Gianluca Lanteri, del comitato organizzatore del 'Palio del Mare' di Imperia, ci ha scritto per rispondere alla lettera inviataci nei giorni scorsi da Franco Demoro:
"Rispondo, a titolo del tutto personale, alla lettera da Lei inviata riguardante il Palio del Mare. La ricordo volentierissimo come vogatore e, devo confessarlo, non riconosco il Suo stile elegante nelle gratuite illazioni che Lei ha avanzato. Dapprima gli antefatti. Il Comitato San Giovanni, dopo circa cinquant’anni, ha organizzato nuovamente il Palio del Mare. Cinquant’anni, signor Demoro, in cui nessuno era riuscito a ripeterlo. Nella prima edizione 2008 il Comitato, a sue spese, ha fatto costruire le barche, le ha attrezzate, ha comprato i remi, le lance ed ogni altra cosa necessaria alla competizione. Ha noleggiato, pagandoli, i costumi per il piccolo Corteo Storico che si era tenuto al quale era stato chiesto ai Borghi partecipanti di far vestire loro persone, le quali, in perfetta armonia, hanno così sfilato. Il Comitato ha, insomma, gestito ogni aspetto della manifestazione: organizzazione logistica, autorizzazioni, preparazione della gara e del Corteo. Mesi interi di lavoro. Ad onor del vero alcune persone al di fuori del Comitato hanno collaborato offrendo idee, fatiche e spunti. Agli equipaggi era stato chiesto solo di partecipare e remare. E lo avevano fatto, anche bene. Il secondo anno il Comitato ha di nuovo organizzato tutto. Il Porto di Porto Maurizio non era praticabile e, così, si era ripetuto lo spettacolo ad Oneglia. Alcuni cambiamenti parevano opportuni. Poiché le barche non si erano rivelate abbastanza veloci si era provato a dotarle di timone, affinché il rematore che nella prima edizione guidava con due remi (facendo la cosiddetta 'scia') potesse fornire più potenza. Tale scelta era stata anche, in parte, determinata dal fatto che per fare la 'scia' occorreva una certa maestria, mentre con il timone anche un equipaggio neofita si poteva destreggiare (come è successo quest’anno con i ragazzi vincitori del San Sebastiano o con i simpaticissimi goliardi del Primavera). Il secondo anno, si diceva, il Comitato aveva iniziato di nuovo il suo lavoro e, nei suoi calcoli, compresi i contributi promessi dal Comune, la manifestazione (come del resto nel 2008) si sarebbe chiusa con una perdita a carico del Comitato stesso. Si era pensato, così, di chiedere un contributo agli equipaggi, consentendo loro di avere, a differenza del primo anno, degli sponsors. Il Comitato, infatti, è abituato ad organizzare eventi avendo un particolare riguardo al lato economico poiché se le manifestazioni chiudono con un pareggio entrate/uscite più facilmente si riuscirà a ripeterle. La richiesta di una quota aveva provocato in alcune compagini una levata di scudi, ma pareva naturale chiedere un aiuto ai partecipanti. Ed eccoci arrivati al 2010. Il porto di Porto Maurizio, dove si aveva tutta l’intenzione (peraltro pubblicizzata) di fare la manifestazione, a quanto hanno riferito al Comitato, non era ancora disponibile e si è dovuto, pertanto, ripetere, ancora una volta ad Oneglia. E, ancora una volta, il Comitato avrebbe sostenuto le spese e l’intera preparazione. Nessuno si era infatti presentato dicendo 'Quest’anno il Palio si fa a Porto Maurizio perché vi ho già preparato tutto io, ecco qui le autorizzazioni, la dislocazione. Al palco penso io, così come al campo gara…'. Si attendeva, come sempre, che il Comitato, patrigno e dispotico, preparasse tutta la zuppa. La terza edizione, in tutta sincerità, incuteva qualche timore. Il Comune era in aria di austerity e non vi erano certezze sui contributi. La ImperiaPolis, gara dei carrettoni, altro appuntamento sportivo dell’agosto imperiese, era stata resa, proprio per questo, biennale. L’imperativo era quello di limitare le spese. A malincuore si è dovuto rinunciare al Corteo storico (signor Demoro, nella sua precisione, Lei lo dimentica). Per risparmiare sull’illuminazione (una spesa superiore ai cinquemila euro!) è stato anticipato l’orario, mentre l’allestimento di una estemporanea somministrazione di frittura di pesce serviva a raggranellare qualche spicciolo. Si era limitata alla ragguardevole somma di cento euro (!!) la 'gabella' di iscrizione di ogni squadra, alla fine neppure richiesta. L’anticipo dell’orario, poi, smonta una delle Sue considerazioni, signor Demoro, poiché nel periodo della giornata (tardo pomeriggio) scelto, gli esercizi commerciali (nella domenica di ferragosto?) ed i ristoranti erano, ahimé, ancora chiusi. Ad un certo punto, ad una decina di giorni dal Palio, alcuni equipaggi, hanno dato forfait. L’abbandono è stato repentino, ma, meno male, sono stati disponibili, altri gruppi, tra i quali San Sebastiano, il vincitore. Con questa ricostruzione ritengo aver risposto ad alcune Sue critiche, veniamo ora alle altre. Non avevamo pensato ai mazzi di fiori per le partecipanti femminili, bella idea, avrebbe potuto suggerirla…o meglio, metterla in pratica. Poi per il 'rodere' nell’essere battuti da una donna, non Le pare un timore un po’ di altri tempi? Per inciso il timoniere della squadra vincitrice 2010 era, appunto, una ragazza. Davvero poi crede, come scrive, che i regolamenti siano stati creati (in minima parte anche dal sottoscritto) o modificati per favorire un equipaggio piuttosto che un altro? Questa affermazione compromette tutto il Suo ragionamento, poiché così Lei accusa il Comitato di mala fede. Forse non ci crederà, signor Demoro, ma i soci del Comitato (quelli che Le hanno preparato per due anni di seguito la manifestazione dove Lei è potuto venire, esibirsi ed andarsene senza preoccupazioni di sorta) avevano ed hanno le uniche intenzioni di mantenere viva una bella gara che non si era riusciti, dal 1957 al 2008, a ripristinare, e di far partecipare più pubblico ed equipaggi possibile. E in ciò, quest’anno, lo sforzo del Comitato è stato fatto, purtroppo, parzialmente fallire, poiché alcune squadre di valenti rematori, Lei compreso, non erano presenti. D’altra parte, però, il Comitato ha avuto successo, perché l’evento, tutto sommato positivo, c’è stato anche nel 2010. Mi permetta poi un appunto sull’idea di affidare la manifestazione al Comune. Al di là dei problemi che ImperiaPolis insegna, questa proposta rivela uno Suo spirito prettamente assistenzialista: Lei ipotizza l’intervento dell’ente pubblico, ma non vuole nemmeno considerare di poter affiancare, assumendosi oneri e responsabilità, il Comitato per l’edizione 2011 nell’auspicata sede di Porto Maurizio. Ancora una volta qualcun altro deve fare il lavoro per Lei, proprio Lei che non intende risolvere i problemi, ma si ingegna per crearli. Mi auguro che nel futuro Lei si renda conto delle responsabilità dell’organizzazione di un evento, come il Palio,che è necessario aggiornare, per spettacolarità (ed in ciò è ancora, a parer mio, carente), ai giorni nostri. Spero Lei cresca, signor Demoro, e faccia osservazioni da adulto, poiché è facile mangiare quando la tavola è apparecchiata e non ci si deve neppure preoccupare di togliersi il piatto. Perché, alla fine, nel nostro caso, l’importante è partecipare e, Lei, rematore senz’altro superiore, non ha partecipato. Se fosse stato per Lei, il Palio 2010, lo tenga bene a mente, non ci sarebbe stato".

























































