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Attualità | 29 settembre 2026, 12:18

Olivicoltura, apprensione nel Ponente ligure: annata promettente ma la siccità mette a rischio il raccolto

Buona quantità e pezzatura delle olive, ma la mancanza di piogge accelera la maturazione e riduce il calibro. Cia: "Serve acqua"

Olivicoltura, apprensione nel Ponente ligure: annata promettente ma la siccità mette a rischio il raccolto

C’è apprensione tra gli olivicoltori del Ponente ligure per l’andamento dell’attuale annata olivicola. Le premesse, infatti, sono positive: sulle piante si registra una buona quantità di prodotto e anche la pezzatura delle olive appare interessante. Due elementi che potrebbero consentire di affrontare con buone prospettive la fase del conferimento, puntando su un prodotto di qualità e con le caratteristiche richieste per il marchio Taggiasca Ligure IGP. A preoccupare gli operatori del settore è però il perdurare dell’assenza di precipitazioni, che rischia di compromettere parte del lavoro fatto finora.

Secondo Cia Agricoltori Liguria, la situazione meteorologica sta infatti producendo effetti sempre più evidenti sulle piante. "Il perdurare della mancanza di precipitazioni sta preoccupando non poco gli olivicoltori che assistono ad una repentina maturazione della drupa e a un rimpicciolimento del calibro". Un’evoluzione che potrebbe incidere sulle caratteristiche del prodotto proprio nella fase che precede la raccolta. Le speranze sono quindi rivolte alle condizioni meteorologiche delle prossime settimane: "Se Giove pluvio farà la sua parte tutto si risolverà per il meglio". Un passaggio considerato importante per salvaguardare una stagione che, sul piano quantitativo, si presenta decisamente migliore rispetto a quella precedente.

A rendere ancora più significativa l’annata è infatti il confronto con un quinquennio particolarmente difficile per la produzione olivicola. La situazione aveva raggiunto il punto più critico nella scorsa stagione, caratterizzata da una scarsissima disponibilità di olive. Quest’anno, invece, il ritorno di una produzione consistente rappresenta un’opportunità per gli operatori, a condizione che il prodotto possa arrivare alla raccolta nelle migliori condizioni possibili. Riuscire a raccogliere l’intera produzione e a collocarla sul mercato al prezzo previsto dall’accordo di filiera rappresenterebbe, secondo Cia, una concreta boccata d’ossigeno per il comparto.

Sul fronte economico, infatti, arriva un elemento positivo dall’accordo di filiera sottoscritto tra i membri dell’Associazione tra i produttori dell’oliva Taggiasca Ligure IGP, che ha fissato un prezzo minimo di 2 euro al chilogrammo per le olive conferite. Un’intesa che punta a garantire maggiore stabilità ai produttori e che assume particolare importanza in un settore chiamato a confrontarsi con costi, dinamiche di mercato e condizioni climatiche sempre più difficili. La possibilità di contare su un riferimento economico minimo potrebbe quindi accompagnare una stagione che, dopo le difficoltà degli ultimi anni, presenta finalmente numeri incoraggianti.

"L’accordo di filiera sulle olive IGP rappresenta un buon risultato – dichiara Stefano Roggerone, olivicoltore e presidente di Cia Agricoltori Liguria –, al punto che penso che debba essere ratificato da tutte le organizzazioni professionali della filiera dell’oliva da mensa in modo che non ci siano margini per nessuno per fare concorrenza sleale". Un richiamo alla necessità di rafforzare la collaborazione tra le diverse componenti della filiera, tutelando al tempo stesso il lavoro degli olivicoltori e il valore di una produzione fortemente legata al territorio del Ponente ligure.

Per il comparto, dunque, le prossime settimane saranno decisive. La disponibilità di prodotto rappresenta un segnale incoraggiante dopo anni complicati, così come la buona pezzatura inizialmente registrata sulle piante. Ora, però, resta da verificare l’evoluzione delle condizioni climatiche, con la carenza di precipitazioni che rischia di accelerare la maturazione delle drupe e ridurne il calibro. Gli olivicoltori guardano quindi al cielo, nella speranza che le piogge possano arrivare prima della raccolta e consentire di valorizzare al meglio una produzione che quest’anno potrebbe restituire ossigeno a un settore alle prese con mercato e cambiamenti climatici.

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