacolano il cammino, rendendo complicato procedere con tranquillità. Una criticità che può trasformarsi in un problema concreto per le persone anziane, per chi ha difficoltà motorie e per chiunque si trovi a percorrere il tratto senza poter individuare con chiarezza gli ostacoli.

A rendere il quadro ancora più problematico è l'illuminazione, che in diversi punti non consentirebbe di distinguere adeguatamente le condizioni del fondo. "Ma anche per le ampie zone buie che nascondono lo sconnesso, vuoi per le fronde di alberi piantati a ridosso dei pali della luce che ne restano inglobati", osserva Lanteri Cravet, ponendo anche una domanda sulle modalità con cui sono stati progettati gli interventi. "Mi domando se chi ha progettato i lavori ha fatto un minimo ragionamento", aggiunge. La segnalazione riguarda inoltre alcuni punti in cui le lampade risultano spente, tra cui quello in corrispondenza di un cantiere sul lato monte. Il buio, sommato alle irregolarità della pavimentazione, rende il percorso particolarmente insidioso, soprattutto per chi non conosce bene la strada o non riesce a sollevare agevolmente i piedi durante la camminata.

Lanteri Cravet contesta anche l'idea che via Semeria possa essere considerata una strada periferica, con esigenze di manutenzione meno urgenti rispetto ad altre aree cittadine. "Questa strada non può ragionevolmente essere considerata una via periferica", scrive, ricordando come lo sviluppo di grandi edifici destinati alle seconde case abbia contribuito a rendere il quartiere sempre più frequentato. A questo si aggiungono le difficoltà legate al trasporto pubblico, in particolare per chi deve raggiungere Coldirodi. "La carenza di mezzi pubblici destinati a Coldirodi e assolutamente imprevedibili per l'orario", sottolinea, è uno degli elementi che spingono diverse persone a spostarsi a piedi. Una condizione che rende ancora più importante poter contare su marciapiedi sicuri, continui e adeguatamente illuminati.

Nella lettera viene descritta anche la particolare pericolosità dei blocchi utilizzati per la pavimentazione, che presenterebbero spigoli vivi, forme irregolari e un'altezza superiore rispetto al livello del marciapiede. "Credo che nessuna città italiana abbia una situazione simile, al punto da preferire ampiamente un fondo sterrato", afferma la cittadina, esprimendo tutta la propria esasperazione per le condizioni del percorso. Un passaggio particolarmente significativo riguarda proprio le difficoltà incontrate dagli anziani: "I blocchi autoportanti con i loro spigoli vivi, la forma irregolare e sovrastante il livello del marciapiede stesso, sono un grave ostacolo al passo, tenendo anche conto dell'andatura anziana che tende a strisciare il passo anziché sollevarlo". Non si tratta quindi soltanto di una questione estetica o di decoro urbano, ma di sicurezza e possibilità di muoversi autonomamente per chi utilizza quotidianamente quel marciapiede.

Da qui l'invito diretto al sindaco e all'assessore competente affinché verifichino personalmente la situazione, affrontando il percorso a piedi nelle condizioni in cui viene utilizzato dai cittadini. La proposta è quella di un sopralluogo serale, quando l'oscurità rende più evidenti le criticità. "Ti sarei riconoscente se, senza citarmi, puntualizzassi l'attenzione più di una volta su questa situazione", scrive rivolgendosi alla redazione, prima di formulare la richiesta agli amministratori: "Invita l'assessore e il sindaco, a scopo dimostrativo, a partire a piedi dal tennis e recarsi fino all'inizio del nuovo asfalto, insieme ad alcuni tuoi colleghi, quando fa buio e l'oscurità aggrava drammaticamente la viabilità". L'obiettivo è far sì che chi ha responsabilità amministrative possa constatare direttamente le difficoltà segnalate, senza affidarsi soltanto alle descrizioni o alle immagini.

La cittadina si dice convinta che la gravità della situazione non sia ancora stata pienamente compresa da chi è chiamato a intervenire. "Sono convinta che non si rendano neppure conto della gravità della situazione", scrive, spiegando anche le ragioni che l'hanno spinta a inviare la segnalazione proprio in questi giorni. "La coincidenza del mio percorso di ieri sera con l'articolo di oggi mi ha stimolato a trasmetterti le brutte foto fatte camminando, insieme alle mie considerazioni, nell'intento di battere il ferro finché è caldo". Un appello che punta a mantenere alta l'attenzione sulle condizioni dei marciapiedi, affinché la questione non venga dimenticata e possa tradursi in verifiche e interventi concreti.

Nelle battute conclusive della lettera emerge anche la fiducia nel ruolo dell'informazione locale come strumento per dare voce alle esigenze dei cittadini. "Ormai sono convinta che la tua testata abbia più risonanza e voce in capitolo di qualsiasi altra segnalazione ad uffici competenti", scrive Lanteri Cravet, riconoscendo alla stampa la possibilità di portare all'attenzione pubblica problemi che, altrimenti, rischierebbero di restare in secondo piano. E aggiunge: "Continua con questo importante compito di denuncia del malessere cittadino perché, al momento, il potere della comunicazione ha un peso maggiore di ogni altra protesta". La richiesta che arriva dalla Foce è dunque chiara: verificare le condizioni di via Semeria, migliorare l'illuminazione e rendere il percorso pedonale sicuro e accessibile, soprattutto per le persone più fragili. Un sopralluogo a piedi, nelle ore serali, potrebbe rappresentare il primo passo per valutare direttamente le criticità e individuare le soluzioni necessarie.

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