Non è solo l’aria a soffrire il caldo. Anche il mare ligure sta vivendo con sempre maggiore frequenza e intensità le cosiddette ondate di calore marine, periodi nei quali la temperatura della superficie del mare rimane per almeno cinque giorni consecutivi sopra una soglia considerata eccezionalmente elevata per quel periodo dell’anno. A ricostruire l'andamento del fenomeno dal 1982 è Arpal, attraverso i dati del servizio europeo Copernicus Marine. In poco più di quarant'anni sono state individuate 79 ondate di calore marine: 29 fino al 2010 e ben 50 dal 2011 in avanti. Ma è soprattutto il numero complessivo di giorni trascorsi dal mare in queste condizioni a evidenziare la tendenza: 310 fino al 2010, diventati 822 dal 2011.
Il record appartiene al 2022, quando il mare ligure è rimasto sopra la soglia per 137 giorni, più di un terzo dell'anno. Il 2026 si sta già avvicinando a quel valore: con i dati disponibili fino al 27 luglio sono stati infatti registrati 127 giorni di ondata di calore marina. Il dato, inoltre, è destinato a crescere perché il prodotto climatico utilizzato da Arpal presenta un ritardo di circa un mese e i dati di agosto non sono ancora disponibili. Il bilancio completo dell'estate sarà quindi possibile soltanto in autunno. Un altro elemento significativo riguarda la distribuzione degli episodi nell'arco dell'anno. Le ondate di calore marine non sono più concentrate esclusivamente nei mesi estivi, ma possono iniziare in autunno e protrarsi anche durante l'inverno. Per lungo tempo l'estate del 2003 è stata considerata il principale termine di paragone per gli eventi di caldo estremo. La situazione, però, è cambiata. Nel 2003 furono registrate due ondate di calore marine, mentre negli ultimi anni il numero di episodi nello stesso anno è cresciuto: cinque nel 2014, cinque nel 2022, quattro nel 2024 e già cinque nel 2026.
Anche le temperature raggiunte confermano il cambiamento. Le ondate più calde dell'intera serie sono tutte recenti e il primato appartiene al periodo luglio-settembre 2024, quando la temperatura media della superficie dell'intero mare ligure ha raggiunto 29,7 gradi. Si tratta di una media riferita all'intero bacino e non della rilevazione effettuata in un singolo punto o da una singola boa. Il riscaldamento del mare può avere conseguenze che vanno oltre l'ambiente marino e interessano direttamente anche le località costiere della provincia di Imperia, da Sanremo a Ventimiglia, passando per Ospedaletti, Bordighera e gli altri comuni del Ponente. Un mare più caldo favorisce infatti una maggiore evaporazione, aumentando l'umidità dell'aria. Può inoltre indebolire le brezze marine, riducendo quella ventilazione che durante le giornate estive contribuisce a mitigare le temperature lungo la costa. Il calore accumulato dall'acqua può inoltre limitare il raffreddamento durante la notte, favorendo una maggiore frequenza delle notti tropicali, caratterizzate da temperature minime superiori ai 20 gradi.
Secondo uno studio pubblicato nell'agosto 2026 dal consorzio internazionale World Weather Attribution, in quest'area il cambiamento climatico di origine umana ha contribuito ad aumentare di circa 2°C le temperature superficiali del mare. I dati Arpal, aggiornati al 27 luglio, non rappresentano quindi ancora il bilancio definitivo del 2026: agosto non è stato ancora conteggiato e il numero di giorni di ondata di calore marina è destinato ad aumentare. Per una provincia come quella di Imperia, dove il rapporto con il mare è centrale sotto il profilo ambientale, turistico ed economico, la tendenza rappresenta un ulteriore indicatore degli effetti del cambiamento climatico sul Ponente ligure.














