La data cerchiata in rosso sul calendario è ormai sempre più vicina: dal 5 ottobre il nuovo tunnel di Tenda sarà chiuso per circa sei settimane, per consentire il completamento delle lavorazioni ancora necessarie. Una prospettiva che torna a preoccupare chi, quotidianamente o con frequenza, si sposta tra la Liguria e il Piemonte e utilizza il collegamento internazionale per attraversare le Alpi. Dopo l'ampliamento delle fasce di apertura garantito durante l'estate, con l'obiettivo di sostenere il traffico turistico e le esigenze dei territori, si prepara dunque una nuova fase particolarmente delicata. La chiusura autunnale era già prevista nel cronoprogramma dei lavori, ma l'avvicinarsi dello stop riaccende le richieste di attenzione da parte dei territori. Per il Ponente ligure, e in particolare per chi guarda al Piemonte come naturale bacino di scambi e collegamenti, il rischio è quello di un ulteriore rallentamento della mobilità.
Il calendario definito dalla Commissione Intergovernativa per le Alpi del Sud aveva consentito di allargare sensibilmente le aperture nel periodo di maggiore afflusso. Una scelta fortemente sostenuta da Regione Piemonte e Regione Liguria, con il supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, proprio per limitare i disagi nei mesi estivi. Dal primo agosto, in particolare, il tunnel ha garantito l'apertura continuativa dalle 6 alle 23, mentre nella prima metà di settembre sono previste fasce più ampie nei fine settimana. Una programmazione pensata per accompagnare il movimento di turisti, lavoratori e merci e per dare una boccata d'ossigeno alle attività economiche dei territori di confine. Ma ora l'attenzione si sposta inevitabilmente sul periodo successivo al 4 ottobre, quando il collegamento sarà nuovamente interrotto. "L'ampliamento delle aperture estive è stato importante, ma ora bisogna guardare con attenzione a ciò che accadrà con la chiusura autunnale".
Il timore, soprattutto sul versante ligure, è che sei settimane senza il tunnel possano avere conseguenze significative sulla mobilità in entrambe le direzioni. Chi dalla provincia di Imperia deve raggiungere il Cuneese dovrà necessariamente fare i conti con percorsi alternativi, tempi di viaggio più lunghi e una viabilità che potrebbe risentire dell'aumento dei flussi. Lo stesso vale per chi dal Piemonte guarda alla Riviera ligure per lavoro, turismo, acquisti o semplicemente per raggiungere la costa. La questione non riguarda soltanto gli automobilisti: a essere interessati sono anche le attività commerciali, gli operatori turistici e tutte quelle realtà economiche che beneficiano degli scambi tra i due versanti. Il collegamento attraverso Tenda rappresenta infatti una direttrice strategica per il Ponente, e ogni interruzione prolungata finisce inevitabilmente per ripercuotersi sul territorio.
La chiusura prevista dal 5 ottobre è legata al completamento delle opere del nuovo tunnel e, proprio per questo, l'auspicio è che le sei settimane indicate possano essere rispettate senza ulteriori slittamenti. Dopo anni di attese, lavori e disagi, l'obiettivo resta quello di arrivare finalmente a una piena operatività del collegamento, con condizioni di transito più regolari e affidabili. Nel frattempo, però, resta aperto il tema della gestione della viabilità durante lo stop e della necessità di informare con largo anticipo cittadini e operatori sulle alternative disponibili. "La preoccupazione non è per il completamento dei lavori, che tutti attendono, ma per gli effetti che una nuova chiusura così lunga potrà avere sui collegamenti tra Liguria e Piemonte". A poche settimane dalla sospensione, dunque, il tema del Tenda torna prepotentemente al centro dell'attenzione del Ponente, con la speranza che questa volta il traguardo finale sia davvero vicino.














