/ Attualità

Attualità | 04 novembre 2026, 07:21

Arma di Taggia, l'estate dei divieti di balneazione: ad agosto 428 pernottamenti in meno. Le partenze dei turisti e il conto ancora aperto

Dalla rottura della condotta fognaria di giugno al nuovo stop di agosto, il litorale ha affrontato due emergenze nel pieno della stagione. Le cronache raccontavano di turisti in partenza e prenotazioni cancellate. Ora i dati della Regione Liguria mostrano un'anomalia: gli arrivi crescono del 3,94%, ma le presenze diminuiscono del 2,77%. Tra gli stranieri il calo dei pernottamenti raggiunge l'11,11%. Quanto hanno inciso i divieti sull'economia turistica?

Arma di Taggia, l'estate dei divieti di balneazione: ad agosto 428 pernottamenti in meno. Le partenze dei turisti e il conto ancora aperto

C'è un'immagine che racconta meglio di tante parole quello che è accaduto ad Arma di Taggia nell'estate del 2026. È il 6 agosto, mancano pochi giorni a Ferragosto e davanti alla cassa di uno stabilimento balneare si forma una fila insolita. Non sono clienti che chiedono un ombrellone. Sono turisti che saldano il conto, raccolgono le proprie cose e se ne vanno. Altri cercano una spiaggia nelle località vicine, qualcuno decide di restare sotto il sole senza poter entrare in acqua. Intanto, tra le file di lettini, aumentano i posti vuoti. Sono le conseguenze immediate del secondo divieto di balneazione dell'estate, quello che nei primi giorni di agosto ha interessato l'intero litorale di Arma. Una situazione che arriva dopo l'emergenza di giugno, quando la rottura di una condotta fognaria durante i lavori alla foce del torrente Argentina aveva già costretto il Comune a vietare temporaneamente l'ingresso in mare.

All'epoca, gli operatori turistici parlavano di disdette, vacanze interrotte e danni economici. Oggi, a quasi tre mesi di distanza, un nuovo elemento permette di tornare su quella vicenda: i dati ufficiali della Regione Liguria relativi ai movimenti turistici del Comune di Taggia. I numeri, aggiornati al 30 ottobre, raccontano una stagione complessivamente positiva, ma mostrano anche un dato in controtendenza proprio ad agosto: più turisti arrivati rispetto al 2025, ma meno notti trascorse nelle strutture ricettive.

Giugno, la prima emergenza: dalla rottura della fognatura al divieto su tutto il litorale. La vicenda comincia all'inizio di giugno. Durante i lavori di messa in sicurezza della foce del torrente Argentina viene danneggiata una condotta fognaria sulla sponda destra. Il Comune interviene con una serie di provvedimenti urgenti per affrontare la fuoriuscita dei reflui e tutelare la salute pubblica. Il 5 giugno, con l'ordinanza sindacale numero 36, viene disposto un primo divieto precauzionale di balneazione, limitato allo specchio acqueo compreso tra la zona portuale e la spiaggia libera retrostante l'area manifestazioni. La situazione evolve nei giorni successivi. Il 18 giugno, con l'ordinanza numero 40, il divieto viene esteso all'intero litorale comunale. Per Arma è un colpo pesante. La stagione balneare è appena entrata nel vivo e l'impossibilità di fare il bagno interessa tutte le spiagge. Il provvedimento rimane in vigore fino al 25 giugno, quando le nuove analisi dell'Arpal restituiscono valori conformi ai parametri di legge. Gli esami rilevano 42 MPN per 100 millilitri di Escherichia coli, rispetto al limite di 500, e 86 MPN per 100 millilitri di enterococchi intestinali, contro il limite di 200. Il sindaco Mario Conio annuncia la riapertura alla balneazione, ma sottolinea anche le conseguenze subite dal territorio, parlando di un grave danno d'immagine per il Comune, le attività e le spiagge. 

Agosto, il secondo stop: i turisti iniziano ad andarsene. Passano poco più di cinque settimane e Arma si ritrova nuovamente davanti allo stesso problema: il mare temporaneamente vietato ai bagnanti. Il 4 agosto, durante un controllo ordinario, Arpal rileva un valore di enterococchi intestinali pari a 300 UFC per 100 millilitri, superiore al limite di 200. Il Comune dispone quindi un nuovo divieto cautelativo sull'intero litorale. Il 6 agosto le spiagge offrono un'immagine insolita per uno dei periodi più importanti dell'anno. Gli stabilimenti registrano le prime partenze, mentre alcuni clienti scelgono di raggiungere Bussana o Riva Ligure per poter fare il bagno. A raccontare la situazione è anche Susanna Rivera, del Lido Blu. "In dieci anni non ho mai vissuto una situazione del genere", aveva dichiarato la titolare dello stabilimento, descrivendo le difficoltà di un'attività che concentra gran parte del proprio lavoro nei mesi estivi. Ma è soprattutto un altro passaggio della sua testimonianza a risultare significativo: "C'è chi ha deciso di interrompere il soggiorno e tornare a casa", segnalando anche continue cancellazioni da parte dei clienti attesi per la settimana successiva.

Non si tratta, dunque, soltanto di persone che rinunciano a una giornata al mare. Le testimonianze raccolte durante l'emergenza descrivono anche vacanze interrotte e programmi modificati. Il divieto rimane in vigore perché le analisi suppletive del 6 agosto, pur evidenziando un miglioramento, non consentono ancora di dichiarare nuovamente balneabili le acque. La situazione si sblocca soltanto nel fine settimana. L'8 agosto i campionamenti restituiscono valori favorevoli e il 9 agosto il Comune annuncia la revoca del divieto. Arma può tornare a fare il bagno. Ma per alcune attività le conseguenze non si esauriscono con la riapertura. 

I numeri della Regione: ad agosto arrivano più turisti, ma si fermano meno. È a questo punto che la cronaca incontra i dati. Il report della Regione Liguria, elaborato dal Settore Politiche Turistiche e aggiornato al 30 ottobre 2026, permette di confrontare i movimenti turistici registrati nel Comune di Taggia con quelli dello stesso periodo del 2025. Il risultato più interessante riguarda proprio agosto. Nel 2025 gli arrivi erano stati 3.659. Nel 2026 salgono a 3.803, con un incremento del 3,94%. Aumentano, dunque, le persone che scelgono le strutture ricettive del territorio. Ma le presenze, cioè i pernottamenti complessivamente registrati, seguono la direzione opposta. Ad agosto 2025 erano state 15.462. Nello stesso mese del 2026 scendono a 15.034. La differenza è di 428 pernottamenti in meno, pari al 2,77%. Non si tratta di 428 turisti persi, ma di 428 notti complessive in meno nelle strutture ricettive rispetto all'anno precedente. Un dato che diventa ancora più interessante osservando la provenienza dei visitatori. Tra gli italiani, le presenze diminuiscono da 12.933 a 12.786, con una flessione dell'1,14%. Tra gli stranieri, invece, il calo è decisamente più marcato: da 2.529 a 2.248 pernottamenti, pari all'11,11% in meno.  Eppure, anche in questo caso, gli arrivi aumentano. I turisti stranieri registrati ad agosto passano infatti da 881 a 945, con una crescita del 7,26%. In altre parole, più visitatori hanno raggiunto Taggia, ma nel complesso hanno trascorso meno notti sul territorio.

Le vacanze si accorciano: la permanenza media scende da 4,23 a 3,95 notti. C'è un ulteriore indicatore che aiuta a comprendere questa apparente contraddizione. Dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, è possibile calcolare la durata media dei soggiorni. Ad agosto 2025 ogni arrivo corrispondeva mediamente a 4,23 pernottamenti. Nel 2026 il valore scende a 3,95. La riduzione è di circa il 6,5%. È un dato che merita attenzione, soprattutto se accostato alle testimonianze dei balneari che, proprio nei primi giorni di agosto, raccontavano di clienti intenzionati a lasciare Arma e prenotazioni cancellate. I dati regionali, infatti, non permettono di distinguere chi abbia prenotato fin dall'inizio una vacanza più breve da chi abbia effettivamente deciso di anticipare la partenza. Né consentono di stabilire quanti dei 428 pernottamenti mancanti siano eventualmente riconducibili al divieto di balneazione. Per rispondere servirebbero dati più dettagliati sulle cancellazioni alberghiere, sulle partenze anticipate e sull'andamento delle prenotazioni nei giorni immediatamente precedenti e successivi al provvedimento.

Giugno e luglio erano cresciuti: la flessione arriva nel mese di Ferragosto. Un altro elemento emerge dal confronto tra i mesi estivi. A giugno, nonostante il primo divieto, Taggia aveva registrato un aumento degli arrivi del 4,51% e delle presenze del 4,49%. A luglio, mese successivo alla prima emergenza, la crescita era proseguita: +7,95% negli arrivi e +5,38% nei pernottamenti. È soltanto ad agosto che le presenze assumono un segno negativo. La sequenza è quindi questa: due mesi di crescita dei pernottamenti, seguiti da una flessione nel mese del secondo divieto. Non è una prova di causalità. Potrebbero aver inciso numerosi altri fattori, dalla diversa durata delle prenotazioni alle condizioni economiche delle famiglie, fino alle variazioni della domanda turistica ma resta però un dato: la contrazione delle presenze si manifesta proprio nel mese in cui le cronache documentano partenze anticipate e cancellazioni legate all'impossibilità di fare il bagno.

Una stagione complessivamente positiva, ma il problema economico resta. Sarebbe sbagliato descrivere il 2026 come un anno di crisi per il turismo di Taggia. Il report regionale racconta, nel complesso, una situazione differente. Tra gennaio e settembre, gli arrivi passano da 26.941 nel 2025 a 29.255 nel 2026, con una crescita dell'8,59%. Anche le presenze aumentano: da 81.614 a 87.869, pari al 7,66% in più.  Il dato di settembre, precisa la Regione, non è ancora consolidato. La stagione, dunque, presenta un bilancio complessivamente positivo sotto il profilo dei flussi turistici. Ma questo non esclude che singole attività possano aver subito perdite importanti. Un albergo può mantenere un buon livello di occupazione nonostante alcune cancellazioni. Uno stabilimento balneare, invece, può perdere diversi giorni di lavoro nel periodo più redditizio dell'anno, senza che tale perdita emerga dalle statistiche sui pernottamenti. Allo stesso modo, chi soggiorna ad Arma può decidere di trascorrere la giornata in una spiaggia vicina, continuando però a dormire nella struttura già prenotata. Per questo l'impatto economico dei divieti non può essere misurato soltanto attraverso gli arrivi e le presenze turistiche. 

Il conto che i numeri non riescono ancora a raccontare. A distanza di tre mesi, le immagini delle spiagge semivuote e le testimonianze dei turisti in partenza assumono un significato diverso. All'epoca si parlava soprattutto dell'emergenza, delle analisi Arpal e della necessità di restituire il mare ai bagnanti. Oggi si può iniziare a ragionare anche sulle conseguenze economiche. I dati ufficiali certificano che ad agosto Taggia ha registrato 428 pernottamenti in meno rispetto al 2025, nonostante un aumento degli arrivi. Al netto dei numeri, una domanda rimane aperta: quanto è costata davvero ad Arma di Taggia l'estate dei due divieti di balneazione? La risposta non si trova soltanto nei risultati delle analisi del mare. Potrebbe trovarsi nei registri delle prenotazioni cancellate, nei conti degli stabilimenti balneari e nelle notti di vacanza che alcuni turisti hanno scelto di trascorrere altrove. Perché il 9 agosto il divieto è stato revocato e il mare è tornato balneabile. Ma per chi aveva già lasciato Arma, o aveva cancellato una prenotazione, la stagione non è necessariamente ripartita da dove si era interrotta.

Andrea Musacchio

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium