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Cronaca | 23 settembre 2026, 14:42

Maurizio Rao potrà finalmente sentire le sue figlie: autorizzati colloqui protetti e telefonate dal carcere

La decisione del Tribunale di Imperia comunicata dall’avvocato Fabio Scaffidi Fonti. Il padre di Beatrice è scoppiato a piangere alla notizia: da mesi chiedeva di poter tornare a parlare con le due bambine

Maurizio Rao potrà finalmente sentire le sue figlie: autorizzati colloqui protetti e telefonate dal carcere

Una notizia attesa per mesi, arrivata dopo una lunga battaglia giudiziaria e soprattutto dopo un dolore che, per Maurizio Rao, non si è mai interrotto. Il padre della piccola Beatrice, morta a due anni lo scorso 9 febbraio a Bordighera, ha ottenuto dal Tribunale di Imperia l’autorizzazione a poter avere colloqui protetti e contatti telefonici con le altre due figlie. A comunicargli la decisione è stato il suo avvocato, Fabio Scaffidi Fonti. E davanti a quella possibilità, attesa da tanto tempo, Rao non ha trattenuto l’emozione: è scoppiato a piangere. Un pianto che racchiude il dolore per la perdita di Beatrice e, insieme, la speranza di poter finalmente tornare ad avere un contatto con le due bambine più grandi.

La vicenda familiare e giudiziaria è iniziata a precipitare il 9 febbraio, quando Beatrice venne trovata senza vita nell’abitazione della madre, sulle alture di Bordighera. La bambina, che aveva appena due anni, presentava sul corpo segni che avevano immediatamente fatto scattare gli accertamenti. L’inchiesta della Procura di Imperia ha successivamente portato in carcere la madre Emanuela Aiello e il compagno Emanuel Iannuzzi, accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. La ricostruzione degli inquirenti ha evidenziato una serie di episodi di violenza nei confronti della piccola, fino alle circostanze che hanno preceduto il decesso. Una vicenda ancora al centro di un procedimento giudiziario nel quale dovranno essere accertate le responsabilità.

Maurizio Rao, intanto, si trovava già detenuto nel carcere di Sanremo per una vicenda completamente distinta dalla morte della figlia. Dal momento della tragedia, attraverso i suoi legali, aveva fatto sapere in più occasioni quanto fosse forte il desiderio di riabbracciare le sue bambine. Nel giugno scorso, dopo gli arresti della madre e del compagno, l’avvocato Scaffidi Fonti aveva raccontato il dramma vissuto dal padre: "Il suo unico desiderio è poter abbracciare le figlie". Un desiderio che si era scontrato con la delicata situazione delle due minori, affidate a un percorso di protezione e coinvolte, loro malgrado, nell'inchiesta sulla morte della sorellina.

Il tema dei rapporti tra Rao e le bambine era emerso con forza anche nelle settimane successive. Il padre aveva chiesto attraverso i suoi difensori di poter tornare a sentirle e di poter esercitare, per quanto possibile dalla condizione di detenuto, il proprio ruolo genitoriale. A giugno il legale aveva spiegato che i contatti erano stati estremamente limitati e che Rao non vedeva le figlie da mesi. Ora il provvedimento del Tribunale di Imperia apre una strada concreta, prevedendo modalità protette per gli incontri e la possibilità di contatti telefonici. Una soluzione evidentemente pensata per tutelare le bambine, consentendo allo stesso tempo di ricostruire gradualmente il rapporto con il padre.

Nel frattempo, la vicenda di Beatrice ha continuato a svilupparsi anche sul piano giudiziario. Dopo mesi di attesa, gli accertamenti medico-legali sulla bambina sono arrivati a conclusione e la difesa di Rao, sempre attraverso l’avvocato Scaffidi Fonti, aveva presentato la richiesta di dissequestro della salma per consentire alla famiglia di celebrare i funerali. Le esequie si sono poi svolte il 14 agosto nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Terrasanta, a Bordighera, dopo circa sei mesi dalla morte. Rao, accompagnato dalla Polizia penitenziaria, era riuscito a partecipare al commosso ultimo saluto alla figlia, entrando da un accesso laterale per evitare la folla.

E proprio mentre la città ha accompagnato Beatrice nel suo ultimo viaggio, il procedimento sulla sua morte non si è fermato. Per il prossimo 16 ottobre è prevista l’audizione protetta delle due sorelle maggiori nell’ambito dell’incidente probatorio, nei locali della Questura di Genova. Le loro dichiarazioni saranno raccolte nel contraddittorio tra le parti e potranno assumere valore di prova nell’eventuale processo. Sullo sfondo resta quindi una vicenda ancora dolorosamente aperta, ma per Maurizio Rao quella comunicata dal suo avvocato rappresenta una prima, importante possibilità di tornare a parlare con le due figlie. La notizia lo ha travolto nell’emozione, fino alle lacrime. Dopo mesi di silenzio, il telefono e gli incontri protetti potrebbero finalmente restituirgli almeno una parte di quel rapporto che la tragedia di Beatrice aveva spezzato.

Carlo Alessi

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