Il prezzo esposto sul tabellone del distributore dice molto, ma forse non abbastanza. Due euro al litro diventano un dato molto più concreto quando vengono trasformati nei chilometri percorsi ogni giorno per andare e tornare dal lavoro. E nel Ponente ligure, dove gli spostamenti tra un Comune e l'altro fanno parte della quotidianità, il caro carburanti rischia di diventare una voce tutt'altro che secondaria del bilancio mensile. C'è chi vive a Sanremo e lavora a Imperia, chi ogni mattina raggiunge Arma di Taggia, chi si muove verso Bordighera o Ventimiglia. E c'è chi lo fa in automobile, ma anche una quota difficilmente quantificabile di persone che, soprattutto lungo la costa, sceglie scooter e moto.
Abbiamo quindi provato a fare qualche conto. Non si tratta di una rilevazione scientifica né di una stima della spesa sostenuta da ogni singolo pendolare, ma di una simulazione utile a capire l'ordine di grandezza del costo degli spostamenti quotidiani. Benzina sopra i 2 euro, il diesel costa ancora di più. I prezzi comunicati dagli impianti del Ponente presi in considerazione nella mattinata di mercoledì 26 agosto restituiscono una situazione piuttosto chiara: la soglia dei due euro al litro è ormai il riferimento per la benzina, mentre il gasolio viaggia su livelli ancora superiori. Nella rilevazione utilizzata per questa simulazione, tra Sanremo, Taggia, Bordighera e i comuni limitrofi, la benzina oscilla generalmente poco sopra i due euro, con alcune offerte appena sotto, mentre per il gasolio molti prezzi self si collocano tra circa 2,10 e 2,20 euro al litro. Non interessa, in questo caso, stabilire quale distributore sia più o meno conveniente: i dati servono esclusivamente per costruire un valore indicativo sul quale effettuare i calcoli. Il quadro locale è peraltro coerente con quello nazionale. L'ultimo aggiornamento ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riferito al 25 agosto, indica sulla rete stradale italiana un prezzo medio self di 2,015 euro al litro per la benzina e 2,136 per il gasolio. In autostrada si sale rispettivamente a 2,091 e 2,207 euro.
Quanto costa andare al lavoro in macchina. Per trasformare questi numeri in una spesa mensile abbiamo immaginato un lavoratore che utilizzi il proprio mezzo 22 giorni al mese, effettuando quotidianamente il viaggio di andata e ritorno. Come riferimento abbiamo utilizzato un consumo indicativo di 6,5 litri ogni 100 chilometri per un'auto a benzina e 5,5 litri per una diesel, applicando prezzi nell'ordine di quelli registrati nel territorio. Su una distanza di 8 chilometri a tratta, quindi circa 16 al giorno e poco più di 350 al mese, il solo carburante pesa per circa 45-47 euro mensili con un'auto a benzina e poco più di 40 euro con una diesel. Se il posto di lavoro dista 15 chilometri da casa, i chilometri mensili diventano circa 660 e il conto sale nell'ordine degli 85-90 euro a benzina e di circa 75-80 euro con un'auto diesel. Con 25 chilometri per tratta, e dunque circa 1.100 chilometri percorsi ogni mese soltanto per lavorare, si entra già nell'ordine dei 145 euro per un'auto a benzina e dei 130 euro per una diesel. Il conto diventa ancora più evidente per chi percorre 30 chilometri all'andata e altrettanti al ritorno: circa 1.320 chilometri al mese che, con le ipotesi utilizzate nella simulazione, significano all'incirca 170-175 euro di benzina oppure 155-160 euro di gasolio. E parliamo esclusivamente del carburante. Non entrano nel calcolo eventuali pedaggi autostradali, parcheggi, manutenzione, assicurazione e usura del veicolo.
Ma nel Ponente c'è anche lo scooter: e il conto quasi si dimezza. Considerare soltanto l'automobile, però, restituirebbe una fotografia incompleta. Basta osservare il traffico quotidiano sulla costa per capire quanto scooter e moto rappresentino più di un'alternativa utilizzata negli spostamenti, soprattutto sulle distanze più contenute. E qui i conti cambiano sensibilmente. Prendendo come semplice riferimento uno scooter a benzina che consumi circa 3 litri ogni 100 chilometri, sulla tratta da 8 chilometri per direzione la spesa mensile per il carburante si aggirerebbe sui 20-22 euro. Con 15 chilometri a tratta si arriverebbe intorno ai 40 euro, mentre percorrendone 25 per direzione si spenderebbero circa 65-70 euro al mese. Anche ipotizzando una distanza di 30 chilometri tra casa e lavoro, il conto resterebbe nell'ordine degli 80 euro mensili, contro i circa 175 stimati per un'automobile a benzina. Anche in questo caso si tratta naturalmente di una simulazione: cilindrata, modello, consumi reali e stile di guida possono modificare sensibilmente il risultato. Il confronto serve però a mostrare quanto il mezzo utilizzato incida almeno quanto il prezzo alla pompa.
Una provincia che ogni mattina si mette in movimento. Il tema assume un peso particolare nell'Imperiese proprio per la conformazione del territorio. I confini comunali raccontano soltanto una parte della vita quotidiana: Sanremo, Taggia, Imperia, Bordighera e Ventimiglia sono poli tra i quali ogni giorno si muovono lavoratori e studenti. A questo si aggiunge la peculiarità di una provincia di confine, con migliaia di frontalieri diretti verso Francia e Principato di Monaco. In questo caso, però, sarebbe sbagliato applicare automaticamente la simulazione dell'automobile: una parte degli spostamenti avviene attraverso il collegamento ferroviario e senza dati sulla ripartizione dei mezzi utilizzati non è possibile stabilire quanti frontalieri raggiungano il luogo di lavoro in auto. Per chi invece è costretto o sceglie di utilizzare un mezzo privato, il prezzo del carburante rimane una variabile importante. E pochi centesimi di differenza, quando vengono moltiplicati per centinaia o migliaia di chilometri, finiscono per trasformarsi in decine di euro.
Dal prezzo al litro al costo della vita quotidiana. È probabilmente questo il dato più significativo. Parlare di benzina sopra i due euro o di gasolio ancora più caro restituisce la fotografia del mercato. Tradurre quei numeri nella quotidianità permette invece di comprenderne meglio l'impatto. Per chi utilizza l'automobile, il solo tragitto casa-lavoro può arrivare a costare tra 150 e 175 euro al mese sulle percorrenze più lunghe prese in considerazione. Con uno scooter, a parità di chilometri e nelle condizioni ipotizzate, la cifra può ridursi di oltre la metà. Su undici mesi lavorativi, un automobilista a benzina che percorra una sessantina di chilometri al giorno può così avvicinarsi ai 1.900 euro di carburante soltanto per andare e tornare dal lavoro. Sono stime, naturalmente, e vanno lette come tali. Ma hanno il vantaggio di trasformare un numero ormai quasi familiare sui tabelloni dei distributori – due euro al litro – nel suo effetto più concreto: una spesa che, chilometro dopo chilometro, pesa sempre di più sul bilancio mensile di chi ogni giorno deve spostarsi per lavorare.














