Tredici diversi campionamenti all'interno della Volkswagen Golf, dal volante alle portiere, passando per cambio, sedili e portellone. Tra le tracce analizzate dal Ris di Parma nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, una in particolare ha restituito un risultato significativo: sul fascione obliquo del sedile posteriore sinistro è stata accertata la presenza di sangue umano e l'analisi del Dna ha individuato i profili genetici di Emanuel Iannuzzi e della bambina.
È uno degli elementi contenuti nella relazione conclusiva degli accertamenti biologici effettuati sulla vettura utilizzata da Emanuela Aiello e acquisita nell'ambito dell'indagine coordinata dalla Procura di Imperia.
Il risultato necessita però di essere letto con precisione. Quello ricavato dal campione non è il profilo genetico di una sola persona, ma una miscela, vale a dire materiale genetico proveniente da più soggetti. Secondo il Ris, la componente quantitativamente principale è riconducibile a Iannuzzi, mentre quella minore è attribuita a Beatrice. Nel campione compare inoltre una terza componente riferibile a un soggetto non identificato.
Tredici prelievi all'interno dell'auto. Gli accertamenti sulla Golf sono stati molto più estesi rispetto alla sola traccia risultata poi significativa. Il Ris ha effettuato tredici prelievi in differenti punti della vettura, analizzando, tra gli altri, il volante, la maniglia della portiera del conducente, il freno a mano e il cambio, alcune zone dei sedili posteriori, il portellone e la parte interna delle portiere.
Non tutte le tracce individuate durante il sopralluogo si sono però rivelate sangue umano. Su una scarpa Liu-Jo grigia, contenuta in una busta arancione e rinvenuta sul sedile posteriore sinistro, un primo test aveva segnalato una possibile presenza di sangue. Il successivo esame specifico per accertare la presenza di sangue umano ha però dato esito negativo.
Sulla parete interna della portiera posteriore sinistra il Ris ha esaminato altre tracce. Una di queste aveva reagito sia al Luminol sia a un primo test orientativo, ma il successivo esame specifico per il sangue umano ha dato esito negativo. È dunque un altro punto dell'abitacolo a restituire il risultato più rilevante.
Il sangue sul fascione del sedile posteriore sinistro. Nella relazione il campione viene indicato con la sigla 16/10. Si tratta del prelievo effettuato su una traccia individuata sul fascione obliquo del sedile posteriore sinistro. In questo caso gli accertamenti hanno dato un risultato differente: la traccia ha reagito al Luminol ed è risultata positiva anche al test specifico per la presenza di sangue umano.
Il materiale è stato quindi sottoposto all'analisi genetica. Nelle conclusioni della relazione il Ris inserisce questo campione tra i risultati degli accertamenti effettuati sulla vettura: il profilo ottenuto è una miscela nella quale Iannuzzi rappresenta il contributore principale, Beatrice quello minoritario, mentre una terza componente genetica rimane attribuita a un soggetto ignoto.
In termini più semplici, nel campione di sangue prelevato in quel preciso punto dell'automobile sono stati rilevati sia il Dna di Iannuzzi sia quello di Beatrice, seppure in quantità differenti.
Quella Golf utilizzata la mattina del 9 febbraio. L'accertamento scientifico assume particolare interesse se affiancato alla ricostruzione della mattina del 9 febbraio contenuta negli atti dell'inchiesta.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, quella mattina le tre bambine vennero fatte salire sull'automobile di Aiello per lasciare Perinaldo e raggiungere Bordighera. Beatrice sarebbe stata caricata sulla vettura completamente avvolta in una coperta rossa, tanto che inizialmente non sarebbe stato visibile il volto. Una delle sorelle racconta di aver spostato la coperta e di aver visto i lividi sul viso della bambina.
Beatrice, secondo il racconto riportato negli atti, non sarebbe stata sistemata nell'apposito seggiolino. Aiello avrebbe invece affidato alle altre figlie il compito di tenerla durante il tragitto. "La mamma mi ha detto 'tieni Bea perché non la lego'", è la dichiarazione di una delle sorelle riportata nella ricostruzione investigativa.
Una volta raggiunta Bordighera, poco dopo sarebbe arrivato il personale sanitario, che constatò il decesso della bambina.
Cosa emerge dagli accertamenti. L'accertamento del Ris consente di fissare un dato: sul fascione obliquo del sedile posteriore sinistro è stata individuata una traccia risultata positiva al test specifico per la presenza di sangue umano. L'analisi genetica del campione ha restituito una miscela nella quale Emanuel Iannuzzi è indicato come contributore principale e Beatrice come contributore minoritario; compare inoltre una terza componente attribuita a un soggetto non identificato.
La relazione del Ris non colloca temporalmente la formazione della traccia e non la mette direttamente in relazione con il trasferimento del 9 febbraio. Sono invece gli atti dell'inchiesta, attraverso la ricostruzione delle dichiarazioni delle sorelle, a collocare Beatrice su quella stessa automobile la mattina del 9 febbraio, quando venne trasportata da Perinaldo verso Bordighera.
Si tratta dunque di due elementi distinti contenuti nel fascicolo: da una parte il risultato scientifico sulla traccia repertata nella Golf; dall'altra la ricostruzione investigativa del viaggio della bambina sulla vettura.














