/ Politica

Politica | 21 maggio 2011, 15:56

Ventimiglia: le considerazioni dell'AFI sui due convegni sul lavoro frontaliero

Ventimiglia: le considerazioni dell'AFI sui due convegni sul lavoro frontaliero

A margine dei due convegni svoltisi a Ventimiglia in questo fine settimana, sul problema del lavoro transfrontaliero, anche noi dell’AFI vorremmo fare alcune considerazioni sulla questione fiscale, considerata questione prioritaria da tutti i frontalieri. Non possiamo, come argomenti di rivendicazione parlare di disagi, precarietà, tredicesima mensilità, trattamento di fini rapporto, ormai anche il lavoro italiano e costellato di disagio e precarietà.  La paga sindacale in Italia e circa 1.000 € , oltre frontiera il minimo garantito è 1.432 €, la tredicesima ed il TFR sono compensati da salari nettamente superiori. Sono altri gli argomenti da utilizzare. Per far capire il perché delle nostre rivendicazioni, alcune considerazioni storiche del fenomeno sono necessarie.  

Negli anni cinquanta il nostro Paese non poteva assicurare a tutti una vita dignitosa, moltissimi cittadini dovettero emigrare ed altri dovettero trasferirsi in zone di frontiera e recarsi giornalmente all’estero per poter lavorare. Perciò, il Legislatore avendo disatteso un articolo essenziale della Costituzione si sentì in dovere di adottare, nei confronti di questi cittadini più sfortunati un minimo di beneficio.  Il decreto adottato fu il “DPR n° 917 art. 3 comma 3 lettera c” del TUIR, in vigore sino al 31 dicembre 2002 recitava cosi: “Sono esclusi dalla base imponibile i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato all’estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto”.   Alla fine degli anni 90, l’inflazione continuava a salire, il deficit dello Stato continuava a crescere la situazione economica era molto grave, il Governo dovette adottare misure anche impopolari per dare inizio ad un risanamento. Alcuni ricorderanno le misure che vennero adottate, crearono molti dissensi ed alcuni di questi furono veramente odiose:

a)      il prelievo che venne effettuato notte tempo su tutti i conti correnti;

b)  la famosa finanziaria di lacrime e sangue che il Governo fece per poter entrare nel patto di stabilità della moneta unica con molti aumenti di tariffe ed imposte e beni di consumo. In questa spasmodica ricerca di far quadrare i conti era necessario reperire fondi in tutte le direzioni ed anche i frontalieri dovettero pagare pegno. Per anni nessuno si era mai occupato di noi frontalieri, a parte alcuni accordi amministrativi  necessari per l’assistenza sanitaria, ma si accorsero della categoria solo ed esclusivamente per farci pagare le imposte eliminando l’articolo del TUIR sopra citato.   Perché noi tutti chiediamo una legge fiscale per i lavoratori e pensionati frontalieri ?:

1)      il lavoratore percepisce uno stipendio oltre frontiera e spende nel paese di residenza dando linfa vitale all’economia locale;

2)      per l’assistenza sanitaria dei frontalieri il Principato di Monaco versa nelle casse del servizio  Sanitario circa € 6 milioni ogni anno (dati anno 2009);

3)      gli assegni familiari per i congiunti a carico vengono versati dalla Caisse Sociale Monegasca, non pesando sui conti INPS;

4)      ultimo ma non per importanza i pensionati: costoro non hanno beneficiato del bonus di       € 8.000 in tutti questi anni, malgrado che le loro pensioni vengano erogate da organismi stranieri senza nessun aggravio economico sia per lo Stato che per L’INPS ed anche costoro contribuiscono al buon andamento dell’economia locale.   Ci sembra una questione di giustizia ed equità fare approvare senza indugio una legge che istituzionalizzi il bonus fiscale per i dipendenti ed i pensionati frontalieri. Concludendo, anche se per alcuni potrà apparire impopolare, noi frontalieri dobbiamo lavorare per trovare il massimo del consenso con tutte le forze sociali, perché le nostre rivendicazioni non devono essere derubricati a questioni locali, ma devono essere trattati e alla stregua di problemi sociale nazionale, visto che questo fenomeno é esteso a tutte le zone frontaliere del nostro Paese.    

C.S.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium