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Al Direttore | 23 maggio 2011, 16:23

Bonus fiscale dei frontalieri: intervento del nostro lettore Carlo Vesco

Bonus fiscale dei frontalieri: intervento del nostro lettore Carlo Vesco

Il nostro lettore, Carlo Vesco, ci ha scritto per inserirsi nella discussione sui frontalieri:

"Egregio Direttore, con riferimento alle argomentazioni di questi giorni, che mi consenta definire senza polemica 'tutte politiche' (ovverossia non prettamente tecniche come usualmente affrontiamo le tematiche) mi pregio riproporre alcune brevi note operative, già a suo tempo esposte in varie occasioni, tra le quali le relative promesse dei Candidati Regionali. Si legge solo delle rilevanti problematiche attinenti i frontalieri francesi, mentre nulla viene rilevato in merito a quella dei frontalieri monegaschi, che, di fatto, restano ancora una volta incostituzionalmente oltre misura penalizzati rispetto ai frontalieri francesi. E la questione non è certamente e numericamente di poco conto: riguarda tutti i lavoratori frontalieri dipendenti nel Principato di Monaco, oggi obbligati all’imposizione fiscale in Italia e per i quali, a causa della vigente ed inasprita disparità di trattamento, le relative imposte sono elevatissime. La fattispecie, come detto, è molto tecnica, da 'addetti ai lavori'. Tuttavia per il grave disagio sociale creatosi deve essere relazionata ed esposta. Essa riguarda la differenza di trattamento fiscale, che di fatto a parità di redditi si viene a creare con l’attuale normativa , con i frontalieri dipendenti in Francia che detraggono in Italia le imposte francesi. Mentre i monegaschi non detraggono nulla poiché nel Principato non vi sono tasse sul lavoro dipendente. Nell’attuale ulteriore grave fase transitoria, tale penalizzazione, a mio avviso del tutto anti-costituzionale, potrebbe essere nell’immediato (in attesa del pluri-promesso riordino generale della materia che in generale riguarda tutti i lavoratori esteri residenti in Italia e non iscritti all’A.I.R.E.) agevolmente superata. Rammento che le medesime fattispecie sono state da tempo risolte dalla normativa tributaria francese che prevede specifiche norme dichiarative, affatto penalizzanti, per il soggetto francese frontaliere in Italia e nel Principato. A questo occorre aggiungere che nella stragrande maggioranza dei casi fendesi e monegaschi nessuna dichiarazione dei redditi di lavoro dipendente è stata presentata in Italia, ed in buona fede poiché, in quanto dipendenti, è facile pensare di avere già assolto tutti gli obblighi nel Paese del datore di lavoro; come peraltro era fino a qualche anno fa".  

Carlo Alessi

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