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AL DIRETTORE | 10 febbraio 2019, 10:24

L'armonia (e la disarmonia) di Sanremo dal punto di vista del nostro lettore Pierluigi

"Il Festival ha superato l'esame (e non poteva essere diversamente), grazie non solo all'abile maestria di Claudio Baglioni, ma grazie in particolare alla freschezza di qualche suo interprete"

L'armonia (e la disarmonia) di Sanremo dal punto di vista del nostro lettore Pierluigi

"Dal 5 al 9 febbraio è andata in scena la 69 edizione del Festival di Sanremo, la seconda sotto la direzione di Claudio Baglioni, che ha registrato, tra luci e ombre, la vittoria di Mahmood (accompagnata dagli applausi alla  veterana Berte").

Un Sanremo dell'era digitale, che in ogni caso è  sempre presente e ricorrente tutto l'anno come un convitato di pietra, speciale ed immaginifico, come una di quelle festività laiche che sono scritte nel calendario e di cui si dice tutto e il contrario di tutto, dalla idolatria alla stroncatura; come un evento particolarissimo che registra tifo da stadio e ,ad un tempo, propone un'effimera, ma coinvolgente, capacità di recitare una parte unica nel suo genere tra tradizione ed istituzione, tra esaltazione e suggestioni sceniche, per superare la paura del mondo. E' così che la canzone italiana, dal 1951, riesce ad inventarsi, anzi a reinventarsi, alla ricerca della precaria bellezza della nostalgia e della solitudine, ma anche della felice coniugazione di sentimenti con musica e parole. Ed è proprio questa la forza di un appuntamento che appassiona, che unisce e divide, che suscita le più diverse sensazioni, suggestioni, polemiche e contestazioni e che, non di rado, nella sua storia, è in grado di concretizzarsi in emozioni così grandi da fare il giro del pianeta.

Basta ricordare il celebre 'Nel blu dipinto di blu' di Mister Volare. E le emozioni di Sanremo non cessano di stupire, nemmeno quando non sembrano di analoga intensità come nei giorni migliori e rischiano di rendere questa manifestazione provinciale e marginale come l'Italia di oggi, di cui finisce per essere puntualmente lo specchio.  E persino, come è successo di recente, quando risente del dibattito del nostro Paese. Anche questa volta, tuttavia, Sanremo ha superato l'esame (e non poteva essere diversamente), grazie non solo all'abile maestria di Claudio Baglioni, demiurgo di classe e di organizzazione, se pur talora un po' defilato; ma grazie in particolare alla freschezza di qualche suo interprete. In altri termini non è mancata ancora una volta quella sensibilità che Sanremo, fenomeno mediatico senza pari (anche nel caso di indici di gradimento non sempre elevati), sa trasmettere dal palco dell'Ariston con rinnovata 'armonia'.

Un tema, quello dell'armonia, del resto, che lo stesso Baglioni ha scelto quest'anno per caratterizzare la kermesse nazionalpopolare della Città dei Fiori. In attesa di un altro e nuovo tema (e Festival)  che già si tenta di immaginare dal momento che si sono spente da poco le luci della ribalta di Sanremo 2019. E' forse possibile ricreare anche Sanremo come il look di un attore? I maghi degli effetti speciali studiano algoritmi che (chissà?) setacciano ogni apparizione di Sanremo sullo schermo o sui video e non solo sui social. Come, infatti, ci sono 'bot' che ricompongono la personalità di un individuo nei social e attraverso le mail spedite, così si continuerà a ricreare e ricostruire Sanremo. E la sua personalità.

Pierluigi Casalino".

Redazione

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