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Attualità | 04 novembre 2026, 12:50

Caso Nessy Guerra, Tamer Hamouda arrestato nella notte a Hurghada. Nessy: “Sono molto felice, ringrazio il ministro della Giustizia egiziano”

L'ex marito della giovane sanremese è stato fermato intorno alle 23 di ieri sera. Secondo le prime informazioni, il provvedimento sarebbe stato disposto per motivi di sicurezza. Nessy: “Nella mia testa sono rilassata, ma il mio corpo non ci crede ancora”

Caso Nessy Guerra, Tamer Hamouda arrestato nella notte a Hurghada. Nessy: “Sono molto felice, ringrazio il ministro della Giustizia egiziano”

Una svolta importante nel caso di Nessy Guerra. Nella tarda serata di ieri, martedì 3 novembre, Tamer Hamouda, ex marito della giovane sanremese, è stato arrestato dalle autorità egiziane a Hurghada. Il provvedimento sarebbe scattato intorno alle 23 e l'uomo si troverebbe attualmente in stato di fermo. La notizia, arrivata nelle ultime ore dall'Egitto, rappresenta uno degli sviluppi più significativi degli ultimi mesi. Secondo le prime informazioni raccolte, infatti, il fermo non sarebbe direttamente riconducibile alle diverse denunce presentate nei confronti di Hamouda, ma a una decisione assunta a un livello superiore delle autorità egiziane, per ragioni di sicurezza. Un intervento che potrebbe essere collegato anche ai numerosi video pubblicati dall'uomo sui social, nei quali aveva rivolto accuse e minacce all'ex moglie e contestato ripetutamente l'operato delle istituzioni. 

Il fermo per motivi di sicurezza e i prossimi sviluppi. Stando alle informazioni emerse, Hamouda sarebbe stato fermato su disposizione delle autorità egiziane e potrebbe rimanere trattenuto fino alla conclusione dei procedimenti giudiziari ancora aperti nei confronti di Nessy Guerra. Una prospettiva che dovrà essere chiarita nei prossimi giorni, soprattutto per quanto riguarda la natura giuridica del provvedimento, la sua durata e le eventuali possibilità di impugnazione. La madre dell'uomo avrebbe intanto avanzato una richiesta per poter fare ritorno, mentre non sono ancora noti ulteriori dettagli sulle decisioni che verranno assunte dalle autorità. Il fermo arriva dopo settimane particolarmente movimentate sul piano giudiziario. Lo scorso 14 ottobre Hamouda era stato condannato in primo grado a un anno di reclusione per l'aggressione al viceconsole onorario italiano Orazio Gioacchini, episodio che aveva già portato al suo arresto nel mese di giugno. L'uomo aveva successivamente presentato ricorso e versato una cauzione, aprendo così la strada al giudizio di secondo grado. Il nuovo fermo, secondo le informazioni attualmente disponibili, sarebbe però distinto da quel procedimento. Negli ultimi mesi Hamouda aveva inoltre pubblicato diversi video nei quali chiedeva l'incarcerazione di Nessy, arrivando a invocare pubblicamente la sua lapidazione. Dichiarazioni che l'avvocata della giovane, Agata Armanetti, aveva definito “minacce gravissime”, sollecitando un intervento delle autorità egiziane.

Nessy: “Sono molto felice, ringrazio il ministro della Giustizia”. La notizia del fermo è stata accolta con sollievo dalla giovane sanremese, che nelle ultime settimane aveva più volte denunciato una condizione di crescente stress psicologico e fisico. “Sono molto felice, ringrazio il ministro della Giustizia in Egitto. Ha preso a cuore il mio caso, ha parlato con i miei legali più volte dopo la sentenza di secondo grado”, ha dichiarato Nessy. Parole che evidenziano la soddisfazione per un intervento atteso da tempo, dopo mesi nei quali la giovane e la sua difesa avevano ripetutamente chiesto alle autorità di intervenire nei confronti dell'ex marito. Ma il sollievo, almeno per il momento, non cancella le conseguenze di quanto vissuto. “Dentro la mia testa sono rilassata, ma il mio corpo non ci crede ancora. Bisogna ancora realizzare”, ha aggiunto. Una frase che restituisce la difficoltà di ritrovare serenità dopo anni segnati da procedimenti giudiziari, cambi di abitazione e timori per la propria sicurezza e quella della figlia Aisha.

Nessy resta in casa: il 1° gennaio una data decisiva. Nonostante l'arresto dell'ex marito, la situazione personale della giovane sanremese non cambia nell'immediato. Nessy continua infatti a non poter lasciare la propria abitazione in Egitto, dove si trova dall'inizio di luglio. Una condizione sulla quale, anche dopo i chiarimenti richiesti alle istituzioni italiane, rimangono interrogativi di natura giuridica. Il prossimo passaggio potrebbe arrivare il 1° gennaio 2027, quando saranno trascorsi sei mesi dall'inizio della permanenza forzata nell'appartamento, una durata corrispondente alla pena detentiva prevista dalla condanna per adulterio pronunciata nei suoi confronti. Sarà allora necessario comprendere se quel periodo verrà effettivamente riconosciuto dalle autorità egiziane come una forma di esecuzione della pena oppure se la permanenza nell'abitazione sia stata consentita soltanto come alternativa temporanea al carcere, in attesa dell'esito del ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Si tratta di una questione ancora aperta. In precedenza, infatti, la difesa aveva riferito che il periodo trascorso in casa non sarebbe stato conteggiato come pena scontata. Non è quindi possibile affermare, allo stato attuale, che il 1° gennaio comporterà automaticamente la fine delle limitazioni.

Il futuro di Aisha e la speranza di tornare in Italia. Il fermo di Hamouda potrebbe rappresentare un elemento di maggiore sicurezza anche per la bambina, che ha recentemente compiuto quattro anni. Resta però aperto il procedimento relativo al suo affidamento, con una nuova udienza fissata per il 7 dicembre. Nell'ultima seduta, secondo quanto riferito dalla difesa, il giudice non aveva accolto la richiesta dell'uomo di incontrare la figlia, alla luce delle preoccupazioni rappresentate per la sicurezza della minore. Soltanto pochi giorni fa Nessy aveva raccontato la propria situazione anche a Domenica In, ospite di Mara Venier insieme al padre Giampaolo Guerra e all'avvocata Armanetti. In quell'occasione aveva descritto gli anni trascorsi nascosta, i continui trasferimenti e la sofferenza di non poter accompagnare Aisha fuori casa. Adesso, dopo il fermo dell'ex marito, arriva un primo momento di sollievo. La strada per il rientro in Italia resta però legata agli sviluppi dei procedimenti giudiziari e alle decisioni delle autorità egiziane.

Per Nessy Guerra è una notizia che attendeva da tempo. Non ancora la fine della vicenda, ma un cambiamento significativo dopo mesi di tensione e paura. E nelle sue parole, più di ogni altra considerazione, emerge il peso di questi anni: “Dentro la mia testa sono rilassata, ma il mio corpo non ci crede ancora”.

Andrea Musacchio

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