Ci vogliono le persone, i luoghi, il bene e la bellezza per restituirci umanità. È questo il messaggio arrivato domenica pomeriggio dalle Case Libere di Bordighera, dove la musica è riuscita a trasformare per qualche ora un luogo segnato da vicende difficili in uno spazio di incontro, entusiasmo e condivisione. Quindici giovani musicisti, di età compresa tra i 14 e i 25 anni, due maestri d'eccezione e un generoso solista hanno dato vita al Concerto Libera Jazz, regalando al pubblico una vera esplosione di energia e talento.
In un periodo nel quale caldo, diffidenze, paure, incomprensioni e tensioni sembrano spesso prendere il sopravvento, l'iniziativa ha rappresentato una piccola ma significativa occasione per guardare le cose da un'altra prospettiva. Per tre giorni le Case Libere hanno risuonato di musica grazie al campo per giovani musicisti organizzato in collaborazione con "Il Jazz va a scuola", la Banda Musicale di Borghetto San Nicolò di Bordighera e Pace Lavoro Legalità. Un percorso culminato con il concerto di domenica, capace di coinvolgere e trascinare nell'entusiasmo tutti i presenti, aprendo simbolicamente uno squarcio di sereno e di azzurro.
Un luogo particolare, quello scelto per l'appuntamento, che porta con sé una storia complessa e il desiderio di un riscatto attraverso la comunità e la partecipazione. Proprio qui, dove pochi anni fa sembrava che le famiglie mafiose potessero impadronirsi degli spazi e della vita del territorio, la musica ha riportato al centro i giovani, la creatività e la voglia di stare insieme. Un contrasto forte, che rende ancora più significativo il valore dell'iniziativa e di chi ha scelto di mettersi in gioco per realizzarla.
"Quando non sai cos'è, allora è il jazz", diceva Danny Lemon, il pianista di Novecento, il celebre personaggio creato da Alessandro Baricco. E proprio il jazz, con la sua capacità di lasciare spazio all'improvvisazione, all'ascolto e all'incontro tra sensibilità diverse, ha fatto da filo conduttore a una giornata nella quale protagonisti sono stati soprattutto i ragazzi. La loro energia pulita si è trasformata in una travolgente valanga di note, impreziosita dal talento del solista Enrico Allavena e dal lavoro dei maestri Giuseppe Privitera e Luca Anghinoni.
Ma oltre alla musica, c'è un altro elemento che merita di essere sottolineato: i giovani in gamba ci sono, e sono tanti. Vanno però incoraggiati, sostenuti e messi nelle condizioni di esprimere ciò che sanno fare. I ragazzi protagonisti del campo hanno lavorato senza sosta, suonato con entusiasmo e dimostrato anche grande attenzione verso il luogo che li ospitava e verso la comunità. Hanno trasportato gli strumenti dove necessario, cercando di non disturbare il vicinato, e al termine hanno ripulito con cura gli spazi utilizzati.
A rendere possibile l'esperienza è stato anche il fondamentale contributo di tantissimi volontari e sostenitori, che hanno accompagnato i giovani musicisti durante le diverse giornate. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma indispensabile per trasformare un'idea in una manifestazione capace di lasciare un segno. Perché il valore di iniziative come questa non si misura soltanto negli applausi del pubblico, ma anche nella capacità di costruire relazioni, restituire fiducia e dimostrare concretamente che un luogo può cambiare volto.
La musica, del resto, può unire ed esprimere la creatività e la bellezza che sono dentro ognuno di noi. Può creare un legame particolare con chi ascolta e, allo stesso tempo, fondere libertà e armonia. Alle Case Libere di Bordighera, domenica, è accaduto proprio questo: quindici ragazzi hanno portato le loro note in un luogo che chiede di essere restituito alla comunità e lo hanno fatto con entusiasmo, disciplina e passione. Una bella esperienza, capace di lasciare negli occhi la musica e nel cuore la bellezza. Da ripetere al più presto.

























