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Economia | 10 settembre 2026, 16:44

Investire in un orologio nel 2026: tra bolla speculativa e ritorno al valore d'uso

Chi ha comprato un orologio da polso come forma di investimento tra il 2020 e il 2022 ha probabilmente imparato, a proprie spese, una lezione che il mercato finanziario conosce da sempre: i multipli gonfiati non reggono all'inversione del ciclo.

Investire in un orologio nel 2026: tra bolla speculativa e ritorno al valore d'uso

I prezzi di alcuni modelli sportivi in acciaio erano arrivati a triplicare, quadruplicare il listino ufficiale, sostenuti da una domanda che aveva poco a che fare con la meccanica e molto con la scarsità artificiale orchestrata dalle case madri. Poi è arrivato il ribasso, lungo e senza scosse improvvise, che ha riportato molti pezzi vicino al loro valore di partenza. Il mercato secondario, quello degli orologi usati, resta oggi uno specchio piuttosto fedele di dove sta andando davvero il settore.

Mercato secondario orologi: cosa è cambiato dopo la correzione

La correzione dei prezzi non ha colpito allo stesso modo tutte le fasce. I pezzi ultra-hype, quelli comprati con l'unico scopo di rivenderli entro l'anno, hanno perso terreno in modo netto. Chi invece aveva acquistato per portare l'orologio al polso, senza calcoli speculativi, si è trovato semplicemente con un oggetto che vale meno sulla carta ma continua a funzionare esattamente come il primo giorno. È una distinzione che nel settore viene fatta con una certa frequenza, tra collezionisti e "flipper", tra chi guarda il movimento e chi guarda solo il grafico dei prezzi su piattaforme specializzate. La differenza si nota soprattutto nei saloni di orologeria di provincia, dove il pubblico chiede meno referenze da copertina e più consulenza su cosa scegliere in base all'uso quotidiano.

Meccanica indipendente: perché i marchi minori guadagnano terreno

In questo scenario più sobrio, i marchi indipendenti e le manifatture di fascia media hanno guadagnato spazio. Non competono sulla speculazione, perché semplicemente non ci sono liste d'attesa da rivendere, e questo li rende meno esposti alle oscillazioni brusche. Un orologio meccanico di produzione limitata, penso a certe manifatture svizzere di secondo livello che investono su calibri propri invece che su movimenti terzi rimarchiati, offre oggi un rapporto tra prezzo e contenuto tecnico che i grandi nomi difficilmente riescono a garantire nella stessa fascia. Tra questi si è ritagliato spazio anche l'orologio Norqain, apprezzato da chi cerca robustezza sportiva senza il sovrapprezzo da lista d'attesa tipico dei marchi più blasonati. Sono pezzi che vengono scelti da chi vuole indossarli in montagna o in barca, non custodirli in cassaforte.

Come valutare un orologio prima dell'acquisto

Chi si avvicina all'acquisto con l'idea, sbagliata quanto diffusa, che qualsiasi orologio automatico si rivaluterà nel tempo, dovrebbe guardare ad alcuni parametri concreti prima di firmare lo scontrino. Il primo è la disponibilità: un modello prodotto in serie continua e senza limiti numerici raramente guadagna valore, indipendentemente dal marchio. Il secondo riguarda l'assistenza post-vendita: case history di manifatture che hanno chiuso o ridotto drasticamente la rete di service center penalizzano pesantemente la rivendita, perché un movimento che non si può revisionare perde funzione oltre che valore. Il terzo parametro, spesso sottovalutato, è la reperibilità dei pezzi di ricambio: bracciale, corona, vetro zaffiro. Su modelli di nicchia, la loro scarsità può trasformare una semplice manutenzione ordinaria in un'attesa di mesi.

Il valore d'uso torna centrale nelle scelte di acquisto

I saloni e i rivenditori specializzati raccontano, con dati alla mano, un pubblico che negli ultimi trimestri chiede più spesso referenze con impermeabilità elevata, resistenza agli urti, movimenti collaudati su lunghi periodi, piuttosto che l'ultima limited edition annunciata sui social. È un segnale che va letto insieme al calo generale delle transazioni speculative registrato dalle principali piattaforme di compravendita online. Il settore orologiero non sta scomparendo, sta semplicemente tornando a una logica più vicina a quella preesistente al boom pandemico, in cui il prezzo riflette in buona parte la qualità costruttiva e la storia del marchio, non la promessa di una plusvalenza rapida. Per chi valuta oggi un acquisto, la domanda utile non è più "quanto varrà tra cinque anni", ma se quell'oggetto meccanico, con tutti i suoi limiti e la sua manutenzione periodica, valga la spesa per quello che effettivamente offre al polso, ogni giorno, indipendentemente dalle quotazioni di mercato.

 






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