Un contributo da circa 179mila euro destinato alle famiglie in difficoltà con il pagamento dell'affitto, ma anche due anni senza un nuovo bando e una scelta amministrativa che divide maggioranza e opposizione. È stato uno dei confronti più accesi del Consiglio comunale di Taggia di martedì 27 ottobre, dove l'interrogazione presentata da Giuseppe Federico, consigliere del gruppo Progettiamo il Futuro, ha dato vita a un lungo botta e risposta con l'assessore alle Politiche sociali Maurizio Negroni. Al centro della discussione la deliberazione di Giunta n. 135 del 22 settembre 2026, con la quale sono stati approvati i criteri per l'erogazione dei contributi integrativi ai canoni di locazione, attraverso il cosiddetto bando affitti 2026.
Un provvedimento che Federico ha accolto positivamente per le risorse stanziate, contestando però la decisione di attendere il 2026 per mettere a disposizione i contributi, dopo l'ultimo bando risalente al 2023. "Vorrei partire da un dato positivo, nel senso che questo bando a sostegno degli affitti mette a disposizione circa 179mila euro, che è una somma importante e che ovviamente può aiutare molto le famiglie in difficoltà economica", ha esordito Federico. "Ma il punto della nostra interrogazione non è contestare l'importo stanziato oggi, ma capire perché si è arrivati a questo intervento soltanto adesso. Perché l'ultimo bando risaliva al 2023, per gli affitti fino al 31 dicembre 2022, e adesso è stato approvato un bando a settembre 2026. Nel frattempo, però, in questi anni il fabbisogno dei cittadini non è che sia venuto meno". Il consigliere ha quindi richiamato le motivazioni contenute nella deliberazione, secondo cui l'amministrazione avrebbe scelto di accumulare le risorse disponibili per raggiungere un importo ritenuto adeguato. "Credo che sia proprio questo il nodo della questione: bisogna capire chi stabilisce qual è la cifra congrua e sulla base di quali criteri si decide che sia preferibile aspettare, anziché intervenire prima a sostegno delle famiglie". Federico ha chiesto se fossero state valutate anche le conseguenze dell'attesa per i nuclei familiari che avrebbero potuto beneficiare dei contributi negli anni precedenti. "Sappiamo tutti quanti, e lo sa anche l'assessore, che la tempestività nel sociale è tutto. Vorremmo capire perché non sia stato possibile attivare un bando nel 2024 o nel 2025".
Negroni: "Con 43mila euro avremmo dato una media di 140 euro. Una mancia". A rispondere è stato l'assessore Maurizio Negroni, che ha ripercorso l'evoluzione dei finanziamenti destinati al sostegno degli affitti, spiegando come la riduzione dei trasferimenti abbia inciso sulle decisioni dell'amministrazione. "Penso sia il caso di fare un breve riferimento alla storia di quelli che sono i buoni affitto, perché si tratta di un'iniziativa nata molti anni fa, nel 2002-2003", ha premesso l'assessore. Negroni ha ricordato che il sistema si basa su risorse trasferite inizialmente dallo Stato alle Regioni e successivamente ai Comuni, evidenziando la progressiva diminuzione degli importi disponibili. "Noi siamo passati da un trasferimento di 172.047 euro, riferito agli affitti del 2022, che consentiva una quota media, sempre in rapporto alle domande presentate, di circa 570 euro. Nell'anno 2024 ci sono invece stati trasferiti soltanto 43.402 euro, circa un quarto di quello che era arrivato precedentemente". Secondo l'assessore, la disponibilità di una cifra così ridotta avrebbe comportato contributi individuali poco significativi. "Questa cifra di 43.402 euro, rapportata alle domande che oggettivamente sono sempre in aumento e purtroppo mai in diminuzione, ci portava a una media di 140 euro". È a questo punto che Negroni ha rivendicato apertamente la scelta di non procedere immediatamente con un nuovo bando. "Mi prendo la responsabilità, anche se è stato un discorso condiviso con gli uffici, perché si trattava di dare, la chiamo una mancia, e non mi sembrava dignitoso chiamare la gente a presentare una documentazione che è anche abbastanza spessa, per finire poi per dare 140 euro". L'assessore ha spiegato che l'amministrazione riteneva inizialmente la riduzione dei finanziamenti un episodio temporaneo, confidando in un successivo ritorno ai livelli precedenti. "Io ho pensato, come tutti d'altronde, e come anche altri Comuni della provincia, che si trattasse di un momento episodico e che dall'anno successivo saremmo tornati alle cifre dei precedenti quindici o vent'anni".
Le risorse accumulate e l'integrazione comunale. Negroni ha quindi illustrato gli stanziamenti successivi, spiegando come si sia arrivati all'importo previsto per il bando 2026. "Nel 2025 c'è stato un ulteriore trasferimento di 45.955 euro, riferito agli affitti del 2024, che non è arrivato dallo Stato ma dalla Regione Liguria, che ha stanziato risorse proprie. La cifra era stata accantonata, quindi era presente e ben visibile nei bilanci comunali, perché si sperava che nel 2025 arrivasse un importo almeno pari a quello precedente". Nel 2026 è arrivato un ulteriore finanziamento regionale, pari a 51.582 euro, riferito agli affitti del 2025. A quel punto, secondo l'assessore, l'amministrazione ha deciso di utilizzare le risorse accumulate, integrandole con ulteriori disponibilità economiche. "Ci è sembrato il caso, ed è una scelta che rivendichiamo e di cui sono assolutamente convinto, di accumularla ulteriormente e di integrarla con risorse proprie, riferite a 37.881 euro, che ci potevano consentire di arrivare alla cifra oggetto della delibera". Negroni ha spiegato che l'obiettivo è quello di garantire contributi medi simili a quelli erogati attraverso il precedente bando. "Nel 2023 sono state accolte 305 domande, su un totale di 325. Quest'anno prevediamo circa 350 domande, per cui avremo la possibilità di dare un contributo che non è la soluzione di tutti i problemi, ma che consente di coprire almeno una mensilità". L'assessore ha quindi ribadito il principio alla base della decisione. "Se vogliamo fare un intervento che abbia un minimo di rilievo, dobbiamo avere le cifre. La domanda è perché non sia stato fatto negli anni precedenti: perché non c'erano risorse che potessero darci la possibilità di intervenire con efficacia, sia nel 2024 sia nel 2025". Negroni ha inoltre collegato i tempi dell'integrazione economica alla riorganizzazione dell'ambito sociale territoriale, che dal gennaio 2026 coinvolge quattordici Comuni. "Dal primo gennaio lavoriamo in regime di accorpamento con altri tredici Comuni. Il bilancio della TS2 è in via di realizzazione, perché adesso bisogna lavorare con una base di quattordici Comuni".
Federico: "Sono scelte politiche, non soltanto tecniche". La replica del consigliere di minoranza è stata netta. "Io ho molte perplessità sul discorso che ha fatto l'assessore, anche perché mi sembra più un discorso tecnico che non politico. In realtà queste sono state scelte politiche, quelle di rinviare un bando per fare assistenza ai cittadini in difficoltà". Federico ha contestato soprattutto il criterio utilizzato per stabilire quando le risorse fossero sufficienti a giustificare l'apertura del bando. "Mi deve dire l'assessore che cosa ha detto ai cittadini che nel 2024 e nel 2025 si sono avvicinati agli uffici per chiedere come mai il bando non fosse stato fatto. Non credo neanche che sia nella sua competenza rinviare un sostegno perché si ritiene che non sia sufficiente e congruo, anche perché non ho visto nessun atto amministrativo che dica questo". Il consigliere ha quindi richiamato la possibilità di utilizzare le risorse già disponibili, eventualmente integrandole attraverso il bilancio comunale. "Si tratta di 43mila euro nel 2024, altri 46mila nel 2025 e siamo già a 90mila. Si poteva partire con un bando, magari aggiungendo altre risorse del bilancio già nel 2025. Anche nel 2024 si sarebbero potute aggiungere risorse". Ma il punto più contestato da Federico ha riguardato il valore attribuito dall'amministrazione ai contributi di importo inferiore. "Non siamo noi a decidere quanto possa incidere nel bilancio familiare ricevere 100 euro, 200 euro o aspettare tre anni per riceverne di più, perché magari ne avevano bisogno due anni fa". Il consigliere ha sollevato anche una questione relativa ai possibili beneficiari esclusi dal nuovo bando. "Mi chiedo chi abbia chiuso il contratto di locazione nel 2023 e nel 2024 se non abbia perso l'occasione di avere questo contributo, perché adesso non può più partecipare".
"Anche 100 euro possono fare la differenza". Nel prosieguo dell'intervento, Federico ha insistito sulle condizioni economiche delle famiglie e sulla necessità di garantire continuità agli strumenti di sostegno. "Se il risultato del bando 2023 è stato un risultato in cui c'è stata un'affluenza enorme di richieste, significa che c'è una richiesta e un allarme sociale importante". "Trecento domande sono state fatte, ma nel 2024 non si può pensare che quell'allarme sociale si sia interrotto. Non si può pensare che nel 2025 l'allarme sociale si sia interrotto e allora rinviare tutto perché l'importo non si ritiene congruo". Federico ha quindi ribadito che l'amministrazione avrebbe potuto valutare variazioni di bilancio per integrare i finanziamenti disponibili. "Se nel 2024 i fondi li ritenevate esigui, li integravate. Si faceva una variazione di bilancio, si richiedeva una variazione di bilancio. Nel 2025 lo stesso". Il consigliere ha poi messo in discussione la logica dell'accantonamento, chiedendo quale fosse il limite oltre il quale una somma potesse essere considerata sufficiente. "Mi chiedo perché adesso, nel 2026, arrivati a circa 140mila euro, si ritenga congrua la cifra, aggiungendone altri 37mila. Perché non abbiamo aspettato l'anno prossimo? Diventavano 300mila e l'avremmo fatto l'anno prossimo, o fra due anni 400mila". "Io non riesco a capire il senso di questa logica. Quando ci sono i soldi e la gente ne ha bisogno, devono essere messi a disposizione immediatamente". Nella parte conclusiva, Federico ha richiamato le situazioni di maggiore fragilità economica. "Parliamo anche di coppie di giovani, di anziani, di gente per cui anche 100 o 200 euro possono fare la differenza. Non siamo noi a dover valutare se fanno la differenza 200 euro nel 2024 o 600 euro nel 2026". L'intervento si è chiuso con una contestazione direttamente rivolta alla scelta dell'amministrazione. "Voglio capire con quale senso delle istituzioni un assessore abbia deciso di rinviare un contributo per tre anni, perché adesso era conveniente farlo. Che poi mi spieghi bene questo calcolo di convenienza, se non è un calcolo forse elettorale".
Negroni replica, poi sale la tensione: seduta sospesa per cinque minuti. Le ultime parole di Federico hanno preceduto un nuovo intervento dell'assessore Negroni, che ha respinto le critiche del consigliere di minoranza. "Dopo l'intervento del consigliere Federico rafforzo la mia convinzione che abbiamo fatto un ottimo lavoro", ha esordito. L'assessore ha quindi ribadito la necessità di disporre di risorse adeguate, precisando che nel periodo senza bandi erano comunque proseguiti alcuni interventi di sostegno per le situazioni più urgenti. "Quando mi si viene a dire che bisogna intervenire quando ci sono i soldi, ecco, bravo, ha indovinato il consigliere: quando ci sono i soldi. Quando non ci sono i soldi, o non si può fare diversamente, o comunque i contributi di affitto sono continuati in quegli anni in maniera molto ridotta, ma per le emergenze, per quello che era assolutamente impossibile rimandare, vuol dire non aver capito il problema". Negroni ha poi manifestato apertamente la propria delusione per le critiche ricevute, facendo riferimento anche a un comunicato stampa apparso sui media. "Io veramente mi arrendo, mi dispiace perché sono profondamente deluso anche dell'articolo che è comparso sull'agenzia di stampa...". A quel punto il confronto si è acceso ulteriormente e la tensione è poi sfociata in un alterco tra Negroni e il consigliere Gabriele Cascino, che ha portato alla sospensione della seduta per circa cinque minuti.
Alla ripresa dei lavori, il Consiglio comunale è passato direttamente al sesto punto all'ordine del giorno, chiudendo così una discussione che ha evidenziato due visioni differenti sulla gestione dei contributi sociali: da una parte la scelta dell'amministrazione di concentrare le risorse per garantire importi più consistenti, dall'altra la richiesta dell'opposizione di assicurare interventi tempestivi, anche attraverso contributi economicamente più contenuti.














