"Chi non è con noi, è contro di noi!". E così che sintetizza Pasquale Indulgenza, capo gruppo del P.R.C. in Comune ad Imperia, quello scaturito ieri dal discorso enunciato da Strescino durante manifestazione pro-Scajola.
"Apprendo, dalla registrazione e messa in onda che una emittente televisiva locale ha realizzato di tutta la manifestazione indetta dal Popolo della Libertà, dalla lettura delle pagine interamente dedicate al liturgico 'evento' dai quotidiani locali e dai giornali telematici, oltre che da testimonianze dirette, che il Sindaco di Imperia è intervenuto e ha indicato nominativamente i consiglieri che hanno a suo tempo votato contro le delibere del porto turistico, ricevendo da molte delle persone presenti un controcanto irriferibile, comunque assimilabile al peggiore tifo ultra da stadio.
Rilevo, al riguardo:
- il fatto che ad una dimostrazione politica come quella tenuta in Calata Anselmi siano intervenuti, insieme allo stesso sostenuto eccellente, sindaci e presidenti di provincia conferma la confusione che ho spesso denunciato (non solo di ruoli, poiché a volte, in pubblico, accade di ricoprirne più d'uno, ma di funzioni, responsabilità e opportunità).
- La logica per cui 'chi non è con noi è contro di noi', è una logica aberrante, da sempre foriera delle peggiori catastrofi. Questa concezione è il contrario di quella democratica, anzi stravolge il principio democratico rappresentativo: pretendendo di contrapporre demagogicamente i 'buoni', eletti, che hanno detto sì a progetto e delibere, e i 'cattivi', eletti anch'essi, che hanno criticato e dissentito, si opera di fatto una discriminazione anche tra gli elettori, che, fino a prova del contrario, hanno inteso esprimere con eguale capacità gli uni e gli altri. Sempre che non si voglia arrivare a dire che coloro (gruppi e consiglieri) che non hanno aderito, abbiano 'tradito' la volontà (il mandato istituzionale, per fortuna, è ancora 'senza vincolo'..) dei propri elettori!!!
- Che una concezione del genere venga orgogliosamente esibita in piazza da una persona che ha ricevuto la carica di Sindaco che dovrebbe rappresentare sempre, in primo luogo, la Città in tutte le sue diverse espressioni plurali, la dice lunga sulla sostanza dell'attuale elite politica. Ed anche l'argomento volgarmente sbandierato 'ad ogni spron battuto', cioè che la 'prova provata' della giustezza di ciò che si è fatto è tutta nel consenso elettorale ricevuto, sa più di plebiscitario che di democratico. E vale non più dei caffè che cittadini riconoscenti vorrebbero offrire ad un imprenditore che generosamente sarebbe venuto a permettere la realizzazione del porto!!! Se si estremizzasse questo modo di (s)ragionare, verrebbe da replicare che anche Hitler andò al potere a seguito di elezioni ed era sicurissimo del consenso di milioni e milioni di tedeschi, mentre agiva....
Così come non hanno bisogno di continue e puntuali rilegittimazioni, democrazia e pluralismo non vengono 'sospesi ' il giorno dopo le elezioni, ma sono soggetti a veriche e confronti ogni giorno, nelle sedi isituzionali deputate come nel confronto con i cittadini. Per questo, Sindaco, ci sono le Assemblee elettive. Per questo, c'è la discussione pubblica. E sono proprio questi i luoghi per combattere efficacemente una delle malattie più insidiose delle nostre società: il conformismo di maggioranza. Inoltre, sia chiara una cosa, forse la più importante: sentirsi sicuri di avere una grande forza di consenso non c'entra proprio nulla col principio di legalità, che vale universalmente, 'a prescindere'...
Per quanto riguarda il mio civico operato, voglio dire un'ultima volta al giovane e rampante sindaco che, sin dal primo giorno, la mia azione di consigliere è stata quella di argomentare sempre e comunque le mie tesi e proporre apertamente delle alternative concrete, come risulta dagli atti. Sulla questione del mega porto turistico, ho sostenuto da sempre, col mio Partito, e ben prima che fossi eletto, che esso fosse stato sovradimensionato e che invece fosse perseguibile un diverso modo di sviluppare una valida economia turistica, più rispettosa dell'ambiente e integrata con altre attività produttive. E quando, 'in scienza e coscienza', ho ritenuto che quello che era anche un investimento economico di soggetti privati, un business (nessuno ha mai inteso fare della beneficenza o del mecenatismo, ad Imperia!!!!), non veniva realizzato con corrette procedure e rischiava alla lunga di essere sbilanciato oltre il dovuto a favore di interessi privati, mi sono opposto. Con tutti i mezzi democratici a disposizione. Così ho agito quando, insieme ad altri, mi sono rivolto all'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici chiedendo di verificare le modalità con cui la società (partecipata dal Comune) aveva operato e con cui erano stato affidati i lavori di costruzione della gigantesca opera ad un socio. Così, analogamente, quando ho levato un esposto alla Procura della Repubblica per le modalità con cui erano state messe le colonnine sulla banchina del porto storico di Oneglia ed era stato praticamente occupato quasi tutto lo spazio della stessa e dell'antistante specchio acqueo.
Forse di tutto ciò, malgrado il Sindaco Strescino, mi dà atto per strada persino qualche cittadino che non è del mio stesso orientamento politico. Anche senza arrivare ad offrirmi un caffè riconoscente".
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